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Per scelta o no… essere single non è una cosa facile

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Per molti essere single è causa di sofferenza. Nella Chiesa sembrano talvolta “i parenti poveri”, eppure i single hanno un posto unico e degli interrogativi profondi che è urgente ascoltare.

Héloïse è la primogenita di diversi fratelli. Ha visto sposarsi un fratellino, dapprima, poi una sorellina, e poi tutti gli altri a seguire. Tutti a parte lei. Nei primi tempi gli amici scherzavano – «Hai perso la priorità acquisita» – oppure le assicuravano che sarebbe stata “la prossima”. Oggi nessuno si diverte più con l’argomento. A 37 anni questa professionista aspetta ancora di poter dire un bel “sì” davanti a Dio.

Talvolta è difficile conservare la fiducia: spero di sposarmi, credo che sia la mia vocazione. Vorrei avere dei bambini, anche se so che le mie chances diminuiscono vertiginosamente. È doloroso.

Come conservare la speranza? Come darsi fiducia? «Ho l’impressione di essere in una sala d’attesa e che il mio turno non venga mai», sintetizza Héloïse. Sebbene stando all’Insee [l’Istat francese, N.d.T.] nel 2018 il 41,3% dei francesi risulti single – più precisamente “non sposati legalmente” – questo stato di vita è polimorfo e raggruppa realtà estremamente variegate. Sophie Cadalen, autrice di Tout pour plaire… et toujours célibataire [Ho fatto tutto per piacere… e sono sempre single, N.d.T.] (Albin Michel), ritiene che

la società non sia più organizzata soltanto per la coppia. Esistono tante diverse vite da single: quella che precede o segue la vita di coppia, talvolta lunga; c’è anche un celibato scelto, specie da donne che rivendicano la loro libertà…

La psicanalista ritiene che sia necessario interpellare la propria “sofferenza”, quando si è single. Si soffre riguardo a una norma sociale? A causa di uno stato subito e non scelto? Lo sguardo degli altri è fonte di sofferenza… severo e ingiusto come il proprio che si rivolge su di sé?

Questo incrocio di sguardi coincide spesso con la presa di coscienza del celibato. Estelle, 31 anni, racconta così che fu una delle sue colleghe a farle realizzare che era single:

Mi ha chiesto se mi facessi un problema dell’essere sola, mentre io non mi ero mai posta la questione. Ho molte attività, una vita bella piena… Pressappoco al contempo, un prete ha toccato la questione con me. È stato in quel momento soltanto che il mio nubilato è diventato un tema.

Per Antoine, invece, la presa di coscienza è arrivata come un pugno quando ha lasciato Parigi per una periferia a ben più elevato tasso di famiglie:

Quando ero circondato da single, non era facile rifletterci. Arrivando in un contesto pieno di famiglie la cosa m’è balzata agli occhi. È stato come un risveglio.

Un risveglio doloroso, per il 33enne:

È stato difficile per me sentirmi a posto di fronte a uomini con un bel lavoro, un grosso salario e – a coronare il tutto – una moglie e quattro figli.

Le testimonianze danno a questa sofferenza i nomi di “assenza”, “lutto”, “vuoto”, “mancanza”… Una croce pesante da portare. Ma secondo Padre Éric de Thézy, che organizza ritiri per single all’abbazia di Ourscamp,

bisogna restare in contatto con questa sofferenza, se si vuole uscirne. Moltiplicare le serate, i week-end fra amici single, impedisce di affrontare il problema alla radice.

Se è vero che esistono poche – troppo poche – proposte pastorali per i single, alcuni percorsi li invitano a identificare il proprio dolore, a disegnarne i contorni, a comprendere i loro blocchi per tentare di guarirli.

«Il vero problema non è il celibato»

La parrocchia di Sainte-Cécile a Boulogne (Hauts-de-Seine) ha messo in cantiere un percorso chiamato “Célibataires, chemins de vie” [“Single, cammini di vita”, N.d.T.], per consentire di fare un “check-up”, secondo Emmanuelle Vignes, co-organizzatrice delle sessioni con padre Barthélémy Port:

Raduniamo un gruppo di una trentina di persone, uomini e donne in pari numero, per accompagnarli nell’arco di un anno attorno a grandi questioni: la storia famigliare, il rapporto col corpo, l’equilibrio tra vita professionale e personale, la fecondità.

Secondo lei è essenziale invitare i partecipanti, che hanno tutti tra i 25 e i 45 anni, a riflettere sulla loro vocazione:

A che cosa sono chiamato? Che cosa devo sbloccare in me per far sgorgare la mia fecondità – al di là della questione “sposato/celibe”?

Ogni mese il gruppo si ritrova per pregare e toccare un tema: «Vogliamo che si sentano amati, scelti».

Questo gruppo, come il ritiro di Ourscamp, insiste sulla vocazione di ciascuno, «che è anzitutto quella all’amore – sposati, consacrati o single che si sia», martella padre de Thézy. Perché «il vero problema non è il celibato, è di sperare in una fecondità a venire. Di attendere l’altro o il domani per agire», precisa Emmanuelle Vignes. Di fatto, quest’attesa sarebbe un freno all’incontro amoroso, secondo Sophie Cadalen:

Quando si ha un’idea troppo precisa della coppia si ostacola l’incontro: bisogna accettare di lasciarsi sconvolgere per l’altro.

Non attendere l’altro per essere fecondi sarebbe dunque la sfida dei single: siate voi stessi, siate felici, e tutto andrà bene. Forse questo potrebbe perfino – stando a Sophie Cadalen – propiziare l’incontro. Le domande poi si affollano attorno a quest’idea, ma in modo più sfumato. Alcuni single non amano essere “limitati” al loro stato celibatario, come Antoine che non vuole più

godere, in famiglia, della condiscendenza accordata all’adolescente. Sono adulto, autonomo e me la cavo da solo. Non voglio che mi si inviti a guardarmi compassionevolmente l’ombelico.

Altri ancora rifiutano di farne un argomento tabù, ne parlano senza imbarazzo alcuno. Quanto a Louis, 51 anni, è molto chiaro sulla sua situazione, ma la donna amata si fa attendere e spesso la disperazione bussa alla sua porta:

Sono disponibile, certo, indipendente, è vero. Ma disponibile per chi? Indipendente perché?

Antoinette ha una vita molto piena, si occupa di adolescenti, di persone ferite dalla vita, dal lavoro… La fecondità della sua missione presso gli altri è palpabile nel quotidiano. Eppure dentro di lei una vocetta propala il dubbio.

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