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Lella, affetta da sclerosi multipla, riceve una grazia a Lourdes. Ma non è quella che credete

Emanuela Crestani e Paolo Garattini
Paolo Garattini - Emanuela Crestani
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Paolo e Lella sono una coppia affiatatissima; pieni di amore reciproco e di fede condivisa nello stesso Dio che per loro provvede a tutto. Attraversano momenti molto difficili ma ad un certo punto riprendono a camminare insieme, con la stessa fede. E' arrivata anche una grazia per Lella a Lourdes nel 2016. Non è guarita dalla sclerosi multipla ma Maria le ha dato altro tempo, togliendole il dolore!

Paolo, eri un uomo di successo secondo il mondo. Ora che vivi nell’abbandono totale al Signore cosa pensi di quegli anni, di quella visione della vita?

(Paolo) Che quella non è la vita. Si pensa che sia vita ma non è vero. Purtroppo le persone di ora sono alla rincorsa di un qualcosa che senza il buon Signore non si arriverà mai ad avere. Adesso sì che noi viviamo! Non ci manca niente anche se siamo nel bisogno, il Signore arriva sempre. Una cosa che non facciamo più è pianificare, per semplicità assoluta; perché abbiamo chi pensa per noi, è Lui che pianifica.

Vivete senza ansia, di fatto. Siete immuni alla malattia del secolo

(Paolo) L’unica ansia è la mia: la Lella è già da tanti anni dell’altro mondo per come vive, per l’amore che dà, per la preghiera continua. Piango perché non so cosa farò quando la Lella dovrà tornare alla casa del Padre.

(Lella) Io sono contenta perché so che torno a casa. Quando morirò voglio che tutti diano in canti di gioia! Coi figli ne ho parlato (ne hanno due; anche la storia dei figli, delle gravidanze è entusiasmante, a tratti dolorosa, ma sempre piena di speranza. NdR) non voglio che nessuno pianga, anzi che siano felici perché finalmente spero di poter abbracciare Gesù, Maria e tutti i santi che ci sono là.

Dalla conversione entusiasta alla maturazione nella fede: come avviene questo passaggio?

(Paolo) Noi effettivamente è come se fossimo stati teleguidati, se penso a quella notte di agosto quando ho avuto gli incubi, sudavo e ho deciso di vivere, ho abbandonato tutto dalla sera alla mattina, in un battito di ciglia. (Sembra la notte dell’Innominato la conversione di Paolo! NdR).

(Lella) Il mio cammino è diverso da quello di Paolo; io la fede l’ho sempre avuta molto forte, grazie alla mia nonna, anzi a tutte e due. Questa fede mi ha sempre aiutato in tutto quindi anche ad accettare la mia malattia. Ormai è con me da 29 anni! (Ora seguono soprattutto il carisma francescano e sono legati alla Basilica di Santa Maria di Campagna a Piacenza, seguiti da padre Secondo Ballati)

Cosa avete compreso dell’amore di Maria per i suoi figli, del modo di concedere grazie? La Madonna non ha ottenuto la guarigione (che Lella nemmeno chiedeva!) ma le ha tolto prima i dolori intensissimi e poi il fastidio per la luce. Da profani si pensa che il miracolo sia un fatto sconvolgente anche un po’ grossolano che toglie tutti gli impicci e ci riconsegna alla vita per potercela godere. Che cosa è invece, davvero?

(Lella) Innanzitutto siamo andati a Lourdes per ringraziare per tutto ciò che avevamo avuto anche nella malattia. Era il 3 giugno 2016. Avevamo deciso di partire nonostante le difficoltà che ci potevano essere sia  fisiche sia economiche. E quando mia mamma mi ha regalato il viaggio a Lourdes abbiamo capito che il Signore ci voleva là. Siamo partiti, abbiamo fatto le nostre 15 ore di treno, siamo arrivati a Lourdes e il giorno 3 io subito decido che devo farmi il bagno alle vasche. Quel giorno era l’anniversario della Prima comunione di Bernadette, non lo sapevamo, ma c’era qualcosa che ci spingeva . Arrivati alle piscine non c’era coda, non c’era nessuno… Paolo era un po’ preoccupato di lasciarmi andare da sola; (Paolo) perché dal giorno della mia conversione non l’ho mai abbandonata, mai un giorno. Non c’è Lella senza Paolo e non c’è Paolo senza Lella (dicono insieme, ridendo).

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