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Perché un ricordo d’infanzia di mia nonna ha definito tutta la sua vita

Senior Woman on Christmas
Shutterstock
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Aveva solo 6 o 7 anni, ma ha avuto un’esperienza che l’ha trasformata nella persona più amorevole che abbia mai conosciuto

La festa del Battesimo del Signore, celebrata domenica scorsa, può rinvigorire tutto il 2019, perché è un’occasione per riconoscere e celebrare la grazia dell’amore di Dio.

Cristo stesso ha vissuto l’esperienza di accettare questa grande grazia quando è uscito dalle acque battesimali e “una voce dal cielo disse: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

Con quanta forza deve aver risuonato questa esperienza nel profondo del cuore di Gesù! Quanto deve aver meditato su di essa nei 40 giorni che ha trascorso nel deserto! E Gesù stesso ci dice: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi”.

Può essere però difficile accettare questo amore divino quando i momenti umani di odio o concentrazione su di sé prendono il sopravvento. Ecco una splendida domanda da ponderare nel nostro cuore: riuscite a ricordare un momento in cui vi siete sentiti totalmente e splendidamente sopraffatti da un’improvvisa consapevolezza del fatto che Dio vi ama?

Il momento che ha definito la vita di mia nonna 101enne, Annabelle Black, è stato quello in cui ha sentito per la prima volta che Dio l’amava.

Per dirla con le parole di mia nonna,

Quando avevo sei o sette anni abbiamo avuto uno splendido Natale. Avevo ricevuto quello che desideravo di più: una bambola e una carrozzina perlei. Era inverno pessimo, e quindi non sono mai potuta uscire con la carrozzina perché il tempo era brutto. Alla fine, uno splendido giorno di primavera, mia madre ha detto: ‘Puoi uscire con la carrozzina’.

Lo ricordo benissimo. Lei ha portato la carrozzina giù per le scale, e ha stretto la copertura di satin. Ricordo di aver iniziato a camminare lungo la strada. Quando ero piccola avevo sempre freddo, ma quel giorno ho sentito il sole che mi scaldava. Ricordo l’allegra campanella del cavallo e del carretto del netturbino che passavano per la strada. Ho passeggiato con la mia carrozzina piena di una gioia che non ho mai più provato in vita mia.

Molti anni dopo ho letto un libro scritto da un gesuita sul fatto di vedere Dio in tutte le cose. Ha raccontato di una donna che stava facendo giardinaggio, con le mani sporche e il sole che la scaldava, e di come sia diventata improvvisamente consapevole di un sentimento diverso, schiacciante, che non aveva mai provato prima: di sicurezza, di bellezza. Ricordo quel sentimento unico di quando ero bambina, il giorno in cui sono uscita con la mia carrozzina. L’ho detto a mio fratello, sacerdote gesuita, e ha commentato: ‘Sai cos’era quel sentimento? Era Dio che ti amava’.

Un sentimento di questo tipo, ha aggiunto, ti coglie di sorpresa; è qualcosa che puoi riconoscere ma non controllare. C.S. Lewis lo definisce come il fatto di essere ‘sorpresi dalla gioia’”.

A volte ci vuole l’innocenza di un bambino per accettare pienamente l’amore di Dio. Come mia nonna, però, se riusciamo ad accettare in modo vero e completo l’amore che Dio prova per noi diventeremo anche più spensierati, meno schiacciati da amarezza o ansia.

Non stupisce che la canzone preferita di mia nonna, quella che abbiamo eseguito al suo 100° compleanno, sia Young at Heart, di Frank Sinatra. È adattissima per lei, perché riflette il modo in cui ha vissuto. Per tanti versi, è stata non solo la persona più saggia, ma anche la più spensierata che abbia mai conosciuto: ottimista, divertente e sempre piena di vita e amore agapico.

E tutto, sottolineo, perché fin da piccola ha accettato pienamente e senza riserve il dono dell’amore di Dio per lei. Ha mantenuto per tutta la vita il suo cuore di bambina pieno di speranza.

Con l’inizio del Tempo Ordinario questa settimana, iniziamo davvero il nostro anno nuovo cattolico. Come vogliamo viverlo? Come potremmo permettere che la nostra consapevolezza dell’amore di Dio per noi guidi la nostra vita?

Riconosciamo e celebriamo i momenti pieni di grazia in cui sentiamo che Dio ci ama. È questa grazia dell’amore accettato che ci permette di essere pieni d’amore e di insegnare la fede con il nostro esempio.

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