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Una casa accoglie gestanti a rischio di aborto per difendere loro e i loro piccoli

Oásis da Imaculada

Oásis da Imaculada / foto via Sempre Família

Sempre Família - pubblicato il 08/02/19

L'iniziativa offre alloggio, accompagnamento periodico e sviluppo personale per mamme e bambini

In un Brasile in cui la grande maggioranza della popolazione è apertamente contraria all’aborto, negli ultimi anni sono sorte centinaia di iniziative a favore della vita sia del bambino che della madre.

Simone Aparecida Soares Calegário è una di coloro che hanno compreso bene l’importanza del lavoro rivolto alle madri che pensano di abortire. Trovando sostegno nella sua fede, ha iniziato a cercare un luogo per riunire persone di buona volontà che aiutassero nella missione di “salvare vite per il cielo ed evitare la morte di innocenti”.

Non basta salvare il bambino, ha sottolineato. Bisogna amare e offrire aiuto psicologico, emotivo e medico, contribuire a tutto ciò che serve al bambino e ad assisterlo dignitosamente insieme alla mamma.

La casa

Nel 2016 Simone ha trovato una casa in una zona strategica di Belo Horizonte, di fronte alla sua parrocchia e in una zona commerciale e residenziale facile da trovare per le madri in situazione di rischio. Con il sostegno dell’arcivescovo di Belo Horizonte, monsignor Walmor Oliveira de Azevedo, nel dicembre di quell’anno è stata inaugurata la Casa Mãe Oásis da Imaculada – Centro di Difesa del Nascituro. Oltre ad accompagnare il lavoro della casa fino ad oggi, l’arcivescovo ha designato un sacerdote per curare l’assistenza spirituale delle gestanti e dei volontari.

Mamãe Oásis

Il progetto principale della casa è stato chiamato Mamãe Oásis. I volontari accolgono le gestanti e le puerpere (madri che hanno avuto un figlio da poco), indirizzate dal Consiglio Tutelare, istituzioni educative o religiose, tra gli altri partner, e quelle che bussano letteralmente alla porta per cercare aiuto.

“Accogliamo queste ragazze, molte delle quali vittime di violenza sessuale e domestica, e imparano che esiste il perdono e che lottare per se stesse è fondamentale”, ha affermato Simone. “Oltre a questo, esortiamo ciascuna a prendersi cura del proprio figlio con attenzione, affetto e amore, e questo è possibile solo in un processo di apprendimento reciproco che spesso non riusciranno a ottenere da sole. Per questo siamo qui”.

Dopo un secondo collquio in presenza di un assistente sociale, le madri vengono indirizzate ad attività di artigianato e di cucina, momenti culturali e spirituali, laboratori di formazione, terapia individuale e di gruppo.

I bambini sono accolti con estremo affetto, accompagnano le mamme nei laboratori e vengono assistiti dai volontari al momento del bagno, dei pasti, dei giochi e del sonnellino in una stanza allestita per loro.

Bambini “indesiderati” che diventano desiderati

Secondo Simone, queste madri scoprono che il figlio indesiderato non è più tale, ma un essere umano speciale venuto a portare luce nella loro vita, nonostante le difficoltà. Anche nei casi in cui il bambino è frutto di una violenza terribile, le madri comprendono che anche lui è una vittima e merita di essere amato.

“Ciò che ci caratterizza è amare, proteggere e formare. Le donne arrivano qui e restano fino al momento in cui si sentono pronte a riprendere la propria vita”.

Sfide e aspettative

La sfida più grande della Casa è quella finanziaria, ma Simone crede che essendo un’opera di Dio Egli provvederà a tutto.

“Noi dobbiamo solo confidare, lavorare e credere ogni giorno ai miracoli, perché accadono”.

La Casa Oásis da Imaculada organizza anche eventi a difesa della vita, come simposi, eventi nelle parrocchie, laboratori e formazione di agenti pro-vita a Belo Horizonte e in altre città dello Stato di Minas Gerais.

“Spero anche di contribuire con una legge municipale che difenda il nascituro, lo protegga. Vorrei creare nel calendario municipale la Giornata del Nascituro o la Giornata per la Presa di Coscienza della Vita Umana Indifesa”.

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