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L’amore ai tempi della grande rete

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L'Osservatore Romano - pubblicato il 29/01/19

Se guardiamo ai comportamenti delle persone negli ultimi venti anni troviamo una vera e propria “rivoluzione copernicana”. Negli anni Novanta l’idea di poter incontrare un partner online sembrava una cosa bizzarra e chi si affidava a questi strumenti veniva guardato quasi con compassione. Oggi, grazie anche alla diffusione degli smartphone che ci abituano a relazionarci alla realtà attraverso delle app, globalmente, almeno 200 milioni di persone utilizzano i servizi di appuntamenti digitali ogni mese. Negli Stati Uniti, secondo gli studi più recenti, più di un terzo dei matrimoni è il frutto di conoscenze avvenute grazie alla mediazione del computer e dei suoi algoritmi, mediante cioè il matching online. Nell’epoca del digitale, internet è il secondo modo più diffuso per gli statunitensi di incontrare persone del sesso opposto e si sta rapidamente avvicinando, come numeri, al tradizionale ti presento un “amico di un amico” cui eravamo abituati nel mondo analogico.

Queste piattaforme online per conoscere persone promettono, con i loro algoritmi, di selezionare tra infiniti candidati quelle persone che sono maggiormente compatibili con l’utente. In realtà, a ben vedere, i sistemi di dating online, proprietà di compagnie private che traggono profitti commerciali dai loro servizi, sono, di fatto, un grande esperimento sociale, condotto su uno dei processi più intimi e vitali dell’umanità. E i suoi effetti stanno appena iniziando a diventare visibili. La trasformazione tecnologica che cambia in modo radicale e profondo la società e le nostre relazioni, grazie al machine learning, ai suoi algoritmi di profilazione e di predizione, è in grado non solo di farci sembrare le macchine esseri intelligenti, quelle che potremmo provocatoriamente chiamare delle macchine sapienti, ma anche di anticipare comportamenti ed eventi impredicibili da nessuna teoria. Ci stiamo convincendo che questa capacità potrebbe essere applicata e infusa nel più misterioso dei temi umani: l’amore.

Da un punto di vista della cultura tuttavia questa sorta di digitalizzazione dell’amore viene percepita e rielaborata in forme che ricordano gli antichi miti. La continua tensione tra l’attrazione per l’altro e il desiderio di sondare quel mistero che ci attrae col rischio di distruggerlo e perderlo è la struttura che sottende il mito di Eros e Psiche. Oggi questa dinamica è algoritmizzata. Sono gli algoritmi, mai come in questo campo analoghi a pozioni segrete degne delle migliori narrazioni popolari sul genere amore che conosciamo in occidente, a governare il matching e a far scattare l’alchimia tanto desiderata e che tanto spesso causa patemi ai membri della nostra specie. Sono gli algoritmi con le loro misteriose e arcane sequenze di if this than that a creare le frecce di Eros o le fiale delle pozioni desiderate da persone in cerca dell’agognato amore. Se Socrate ha impostato la ricerca del senso della vita sul “conosci te stesso” ora l’insondabilità della nostra vita interiore sembrerebbe essere conosciuta meglio da una macchina.

Si riconosce un nuovo e inedito ordine affettivo che guida la composizione dei nuovi nuclei familiari. In sintesi possiamo elencare le nuove coordinate esistenziali che, nel continente digitale, sembrano sottostare alla ricerca del partner. Si passa dalla ricerca di un compagno per la vita a quella dell’anima gemella. Si passa da relazioni vissute in un raggio geografico limitato a un bacino che ha come limite teorico il mondo intero. Si trasforma l’appuntamento in una amicizia on-line. La ricerca del partner si trasforma da un percorso fatto in un piccolo gruppo a una scelta tra infinite opzioni.

La ricerca del partner si sposta quindi da un modo con cui si cercava una persona adatta a costruire un progetto di vita, a una sorta di ricerca analoga a quella che facciamo per “l’acquisto” del miglior prodotto disponibile. Forse, ci chiediamo, l’aspettativa del partner perfetto non introduce già un problema? L’altro, algoritmicamente idealizzato, prima o poi ci deluderà essendo diverso dall’ideale cercato. Le relazioni amorose dell’era digitale dovranno fare i conti con la delusione della realtà: una nuova edizione di Psiche e la sua ricerca del volto di Eros. Nella versione moderna di questo mito, però, non sarà il volto scoperto a far scappare Psiche?

Spostando la nostra analisi da una prospettiva individuale a una sociale emergono ulteriori questioni che debbono essere considerate. Questo nuovo mondo digitale romantico potrebbe anche avere conseguenze non volute per la società. Da un lato, il fatto che gli utilizzatori del datingonline abbiano una scelta molto più ampia può portare a rompere delle barriere culturali. Tuttavia i dati ci mostrano che i daters online hanno anche la tendenza a scegliere partner come loro: livelli di istruzione e di reddito simili vengono utilizzati dagli algoritmi nel selezionare le possibili coppie. Non è difficile immaginare la creazione di servizi di incontri futuri per persone corrispondenti ad alcuni tratti preferiti, come quello determinato dal genoma caricato.

Il dominio degli appuntamenti online da parte di una manciata di aziende e dai loro algoritmi è un’altra fonte di preoccupazione. Se abbiamo conosciuto recentemente il timore per le Big Pharma, i colossi farmaceutici che possedevano la capacità di far vivere e morire e ne stabilivano il costo, ora sembra che si prospetti Big Love dove saranno i colossi dell’informazione a possedere la possibilità di vivere felici.

Inoltre i risultati di questo gigantesco esperimento sociale daranno un potere enorme ad alcuni big players: la capacità di predire comportamenti così imprevedibili può radicalmente cambiare anche il concetto stesso di libertà nella società digitale.

Mai come in questo caso gli sviluppi e i cambiamenti che la tecnologia porta nel vivere alcune caratteristiche del nostro essere umani chiedono una profonda riflessione filosofica ed etica.

QUI L’ORIGINALE

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amorecomunicazione socialesocial network
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