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USA. La Marcia per la Vita riempie Washington

MARCH FOR LIFE
Jeffrey Bruno
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“Unico fin dal primo giorno: pro life è pro-scienza”, questo il motto della 46.ma Marcia per la Vita con l'obiettivo di riaffermare la verità scientifica in ordine all’aborto. Oltre 200.000 le presenze in piazza, adesioni trasversali e la massiccia presenza di giovani mostrano un cambiamento dell’opinione pubblica statunitense

Almeno 200.000 persone hanno sfidato il freddo e la neve per partecipare alla 46.ma Marcia per la Vita che si è svolta ieri a Washington, capitale degli Stati Uniti. Come ogni anno, il più partecipato evento pro life del mondo, si è svolto il 18 gennaio per ricordare la sentenza della Corte suprema del 1973 che liberalizzò l’aborto negli Usa.

La Corte suprema e la discrezionalità sull’aborto

Con quell’iniziativa, il massimo tribunale costituzionale americano ha lasciato un’ampia discrezionalità ai singoli Stati dell’Unione. Alcuni di questi, ad oggi, permettono l’interruzione di gravidanza anche negli ultimi mesi della gestazione e, alle minorenni, senza l’obbligo di informare i genitori. Succede, ad esempio, che nello stato di New York è legale interrompere una gravidanza fino alla 24.ma settimana, e i legislatori locali stanno per approvare una legge che renderà più facile abortire anche nel terzo trimestre di gravidanza.

Le legislazioni pro life

Allo stesso tempo, ci sono Stati che si stanno muovendo nella direzione opposta. In dicembre, l’Ohio è diventato il decimo Stato a vietare la brutale pratica dell’aborto per smembramento, particolarmente usata dopo il quarto mese di gravidanza. L’azione legislativa pro-life di alcune amministrazioni sembra essere supportata anche da una mutata sensibilità dell’opinione pubblica.

I favorevoli alle restrizioni

Un sondaggio commissionato dai Cavalieri di Colombo, e pubblicato nei giorni scorsi, mostra che meno di un americano su quattro è favorevole all’aborto dopo il terzo mese di gravidanza e che il 75 per cento della popolazione è per l’introduzione di forti restrizioni alle attuali legislazioni sull’aborto, limitandolo solo a casi di violenza e pericolo per la salute della madre. Sempre secondo la rilevazione demoscopica, il 62% dei cittadini USA è contrario all’aborto nei confronti di bambini con sindrome di down.

La partecipazione dei giovani

Grande e rinnovata partecipazione si è dunque osservata alla Marcia per la Vita: moltissimi i giovani provenienti da tutto il Paese. Per rimarcare l’evidenza scientifica che la vita umana inizia dal concepimento, il tema scelto per l’edizione 2019 è stato: “Unico fin dal primo giorno: pro life è pro-scienza”. Un ottimo segnale è pervenuto anche dalla trasversalità degli interventi dal palco della manifestazione: esponenti sia repubblicani che democratici, il vice-presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, e l’arcivescovo Joseph Naumann, del comitato per l’attività pro-life della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, hanno espresso il loro appoggio alla causa.

Grande afflusso al Santuario Giovanni Paolo II

“L’opinione sta cambiando, esiste una maggioranza degli americani favorevoli a restrizioni sull’aborto”, così a VaticanNews, Federica Paparelli che, come guida al Santuario nazionale di San Giovanni Paolo II a Washington, in questi giorni ha accolto i pellegrini giunti a Washington per la Marcia.

 

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