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Rod Dreher spiega l’“Opzione Benedetto” e perché ne abbiamo bisogno

The Dish via Vimeo CC-BY-NC

Greg Kandra - pubblicato il 05/02/19

I cristiani che affrontano la decadenza religiosa, rifiutano le soluzioni passeggere e tornano alle antiche tradizioni troveranno la forza non solo per sopravvivere, ma anche per prosperare con gioia nell'Occidente post-cristiano

Il giornalista Rod Dreher ha appena pubblicato un importante studio su ciò che affligge gli Stati Uniti, in cui afferma che la soluzione migliore sarebbe (come indica il titolo del suo nuovo libro) l’Opzione Benedetto. Il materiale promozionale del testo la descrive così:

“Viviamo in un’epoca di prove, in cui i credenti impareranno la differenza tra l’ottimismo superficiale e la speranza cristiana. Per quanto sia oscura l’ombra che si stende sull’Occidente, la luce del cristianesimo non ha motivo di spegnersi. Non sarà facile, ma i cristiani che hanno il coraggio di affrontare la decadenza religiosa, rifiutare le soluzioni passeggere e tornare alle antiche tradizioni troveranno la forza non solo per sopravvivere, ma anche per prosperare con gioia nell’Occidente post-cristiano”.

L’Opzione Benedetto è una lettura sobria e affascinante che prevede per i cristiani occidentali un futuro che alcuni descriverebbero come distopico. La situazione è davvero tanto negativa? Dopo aver letto il testo mi è venuta la curiosità di sapere cosa pensa Dreher di tutto questo, e gli ho quindi inviato alcune domande per posta elettronica.

Rod, cos’è esattamente “L’Opzione Benedetto”?

È la scelta che tutti i cristiani credenti affrontano al giorno d’oggi nell’America post-cristiana: continueremo a vivere come se questi fossero tempi normali o abbracceremo la nostra condizione di esiliati a Babilonia e inizieremo a costruire una vita che ci permetta di rimanere saldi nella fede in questa nuova Era Oscura che incombe su di noi?

Il nome deriva dal famoso paragrafo finale del libro del 1981 del filosofo Alasdair MacIntyre Dopo la virtù, in cui l’autore ha paragonato il caos morale della tarda modernità alla decadenza di Roma prima del suo crollo.

In quei giorni, ha detto, ci sono stati uomini e donne virtuosi che hanno smesso di cercare di “puntellare l’impero” – una specie di “Rendiamo di nuovo grande Roma” – e si sono invece messi a costruire nuove forme di comunità al cui interno potevano vivere le proprie convinzioni controculturali in un’epoca di grandi difficoltà. MacIntyre ha affermato che al giorno d’oggi ci aspetta “un San Benedetto nuovo e senz’altro molto diverso”.

Avendo letto MacIntyre ed essendo convinto delle sue tesi, ho iniziato a chiedermi cosa dovrebbe dire a noi cristiani del XXI secolo questo nuovo e diverso San Benedetto.

Benedetto da Norcia, come probabilmente sapete, è considerato il fondatore del monachesimo occidentale. La sua Regola è diventata la guida del movimento monastico fiorito all’inizio del Medioevo, che ha non solo preservato la fede e aiutato a diffonderla attraverso l’Europa dei barbari, ma anche gettato le basi per la rinascita della civiltà. Se ci stiamo dirigendo verso un’Età Oscura post-cristiana – e credo che sia così –, allora noi cristiani dobbiamo chiederci quali lezioni possiamo imparare dai Benedettini che possano applicarsi alla nostra vita al di fuori dei monasteri, ed è proprio questo che viene esplorato ne L’Opzione Benedetto.




Leggi anche:
“Opzione Benedetto”, la nuova formula (made in USA) di un dilemma antico quanto il cristianesimo

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Tags:
vita cristiana
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