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Altro che Emanuela Orlandi. Le ossa ritrovate in Vaticano sono di antichi romani

SEDLEC
Anna Minsk - Shutterstock
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Sono datate tra il 90 e 230 dopo Cristo. Si sgonfia clamorosamente il caos mediatico scatenato al momento del ritrovamento dei resti

In un primo momento si era pensato che le ossa rinvenute nella Nunziatura Apostolica, in Vaticano, settimane fa potessero appartenere a Emanuela Orlandi o alla sua amica Mirella Gregori.

Un’ipotesi esclusa dalle prime analisi dei genetisti sui resti. Ora arriva la verità: erano di due antichi romani (Il Messaggero, 31 gennaio).

Costole, denti e cranio

Il giallo, come sottolineano anche nella trasmissione Chi l’ha Visto? (30 gennaio), è stato risolto e gli scienziati di un istituto specializzato di Caserta sono riusciti a ottenere anche due Dna di incredibile valore.

Le ossa sono di un periodo compreso tra il 90 e il 230 dopo Cristo. Si tratterebbe di costole, denti, frammenti di cranio, femore e mascella di due antichi romani dell’età imperiale (Leggo.it, 31 gennaio).

Antica necropoli

Come si legge su Il Tempo, molto probabilmente quei resti fanno parte di un’antica necropoli. In età romana le sepolture avvenivano spesso lungo le vie d’accesso della città. Il luogo dove le ossa sono state ritrovate si trova in via Po, all’angolo con via Salaria, importante strada di collegamento tra Roma e lo sbocco al mare Adriatico, tramite il porto di Ascoli.

L’archiviazione della Procura

Vista l’attribuzione dei reperti ossei all’età imperiale, alla Procura di Roma, che aveva aperto un’indagine per omicidio contro ignoti, non resterà che archiviare il caso (Tgcom, 31 gennaio).

Nelle scorse settimane si era scatenato una caos mediatico sui ritrovamenti. Per giorni e giorni è stato evocato (ancora una volta) il fantasma della Orlandi, la ragazza scomparsa da trent’anni e su cui aleggia un presunto rapimento (mai dimostrato) del Vaticano. Ma il tutto si è rivelato una clamorosa bolla di sapone.

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