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“Pregare affinché le vittime della tratta di persone siano accolte con generosità”

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 Anche se cerchiamo di ignorarlo, la schiavitù non è qualcosa di altri tempi.
Di fronte a questa realtà tragica, nessuno può lavarsi le mani se non vuole
essere, in qualche modo, complice di questo crimine contro l’umanità.
Non possiamo ignorare che oggi esiste la schiavitù nel mondo, tanto o forse più
di prima.
Preghiamo per l’accoglienza generosa delle vittime della tratta delle persone,
della prostituzione forzata e della violenza.

Li vediamo ogni giorno al telegiornale e sui giornali. Li chiamiamo migranti economici, rifugiati, clandestini, extracomunitari, sfollati, minori non accompagnati o in qualsiasi altro modo, dimenticando spesso che si tratta di persone.

Sono milioni e fuggono ogni giorno dalle loro terre a causa della guerra, della fame, delle persecuzioni politiche o religiose o per situazioni di estrema povertà, affrontando abusi di ogni tipo. Quello che invece non vediamo sono le organizzazioni criminali che lucrano alle loro spalle, schiavizzando uomini, donne e bambini a livello lavorativo o sessuale, per il commercio di organi o per farli mendicare o delinquere.Ne Il Video del Papa di febbraio, Francesco ci ricorda che la schiavitù “non è qualcosa di altri tempi” e che “nessuno può lavarsi le mani se non vuole essere, in qualche modo, complice di questo crimine contro l’umanità”.
In collaborazione con Talitha Kum, la rete mondiale di vita consacrata impegnata contro la tratta di esseri umani, e la sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, la Pontificia Accademia delle Scienze e l’Apostolato del mare, la Rete Mondiale di Preghiera del Papa si unisce alla giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani con l’hashtag #InsiemeControLaTrattaDiPersone. Commemorando l’8 febbraio, giorno in cui morì Santa Giuseppina Bakhita, Francesco invita a pregare “per l’accoglienza generosa delle vittime della tratta delle persone, della prostituzione forzata e della violenza”.
Da parte sua P. Frédéric Fornos SJ, direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa; ha affermato: “Di fronte a questa tragedia umana, di fronte a tanta sofferenza, mancanza di protezione e angoscia di uomini, donne e bambini vittime della tratta di esseri umani e della schiavitù, spesso in un contesto migratorio, cosa possiamo fare? Denunciare la nostra complicità, ma anche pregare. Il grido della preghiera, quello che viene dal cuore e del quale i salmi sono l’eco”. Padre Fornos ha anche ricordato che alcuni giorni fa la sezione “Migranti e Rifugiati” del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha presentato due documenti importanti per lottare contro tutte le forme di tratta: “Non sono discorsi. Questi documenti sono un forte appello a cambiare la società, e propongono azioni concrete per tutta la Chiesa. Papa Francesco è fortemente impegnato nella lotta contro questo flagello nelle sue diverse espressioni”.

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