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“Quaresima vegan”? Lasciamo le ideologie fuori dalla fede

POPE FRANCIS
Antoine Mekary | Aleteia | I.Media
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Una ONG americana invita Papa Francesco a mangiare vegan per 40 giorni in cambio di un milione di dollari, in occasione della quaresima che quest’anno comincia il 6 marzo. Sostengono l’iniziativa personalità come Joaquin Phoenix e Yann Arthus-Bertrand.

Ogni persona che mangerà vegano durante la quaresima economizzerà l’equivalente in CO2 di un volo Londra-Berlino. Se tutti i cattolici del pianeta lo facessero, ciò equivarrebbe a un risparmio uguale all’insieme delle emissioni annuali di un Paese come le Filippine.

L’organizzazione Million Dollar Vegan insiste fin dal comunicato, e con argomenti che suonano irreplicabili. L’obiettivo è del resto assai lodevole e pare anche giustificato, poiché il Pontefice regnante ha scelto di iscrivere il suo pontificato nei passi di san Francesco d’Assisi (che però non era vegano).

L’ecologia integrale di Laudato si’

Nella sua enciclica Laudato si’, il Papa scrive a proposito del Poverello:

La sua testimonianza ci mostra anche che l’ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l’essenza dell’umano. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature.

Laudato si’ 11

Più avanti, Francesco insiste:

Le strade, le nuove colture, le recinzioni, i bacini idrici e altre costruzioni, vanno prendendo possesso degli habitat e a volte li frammentano in modo tale che le popolazioni animali non possono più migrare né spostarsi liberamente, cosicché alcune specie vanno a rischio di estinzione.

Ivi, 35

L’ecologia integrale suppone una protezione globale dell’umano, della natura, degli ecosistemi, di fronte alla cultura dello scarto che avvelena il mondo moderno.

Il veganismo, una deriva ideologica

Il veganismo, stile di vita che suppone l’astenersi dal consumo di ogni prodotto di origine animale, ha le sue ragioni: lo sfruttamento selvaggio degli animali, le loro condizioni di vita (disumane per noi che glie le infliggiamo prima e più che per loro), la loro sofferenza… insomma l’orrenda condizione della loro vita deve interpellarci. L’allevamento intensivo è un dramma tanto per l’ambiente quanto per le creature, torturate e abbattute in modi raccapriccianti. Solo che, come ogni ideologia – o morale individuale che cerca di aggregare sempre più adepti rimodellando il loro stile di vita – il veganismo tocca l’intimo, cioè la nostra alimentazione. Quest’intrusione nelle nostre abitudini più quotidiani ha qualcosa di imbarazzante e di infantilizzante, col grande rinforzo di campagne pubblicitarie e di promozioni mediatiche, come attesta questo battage in occasione della quaresima. Con Laudato si’, Papa Francesco ha dominato la scena mondiale in tema di sensibilizzazione ambientale più di qualunque stella dello showbiz. I cattolici non hanno bisogno di una ONG che prometta somme di denaro, per essere sensibilizzati a questa problematica.

Anzitutto viene da chiedersi se i promotori di questa campagna si rendano conto che la Quaresima spinge già di per sé verso un regime molto alleggerito dal consumo delle carni: nei monasteri, specie in quelli ortodossi, la dieta diventa invece strettamente vegana, e ciò da secoli e secoli prima che s’inventasse l’ideologia vegan. Simbolicamente, il cibo è quanto il Signore offre ogni giorno agli uomini: è un dono, e l’essere umano – credente o no – si nutre di ciò che vuole e soprattutto di ciò che può permettersi. Proscrivere un alimento significa supporre che ogni uomo abbia la possibilità materiale di magiare ciò che vuole, mentre la triste attualità ci fa constatare ogni giorno che nutrirsi è spesso cosa difficile, quasi una sfida. Mia nonna mi raccontava che durante “la guerra” (la seconda guerra mondiale) la gente in paese aveva i miraggi di gatti e piccioni, e se per caso se ne fosse davvero avvistato uno sarebbe scattata la pubblica caccia per potersi nutrire! E a settant’anni di distanza non vediamo tutti i giorni nelle nostre città persone che rovistano nella spazzatura per mettere insieme un pasto? Voler imporre un “regime vegano” utilizzando l’immagine del Papa suona tanto disprezzo di classe e totale incoscienza della miseria.

La quaresima, ben più di una privazione

In ultimo, ridurre la quaresima a un semplice regime alimentare significa minimizzarla. In Matteo 15 troviamo queste parole di Gesù:

Non è quello che entra nella bocca a rendere l’uomo impuro, ma quel che ne esce – ecco cosa lo rende impuro.

C’è una differenza fondamentale tra il messaggio dei Vangeli e una pubblicità Vitasnella: se il periodo che precede la festa di Pasqua invita ogni cattolico alla privazione e all’autocontrollo, essa non si riduce al semplice fatto di mangiare riso e fagioli. La quaresima è parecchio più di questo! La sua forza spirituale sta proprio nell’introspezione: essa invita ogni uomo ad esaminare la propria coscienza e a fare una revisione di vita per rinascere nella notte di Pasqua. E questo passa certamente da una più stretta attenzione a ciò che c’è nel piatto a tavola, ma ancora di più da quella a ciò che c’è nel fondo della nostra anima e nei punti ancora insondati del cuore. Da questo punto di vista, Million Dollar Vegan commette un duplice errore utilizzando l’aura mediatica del Papa e non comprendendo l’ascesi corporale e morale che conferisce a questo tempo forte la sua durezza ma anche la sua ricerca di purità. Impegniamoci a che quelle sei settimane siano utili e fruttuose anche per chi cerca sempre di cavalcare la cresta dei media, perché tutti cresciamo soprattutto nell’umiltà e nello spirito.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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