Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

“Sai papi, io sono molto felice!”, le parole che un padre non si aspetta da una figlia che sta per morire

©Marco Mion
Famiglia Mion
Condividi

Il racconto intenso ed emozionante di un padre che ricorda il periodo della malattia e della morte della sua Margherita: ma quanta vita sboccia ancora da questo fiore!

Il libro “Margherita … c’è ancora vita”, di Marco Mion e a cura di Chiara Marcon, MI.MA editore, è l’appassionato e sofferto racconto di un padre del periodo vissuto dalla famiglia affrontando la malattia della primogenita, un grave tumore delle ossa che nel Luglio 2017 l’ha portata via dall’affetto dei suoi cari ed amici, dopo pochi mesi dall’esordio. Ve ne avevamo già parlato qui. E’ il racconto del viaggio in una malattia con cui tante famiglie sono oggi costrette a confrontarsi, intriso di tristezza e struggente nostalgia per Margherita, ma pervaso da una luce forte e serena: quella di due genitori e tre fratelli che l’hanno accompagnata dolcemente fino al momento della morte. Il libro, dedicato “a tutte le persone che ogni giorno lottano per vivere … per avere più tempo … alle persone che lottano per restare …”, si apre con la presentazione di Margherita attraverso un tema che svolse in terza elementare per auto-descriversi, dove spicca la sua straordinaria voglia di vivere e la curiosità dei suoi grandi occhi azzurri ereditati dal padre: “… quando mi alzo sono sognanti, di giorno vivaci”.

View this post on Instagram

#eye #oldpic #granada

A post shared by Margherita Mion (@margheritamion) on

Il ricordo del giorno della diagnosi

Ricordo molto bene quel giorno di settembre 2016 mentre tornavamo dall’ospedale di Monselice. Ci avevano detto che Margherita aveva il sarcoma di Ewing in una forma grave ma che sarebbe guarita seguendo il protocollo previsto per questa malattia … siamo tornati a casa cantando la canzone di Goldrake …” … vaaa distruggi il male e vaaaa…” … era paura che ci spingeva ad avere il coraggio di cantare il nostro grido di battaglia (…)

Lo sgomento e la reazione del padre di fronte alla notizia della malattia

Cosa prova un papà in questa situazione? … Rabbia? … incredulità? … senso di sconfitta? … fiducia? … non so … Penso che l’Amore è più forte della rabbia … Sempre … credo che la fiducia è più forte dell’incredulità e che la Vittoria passa attraverso le piccole o grandi battaglie che incontriamo nella nostra vita … Dai Margherita! Voglio diventare vecchio … vederti apparire di fronte a me improvvisamente e mettermi a ridere a crepapelle … questo è quello che mi aspetto dalla vita … sapere di averti protetta e aiutata a crescere e sentire che sei una persona felice (…)

View this post on Instagram

#ilmiopapà

A post shared by Margherita Mion (@margheritamion) on

Il diario di malattia di Margherita

Io Margherita Mion mi impegno ad intraprendere questo viaggio verso la guarigione seguendo tutte le cure mediche consigliate dai medici, mi impegno ad essere positiva e determinata, mi dichiaro pronta a sfrattare questo tumore !!!! (…) Sono stanca, ho avuto tante visite, il via vai di gente equivale al via via di fili che entrano ed escono dal mio corpo … fili che mi portano qualcosa, fili che mi tolgono qualcosa … spero mi tolgano il cancro … oggi voglio diplomarmi, ritornare a scuola … avere un futuro … questa la considero solo una pausa. Io dico che sono stanca, ma poi se penso a quello che stanno passando i miei non mi posso nemmeno lamentare … vorrei guarire presto … fare una bella festa .. rendere felici mamma e papà … e vederli sorridere davvero. (…) Ovvio che non mollo. Oggi vorrei essere contagiosa se uno si circonda di persone con energie positive di solito funziona, io credo in questo tipo di “influenze”, quindi vorrei contagiare tutti con la mia determinazione a guarire … porca paletta … non mollo!!!!

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni