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Allergie e intolleranze alimentari: cosa c’è da sapere

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L’allergia alimentare è in grande aumento soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione

Sulle allergie e intolleranze alimentari si chiacchiera molto, a tutte le età. A chi non è capitato, in un ristorante, di sentir dire: “questo non lo mangio perché sono intollerante!”. Eppure, l’intolleranza alimentare non è una categoria riconosciuta dalla medicina, se non per il lattosio e il glutine.
Vediamo allora di esaminare insieme le principali cose da sapere per orientarsi in questo variegato mondo.

1. L’allergia alimentare è in grande aumento. Studi ripetuti su gruppi di bambini nati nel 2005 e nel 2012 hanno dimostrato che nel Regno Unito le allergie alimentari sono aumentate in quel periodo dal 2 al 5% della popolazione generale. Uno studio australiano riferito a bambini nati nel 2009-2010 riporta una frequenza di allergia alimentare pari al 10%: in altre parole, un bambino su dieci in Australia ha avuto una reazione ad un alimento confermata dai test più rigorosi. Si tratta dunque di una malattia la cui frequenza è in progressivo aumento, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione.

2. Caratteristica di questa nuova ondata di allergia alimentare è l’allergia all’uovo, che in molti Paesi è diventata la più frequente, mentre prima dominava l’allergia al latte.

3. Le cause dell’aumento dell’allergia all’uovo sono sotto indagine: condizioni di vita abitudini alimentari, stress, struttura della famiglia in divenire, abitudini igieniche, sono solo alcuni dei fattori che si stanno indagando. Poiché allergici all’uovo si nasce e non si diventa, l’aumento di questa specifica allergia attrae l’attenzione sull’importanza del periodo prenatale.

4. I sintomi di un’allergia alimentare possono essere i più svariati. Partendo dal tratto gastrointestinale, dove vi possono essere reazioni immediatamente in bocca, oppure vomito, o diarrea, a volte anche cronica, gli allergeni alimentari possono dare disturbi anche a livello respiratorio, cutaneo, generalizzato. Sono soprattutto questi ultimi che preoccupano, perché le reazioni generalizzate possono portare ad ipotensione e shock anafilattico.

Queste sono solo alcune delle cose che bisogna sapere. Altre le troverete nei prossimi articoli di questo numero.
Molti altri temi non potranno essere trattati nello spazio esiguo di un magazine. Ma ormai l’allergia alimentare è così frequente che mamme e papà devono stare sempre con le antenne alzate su questo tema.

Un ambulatorio per la prevenzione dell’allergia nei neonati

Di Maurizio Mennini

Prevenire il più possibile la comparsa di allergia. È questo l’obiettivo del nuovo Ambulatorio di Diagnosi Precoce delle Allergie, realizzato dall’Unità Operativa di Allergologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù guidata dal dott. Alessandro Fiocchi. Si tratta di un innovativo contenitore di salute rivolto ai neonati ad alto rischio allergico. È attivo presso la sede di Roma – San Paolo e svolge attività di prevenzione delle varie patologie allergiche (rinite, asma, dermatite atopica, allergia alimentare o ai farmaci) con interventi precoci sulla dieta e sugli stili di vita delle future mamme e dei nuovi nati.
1. L’ambulatorio è attivo il lunedì e il giovedì dalle 14:30 alle 18:00, presso la sede di Roma – San Paolo (viale di San Paolo, 15).
2. Possono accedere esclusivamente i neonati con età inferiore ai 28 giorni di vita che abbiano almeno un familiare di primo grado (mamma, papà o fratello) affetto da allergia.
3. L’accesso è tramite prenotazione telefonica al CUP 06.68181 o tramite prenotazione assistita via web al link: https://nuovocup.ospedalebambinogesu.it/RichiestePrenotazioni
4. Al momento della prenotazione, sia telefonica che via web, sarà necessario essere in possesso dell’impegnativa per “prima visita allergologica” (codice: 89.7_2) completa di sospetto diagnostico “Anamnesi familiare di disturbi allergici” (codice: V19.6).

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