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Tre belle metafore per parlare dell’amore coniugale

KOCHAJ MAŁŻONKA SWEGO
Shutterstock
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San Francesco di Sales diede consiglio a molte coppie, a suo tempo. Per parlare di amore coniugale utilizzava tre metafore che illustrano insieme la sua bellezza e le sue sfide.

Grande teologo e predicatore del principio del XVII secolo, san Francesco di Sales è celebre soprattutto per aver redatto una Introduzione alla vita devota che si proponeva di indicare un cammino di santità e di vera devozione alla portata di ognuno, indipendentemente dalla condizione sociale e dallo stato di vita. Di grande novità per l’epoca, il libro riscosse ben presto un’eco importante. La sua dottrina palpitante attraversò le epoche e ne fa ancora oggi un’opera imprescindibile. Un capitolo intitolato “consigli per le persone sposate” è dedicato in specie alla vita coniugale, di cui san Francesco parla in maniera assai concreta e immaginifica.

Prete e poi vescovo di Ginevra, Francesco non fu mai sposato, ma vivendo a contatto con le sue parrocchiane apprese molte cose sui bisogni e sulle sfide inerenti la vita coniugale. Benché non avesse vissuto egli stesso questa esperienza, i suoi consigli per stabilire un matrimonio solido sono ispirati a grande sapienza. Egli parla del matrimonio come di una gioia che tocca tutte le sfere sociali, e come una delle vie più sicure per trovare la felicità. Per descrivere la vita di coppia impiega numerose metafore, sovente più parlanti di grandi concetti. Egli concepisce il matrimonio come l’imbrago di due cuori. La donna è una perla rara, la coppia è saldata come le ossa nel corpo umano; i corpi degli sposi non formano che una sola carne. Marito e moglie formano una squadra che vince o perde sempre insieme. Quando gli sposi dimenticano la propria persona e vivono l’uno per l’altro, crescono nella gioia e ogni sacrificio d’amore diventa fonte di soddisfazione.

Non considerare mai che le cose accadano da sé

Una delle grandi sfide del matrimonio è il giungere a non dare mai per scontate le cose. San Francesco di Sales insiste sul fatto che gli sposi dovrebbero coccolarsi l’un l’altro tutti i giorni. Quand’è stata l’ultima volta che avete guardato la vostra metà dicendovi che era il vostro più grande tesoro? Una delle lezioni di Francesco sta nel prendersi il tempo, talvolta, di guardarsi a vicenda come se fosse la prima volta, e di ricordarsi tutte le piccole cose che vi hanno fatto crescere insieme nel corso degli anni. Il solo sentimento amoroso non basta a tenere insieme un matrimonio. L’amore coniugale è un amore specifico e sacrificale. Questa persona è quella a cui do il mio cuore. Questa donna è quella che decido di amare anche quando non sono in vena, quando abbiamo litigato, quando siamo presi dai nostri obblighi parentali e professionali. Per illustrare questo amore insieme così forte e unico, Francesco impiega in particolare tre immagini.

Due tavole ben incollate

Francesco utilizza qui un’immagine tratta dalla falegnameria per parlare dell’indissolubile unione dei cuori. Se due tavole sono ben incollate, esse non possono separarsi e anzi si romperanno prima del bordo dove sta la colla. Quando due persone sono sposate, le anime possono separarsi dal corpo senza che il legame fra gli sposi si dissolva. Perché il legame tra marito e moglie è probabilmente uno dei più forti che ci siano, e supera la morte stessa. San Francesco richiama questo legame che è fisico, certamente, ma anche psicologico e affettivo. Il coniuge è il primo, e nessun’altra relazione – amicale o professionale – deve essergli comparato.

Un cuore marcato dal sigillo dell’altro

Sugli anelli che anticamente si portavano alle dita stavano incisi dei sigilli. La Chiesa, mediante la mano del sacerdote, benedice l’anello e dandolo anzitutto all’uomo testimonia di star sigillando e suggellando il suo cuore con quel sacramento, perché mai più né il nome né l’amore di un’altra donna possa entrarvi,

ci spiega san Francesco di Sales. E vale lo stesso per la donna. Il suggello sull’anello nuziale rappresenta il sigillo che viene a deporsi sul cuore degli sposi. Ormai i cuori dei due appartengono l’uno all’altro. Per sigillare una lettera si appone un tampone sulla ceralacca fino a che l’immagine del tampone non si stampi nella cera. Nel matrimonio accade lo stesso coi nostri cuori: essi cambiano di forma per essere marchiati dal sigillo dell’altro. Tale sigillo è un simbolo della fedeltà indissolubile nel matrimonio.

Fate crescere i vostri cuori

San Francesco ci dice anche che l’amore coniugale è rinforzato dalla «moltiplicazione delle anime» che giunge ad accrescere la famiglia. I bambini sono un prolungamento dell’amore che gli sposi si portano. Non tutte le coppie possono avere dei bambini, ma non si tratta unicamente di fecondità biologica. L’amore di coppia può dirigersi verso un bambino da adottare, verso i nipoti e le nipoti, o anche verso dei bambini senza alcun legame apparente. Può anche esprimersi nel servizio ai bisognosi. Quale che sia la situazione della coppia, gli sposi possono far crescere i loro cuori amando gli altri attorno a loro. Perché l’amore coniugale è come una riserva che restituisce acqua sugli altri, e la coppia ne risulta rinforzata.

Il matrimonio ha fama di dolcezza, ci ricorda san Francesco. Non diventa amaro che quando non lo si cura. Allora datevi il tempo di fermarvi un momento, di quando in quando; guardatevi con uno sguardo nuovo, rinnovate l’amore e l’affetto che vi siete promessi il giorno del vostro matrimonio e ditevi: «Questo/a è il/la mio/a diletto/a, il cuore del mio cuore».

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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