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Le nonne che aiutano a vincere la depressione

FRIENDSHIP BENCH PROJECT
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Uno psichiatra ha trovato una soluzione semplice per trattare questo disturbo ed ha funzionato

Quando Dixon Chibanda, uno psichiatra dello Zimbabwe, ha sentito che una sua cliente di 26 anni si era suicidata perché non poteva permettersi il biglietto dell’autobus del costo di 15 dollari per raggiungere il suo studio è rimasto sconvolto. Di fronte alla notevole mancanza di strutture e professionisti sanitari per aiutare chi soffre di depressione, Chibanda ha sentito la necessità di cercare e trovare una soluzione per chi ne ha bisogno.

La parola usata per indicare la depressione nel Paese di Chibanda è “kufungisisa”, che significa “pensare troppo”. La depressione è un fenomeno apparentemente in aumento su scala globale. L’Istituto Nazionale per la Salute Mentale ha infatti riferito che nel 2016 il 6,7% degli adulti statunitensi – 16,2 milioni di persone – ha sperimentato un episodio di depressione grave nella propria vita. Nello Zimbabwe, Chibanda è uno degli unici 12 psichiatri per una popolazione di 16 milioni di persone, il che provoca una grave carenza di aiuto professionale.

Leggi anche: Depressione o burnout? Svelata la differenza

Quando si è rivolto ai suoi supervisori per ricevere aiuto, Chibanda si è sentito dire che non c’erano risorse disponibili, solo 14 nonne e uno spazio esterno. La reazione dello psichiatra è stata quella di pensare fuori dagli schemi, e ha deciso di “arruolare” le anziane per il programma Friendship Bench. È facile: chi ha bisogno può andare a sedersi sulla panchina e trovare un orecchio disposto ad ascoltare. Anche se per i suoi colleghi l’idea era assurda, Chibanda è andato avanti con il suo progetto.

Formando le nonne nella terapia basata sulla terapia narrativa – un metodo utilizzato in molti Paesi, inclusi gli Stati Uniti –, Chibanda ha dato loro gli strumenti per aiutare chi si sente depresso. Con un vero “stile nonna”, la formazione doveva essere adattata per comprendere le loro perle di saggezza. Quelle donne piene di esperienza hanno spiegato al medico che avevano bisogno di evitare il linguaggio medico e parlare in termini chiari, facendo appello alla loro cultura e ai loro punti di riferimento.

“Penso che sia una delle ragioni per cui l’idea ha avuto successo, perché è gestita usando la conoscenza e la saggezza locali”, ha spiegato Chibanda alla BBC.

Leggi anche: Il 3% degli italiani soffre di depressione ma solo la metà si rivolge al medico

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