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“Offrirai il tuo dolore nascosto nel sorriso”: la richiesta di Gesù alla beata Alexandrina Maria da Costa

BLESSED ALEXANDRINA MARIA DA COSTA,DE BALAZAR
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Soffrire, amare, riparare: il carisma spirituale dietro alla sconvolgente serenità della mistica portoghese

Ancora più grandi sofferenze aspettano Alexandrina

Gli ultimi anni della sua vita sono segnati da sempre più grandi sofferenze, oltre che dalla totale mancanza di sonno e dalla progressiva perdita della vista, e scanditi da estasi ripetute. Interminabili cortei di persone affluiscono alla sua casa nonostante i divieti e le limitazioni dell’autorità ecclesiastica; la voce di Gesù le chiede di disporsi, anche se con sofferenza, ad incontrare queste folle:

“voglio che tu faccia il sacrificio di ricevere quanti verranno; ti tengo qui per questo (…) tu non puoi andare in cerca delle anime; ecco che esse ti vengono incontro”.

Muore con il sorriso che il Signore le aveva chiesto di conservare

I dolori degli ultimi mesi diventano terribili; il 12/10/1955 alla vigilia della morte le viene amministrata l’unzione degli infermi e chiede perdono a tutte le persone care; il giorno successivo, anniversario dell’ultima apparizione di Fatima e del miracolo del sole, alle ore 20,29 spira rimanendo sorridente fino alla fine. Dopo la morte la fama di santità aumenta progressivamente con un pellegrinaggio alla sua tomba di 20-30 mila persone al mese provenienti da tutto il mondo. Venuto a conoscenza del decesso, don Umberto si prodiga a raccogliere i documenti sulla vita di Alexandrina, e a soli 12 anni dopo la morte prende avvio il processo informativo diocesano che vede tra i suoi testimoni proprio il sacerdote presidente di quella infelice commissione vescovile che, da accanito detrattore, è ora diventato un sincero sostenitore della causa di beatificazione. Quest’ultima, supportata dal riconoscimento di un miracolo avvenuto il 5/3/1995 per intercessione di Alexandrina, si conclude con la dichiarazione di Beata da parte di Giovanni Paolo II in piazza S. Pietro a Roma il 25 aprile 2004. Parlando di lei durante il rito di beatificazione il Papa così ebbe a dire:

“Mi ami tu?, domanda Gesù a Simon Pietro. Egli risponde: Certo Signore, tu lo sai che ti amo. La vita della Beata Alexandrina Maria da Costa può riassumersi in questo dialogo di amore. Permeata e ardente di queste ansie di amore, non vuole negare nulla al suo Salvatore: dalla forte volontà, accetta tutto per dimostrargli che lo ama. Sposa di sangue, rivive misticamente la passione di Cristo e si offre come vittima per i peccatori, ricevendo la forza dell’Eucaristia che diventa l’unico alimento dei suoi ultimi tredici anni di vita. Nell’esempio della Beata Alexandrina, espresso nella trilogia soffrire, amare, riparare, i cristiani possono trovare lo stimolo e la motivazione per nobilitare tutto ciò che la vita ha di doloroso e triste, attraverso la prova d’amore più grande: sacrificare la vita per chi si ama”.

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