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Lettera aperta a Vladimir Luxuria: giù le mani dai bambini

VLADIMIR LUXURIA RAI
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Eppure il suo messaggio su come sia possibile vivere in questo modo lo ha trasmesso talmente bene che suo figlio canta anche lui. Già, i figli: quale magnifico dono che sono. Tutti i bambini lo sono. E sa perché? Perché sono lo stimolo a fare meglio di quello che siamo noi. Perché sono quello che ci fa pensare che non moriremo mai, nella loro memoria. Perché sono un modo per trasmettere la nostra parte migliore.

Invece sa cosa leggo di Lei, signor Guadagno? Leggo che Lei è andato a dire a dei bambini che da piccolo si sentiva una femmina perché le piaceva giocare con le bambole e sentire i profumi femminili di Sua madre. E che quando si guardava allo specchio vedeva una femmina: cosa che la faceva soffrire. Io non metto in discussione la sofferenza psicologica, signor Guadagno, ci mancherebbe altro! Tuttavia che scopo ha andare a raccontare di una sofferenza a dei bambini, se non c’è un “lieto fine”? Se non c’è l’eroe che conquista la propria vita tramutando il brutto ricevuto, in bene da donare agli altri, che scopo ha il racconto della Sua vita sui tacchi? Lei forse pensa che siano quelli che fanno di un essere umano una donna, ma vede, essere donna non c’entra nulla con tacchi (sui quali io mi ammazzo anche se minori di 5 centimetri), con la gonna (credo di averne una spiegazzata da qualche parte, nel cassetto) o col rossetto (uso sempre quello del mio matrimonio e sono sposata da quasi diciott’anni). Essere donna, glielo dico da ostetrica, vuol dire avere un utero per dare la vita. Vuol dire avere le mammelle per nutrire il proprio bambino. Vuol dire prendersi cura di chi ha bisogno, in modo servizievole. Vuol dire desiderare di capire e accogliere le persone. Vuol dire essere un concentrato di ossitocina. Cos’è l’ossitocina? È un ormone stupefacente che viene rilasciato – sostanzialmente – dal cervello e fa un sacco di cose, tra le quali partorire e allattare. Non è che la persona che si trucca, si atteggia e si mette la gonna, sembri una donna. La può ricordare forse. Può scimmiottare la femminilità (un po’ estrema, in vero). La vera donna lo è perché è madre. Perché accoglie lo sperma prodotto dai testicoli del maschio e lo “trasforma” in bambino: cosa alla quale Lei non ha rinunciato completamente, dato che ha più volte sottolineato il fatto che, nonostante le mammelle plastificate, ha conservato tutto ciò che natura Le ha dato. E ha fatto bene, mi perdoni la confidenzialità: Lei si è tenuto stretto ciò che le appartiene e, infatti, se non si trucca, Lei è un uomo. Probabilmente un uomo che ha sofferto perché non è stato accolto nel Suo essere magari persona sensibile, magari persona accogliente, magari persona creativa. Ripeto non La conosco, non so per cosa è famoso.

Signor Guadagno, io non La conosco e la rispetto molto in quanto persona, ma mi creda: usare la Sua sofferenza per trasmette il messaggio che basta mutare la realtà fisica per stare bene, è un atto che di pedagogico non ha nulla. Non c’è niente di educativo nella Sua lezione, se non il fatto che Lei, in quanto persona eccentrica, ha il diritto di dire falsità a dei bambini. La realtà non si trasforma con una bacchetta magica, poiché anche Cenerentola (parlo di quella della Disney) conquista il Principe non tanto con il magnifico vestito (che comunque è molto bello), ma con la sua timidezza e la sua femminilità che, mi creda, dipende dal fatto di essere proprietaria di un utero e, soprattutto, di avere un cervello da femmina. Il Suo insegnamento ha un solo significato: “Se soffrite cambiate la parte della realtà colpevole della vostra sofferenza, così sarete felici”. Che bugia, signor Guadagno. Cosa direbbe ai bambini malati di cancro? E quelli che oggi salutano la propria madre nella bara? E quelli che sono sulla sedia a rotelle? Nulla può cambiare la realtà fuori, se non plasmiamo il nostro animo verso il bene e non capiamo che la felicità è ben altro. È sapere di essere amati, è sapere di aver conosciuto la propria madre e che prima o poi la rivedrai, è sapere che non sei solo ad affrontare la vita.

Signor Guadagno io glielo dico da madre, non menta ai bambini. Lei non ha il diritto di farlo. Né chi glielo consente ha il diritto di farglielo fare. I bambini sono detentori di tutti i diritti e hanno il diritto di vedere la felicità che c’è nella forza di chi ha preso la propria sofferenza e ne ha fatto un miracolo di bellezza. Io non La critico, signor Guadagno, perché nessuno può permettersi di farlo senza conoscere una persona in modo confidenziale, per ciò Le chiedo solo un favore: lasci stare i bambini. Loro devono giocare e devono poter sognare tutta la bellezza della loro vita. Non devono essere tediati da chi racconta sofferenze a meno che non si tratti di qualcuno che ha trovato, nella propria condizione ingiusta, un modo per fare del bene e per tendere al bene.

Qui l’articolo tratto tratto da La Croce – Quotidiano

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