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Seccati? Frustrati? Irritati? Ecco qualche consiglio dei santi…

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Pochi trucchi relativamente semplici possono trasformare il fastidio in un passo avanti verso il Paradiso

La maggior parte di noi non ha bisogno di sforzarsi molto per stilare una lista cospicua intitolata “Cose che mi irritano”. Sembra che anche se la tecnologia è sempre più in grado di rendere la vita confortevole siamo anche sempre più pronti a infastidirci per tutto ciò che non è immediatamente accessibile.

Può essere allora una buona idea analizzare qualche consiglio dei santi su come affrontare l’irritazione.

In questo sforzo ci è d’aiuto Santa Teresa, famosa per aver scritto di una delle suore del suo convento che riusciva a farle saltare i nervi:

“Ogni volta che la incontravo, pregavo il buon Dio per lei, offrendogli tutte le sue virtù e i suoi meriti. Sentivo che ciò era bene accetto a Gesù, perché non c’è artista al quale non piaccia ricevere lodi per le sue opere, e Gesù l’artista delle anime, è felice quando non ci si ferma all’esterno, e invece, penetrando fino al santuario intimo che egli si è scelto come dimora, se ne ammira la bellezza”.

Santa Teresa parlava di un’altra carmelitana, che aveva sicuramente molti meriti e grandi virtù. Forse pensiamo che non troveremo altrettanta “bellezza” nel nostro coniuge, nei nostri figli o nei colleghi, e il problema potrebbe essere proprio questo. Dio è senz’altro all’opera in ogni persona che incontriamo, e con un piccolo sforzo potremmo sorprenderci e scoprire che c’è molto da lodare in quasi chiunque.

E se l’irritazione non fosse provocata da una persona? Se il colpevole fosse il tempo inclemente? O il traffico? O un’interruzione di Internet?

“Le irritazioni sono una possibilità per mettere in pratica la pazienza e crescere nella grazia, e quando ci si pensa questo è davvero il modo più intelligente ed efficiente per gestirle. Se non possiamo far nulla per la situazione che ci irrita (e spesso è così), possiamo almeno assicurarci di trarne qualche beneficio spirituale, trasformandola in una preghiera”.

È il saggio consiglio padre Joseph Esper offre nel libro Saintly Solutions to Life’s Common Problems.

Una volta il mio confessore mi ha raccomandato la stessa cosa. Mi ha detto che non avrei mai dovuto pensare di comprare qualcosa e poi lasciare intenzionalmente la merce sul bancone andandomene.

In altri termini, se bisogna sopportare qualcosa, si può almeno trarre qualche grazia da quella situazione. Offritela e rendetela una preghiera.

San Francesco di Sales ha un modo per cambiare la nostra prospettiva sulle tribolazioni, e spesso è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Il santo sottolinea come il bastone del fratello di Mosè, Aronne, quando era a terra era un serpente. Quando Aronne l’ha preso in mano, però, era potente. “Considerate [le tribolazioni] in sé e le vedete come orrori; consideratele secondo la volontà di Dio e sono gioie e delizie”.

Padre Esper nota che San Giovanni Bosco raccomandava a San Domenico Savio di trattare gentilmente tutti i suoi compagni. Seguire questo consiglio, afferma, inizia con il fatto di decidere di andare d’accordo con le persone in grado di irritarci, e “in termini pratici è molto semplice: applicate le stesse scuse che usate per il vostro cattivo comportamento alle persone il cui comportamento vi infastidisce”.

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