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Perché l’umiltà è lungi dall’essere ciò che pensiamo

Shutterstock
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Non lasciatevi influenzare dai fraintendimenti su ciò che rappresenta la vera umiltà

L’umiltà è considerata da tanti una virtù dal valore discutibile, perché viene spesso male interpretata come il fatto di gettarsi costantemente giù o sminuirsi in presenza di altri.

L’umiltà fraintesa può essere molto pericolosa quando viene intesa in modo contrario a quello che è il suo significato originale nella spiritualità biblica e nella tradizione giudaico-cristiana. La gente con una bassa autostima interpreta spesso l’umiltà come una forma di aggressione e disprezzo nei confronti di se stessi. Può essere perfino una forma di ipocrisia, o una scusa per la pigrizia, quando ci sottovalutiamo intenzionalmente. Evitiamo la difficoltà insita nel fatto di raggiungere il nostro pieno potenziale negando di esserne capaci.

Cosa NON è l’umiltà

L’umiltà non dovrebbe essere confusa con scarsa autostima, timidezza, senso di inferiorità o sminuirsi. Se essere umili richiede il fatto di riconoscere le proprie difficoltà, i propri fallimenti e i limiti che si hanno, non vuole dire doverli necessariamente mostrare. L’umiltà significa vivere nella verità, accettando che non siamo perfetti. Non riguarda il fatto di sminuirsi, ma il realismo. Molte persone pensano di essere umili quando in realtà parlano costantemente di quanto sono sfortunate e miserevoli, concentrandosi solo su se stesse, il che è una forma nascosta di orgoglio.

La vera umiltà non significa guardare costantemente la propria piccolezza e paragonarsi agli altri. Fare paragoni significa volgersi costantemente verso se stessi e vedere gli altri solo come una minaccia. Le persone umili non hanno bisogno di sentire di essere migliori delle altre. Allo stesso tempo, non si piegano al volere degli altri, né si lasciano opprimere; hanno semplicemente una prospettiva ampia e profonda della realtà, in cui vedono il proprio posto senza dover discutere su chi è migliore o peggiore. L’umiltà non è una virtù da conquistare per raggiungere la perfezione di sé, cosa che spesso porta all’orgoglio; piuttosto, riguarda il fatto di riconoscere la verità su se stessi e trovare pace al riguardo.

La frase comune “A mio umile avviso” non è altro che orgoglio camuffato. Quando l’umiltà si rende esplicita non è più tale. Quando qualcuno dice “Sono davvero una persona umile” non lo è. L’umiltà non si strombazza, si pratica in silenzio. Se qualcuno è umile possono dirlo gli altri, ma nessuno si può etichettare come “persona umile”. È per questo che le persone umili spesso non spiccano. Non cercano pubblicità – soprattutto non per promuoversi come “umili”.

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