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Facile programmare un aborto, molto meno aiutare una mamma a partorire una figlia malata

HANNAH, SUDLOW
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La storia di Hannah Sudlow, che ha dovuto lottare per far nascere sua figlia affetta da Trisomia 18, è l’altra faccia della medaglia della legge di New York sull’aborto. Vale la regola de “il mio corpo, la mia scelta” se la scelta non è l’aborto?

Per non lasciare sole altre persone che affrontano lo stesso percorso è stata fondata La casa sull’albero di Evelyn, Evelyn’s Treehouse: è un modo di dire benvenuti a tutti, anche quelli che cominciano la vita nel modo più complicato possibile. Varcare la porta della disabilità o delle gravi malformazioni genetiche è entrare in un territorio irto di paura, dolore, fatica. Ma anche di compagnia e affetto.

Così, Hannah Sudlow ha pensato a questa organizzazione, di cui uno degli obiettivi più concreti è il dono di una borsa di benvenuto per le famiglie come la sua; all’interno si trovano generi di prima necessità insieme a tutte le informazioni per cominciare ad affrontare la vita quotidiana fuori dall’ospedale e offrire indicazioni sui centri medici a cui rivolgersi. Nel sito si legge:

“il nostro obiettivo è offrire assistenza a breve termine nella speranza di fare un investimento a lungo termini nella vita di famiglie che ricevono una diagnosi medica complessa”.

Sull’esempio di questa storia, ci costruiremo rifugi soprelevati, case sull’albero alte qualche metro da terra … per non essere affogati dai fiumi di morte che straripano e non fanno vittime solo tra i più piccoli e indifesi, ma anche tra chi crede di tenere salda in mano la spada della libertà, dei propri diritti, di un corpo ridotto a oggetto … che può ancora essere grembo.

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abortomalattie rareusa
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