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Essere cattolico mi rende un fanatico?

Ecclesia Campus en 2015 à Lille.

Ecclesia Campus en 2015 à Lille.

Luisa Restrepo - pubblicato il 18/01/19

La Chiesa ci orienta verso quello che siamo davvero chiamati ad essere

Negli Stati Uniti non ci sono centinaia di persone che odiano la Chiesa cattolica, ma ce ne sono milioni che odiano quella che percepiscono erroneamente essere la Chiesa cattolica
Venerabile arcivescovo Fulton Sheen.

Può essere che non vi consideriate un ribelle o un rivoluzionario, ma in realtà la vita di un cattolico è audace, coraggiosa, radicale e insolita.

Pensateci. Siete invitati a mangiare la carne di Dio almeno una volta a settimana. Portate al collo un segno che mostra un antico metodo di esecuzione e lo completate con un corpo morto appeso ad esso. Vi si chiede di amare e pregare per le persone che vi odiano. Il vostro obiettivo principale nella vita è morire un giorno per poter ereditare un Regno celeste.

Convinzioni come queste faranno inevitabilmente sì che molti alzino le sopracciglia e vi rivolgano sguardi scettici.

E se iniziate a spiegare alcune delle implicazioni morali di queste convinzioni, gli sguardi potranno diventare di disprezzo.

Si sentiranno accuse di intolleranza, ci saranno buone argomentazioni e probabilmente vi chiameranno fanatici.

Dopo tutto, molti – io o voi inclusi – lottano per accettare o comprendere gli insegnamenti del cattolicesimo su questioni come il matrimonio, la castità, l’aborto o la pena di morte (solo per menzionarne alcune).

Ci sono molti motivi per cui le persone non sono d’accordo con la Chiesa. Spesso la fonte di questa lotta è il risultato del fraintendimento della natura del peccato.

Quando non si capisce cosa sia il peccato, i comandamenti e le norme morali iniziano a sembrare restrizioni che impediscono di divertirsi, ostacoli che non permettono di godersi la vita o semplicemente idee che mantengono in disaccordo con le tendenze del momento.

In realtà, gli insegnamenti della Chiesa vogliono essere indicazioni per la libertà, ragioni per vivere un vero incontro, luoghi in cui si trova ciò che si cercava tanto.

Ma non è sempre facile da capire.

Tutto parte dalla certezza che Dio ci ha creati e conosce ogni dettaglio di noi, anche il numero di capelli (Lc 12, 7). Siamo il suo capolavoro. Egli sa ciò che ci permetterà di fiorire, crescere ed essere felici.

Se non si ha questa certezza, qualsiasi suggerimento della Chiesa sembrerà un’imposizione, mentre per chi ha questa sicurezza gli insegnamenti della Chiesa pongono su un cammino che tiene vicini a Cristo.

Potete crederci anche voi. Il mio consiglio – ve lo dico con l’anima e con il cuore aperto – è di aprirvi alla possibilità.

Vedrete che se vi resta il tempo sufficiente e cercate di metterlo in pratica con sforzo e diligenza – anche se all’inizio sentite di non ottenere nulla –, Egli vi darà la forza e vi aiuterà ad addentrarvi nella bella e armoniosa sinfonia della quale siete stati chiamati ad essere parte, anche se per chi guarda da lontano l’arduo lavoro necessario per arrivarci può sembrare oppressivo, poco sano e l’opposto del divertimento.

È tuttavia importante segnalare che se si seguono questi suggerimenti in modo amaro, aggressivo o cupo agli scettici costerà credere che tutto questo avvenga per amore.

Qualcuno sarà molto più disposto ad ascoltare l’atteggiamento di una persona gentile che quello di una grossolana e brusca.

Per questo è così importante rispondere con amore quando si tratta con chi non è d’accordo con noi.

Non scoraggiatevi se non potete cambiare l’opinione di tutti sulla Chiesa. Alcune persone non si convinceranno mai.

Guardate attraverso le tante pagine della storia della Chiesa, piena di grandi uomini e donne maltrattati – e perfino martirizzati – da chi era ostile alle convinzioni cristiane.

Testimoniate sempre – non sapete mai quando vi sta guardando una persona in fondo non sicura della sua apatia.

Trattiamo tutti come cercatori che hanno bisogno solo di una spinta nella giusta direzione, anche quando sembra che non sia così.

Tags:
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