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Abusi sessuali su bambini al pronto soccorso: la denuncia di don Fortunato Di Noto

WYKORZYSTANIE SEKSUALNE DZIECI
Shutterstock
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Meter scopre il video diffuso da un server sudamericano. Intervista al sacerdote da sempre in prima linea nella difesa dell’infanzia

«Meter svolge, tra le altre impegnative azioni di informazione, prevenzione e formazione, da quasi 30 anni, un costante monitoraggio della rete internet, seguendo e denunciando, formalmente alle Polizie (in diversi Paesi del mondo) il materiale pedopornografico che coinvolge in specifici ed evidenti atti sessuali di bambini prepuberi (di pochi giorni e prepuberi, 12/13 anni)».

Inoltre «fa anche segnalazioni di pornografia minorile. I video e le foto rappresentano già un abuso avvenuto, la vittima non è potenzialmente vittima, ma schiava sessuale di un vero e proprio sistema di abuso».

Don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione Meter che lotta contro la diffusione della pedopornografia ne ha visto purtroppo tanti video di abusi sessuali sui bambini. Ma questa volta punta l’indice su un ultimo vergognoso caso: quello degli abusi subiti in un pronto soccorso.

© Public Domain

D: Può spiegarci meglio di cosa si tratta?

Don Fortunato: «Non è la prima volta che segnaliamo abusi sessuali su bambini piccolissimi che, nell’analisi del contesto dove avviene l’abuso, sono strutture ospedalieri o strutture sanitarie. In questo caso, il video ritrae una bambina di circa 7/8 anni, in un lettuccio da pronto soccorso, con un lenzuolo che si intravede tipicamente ospedaliero, con aghi da flebo nel braccio, e una mano di adulto che viola i genitali con una crudeltà sessuale evidente».

D: Il video dove è stato girato?

Don Fortunato: Il video denunciato – insieme ad altri centinaia, sempre pedopornografici, realizzati in ogni parte del mondo, è etichettato hospital-latin_7yo_anal_gape_-_caveman_series.mp4. Mentre rispondo alla intervista (16.01.2019, ore 22,26 ndr) il video è ancora online, nonostante la segnalazione al Server Provider che da una prima analisi, risulterebbe allocato in un Paese dell’America Latina. Già nel 2009 Meter aveva denunciato tali abusi in contesti ospedalieri e molte altre si sono susseguite negli anni. Un dramma nel dramma. Un orrore su orrore. Una lucida perversione criminale, senza ombra di dubbio. Anche bambini appena nati, nelle culle dei reparti nursery. Non possiamo, e non sta a noi, stabilire in quali ospedali e in quali nazioni o città. L’evidenza ci dice che accadono, gli abusi sui bambini, in quelle strutture».

NIE KRZYCZ NA DZIECKO
<h3>Planowanie</h3> Zrób w głowie listę alternatywnych technik dyscyplinujących. Gdy dziecko zacznie się zachowywać w sposób nie do przyjęcia, będziesz gotów/gotowa zareagować bez podnoszenia głosu czy uciekania się do kary fizycznej. Wyrobienie w rodzinie strategii dyscyplinujących może zająć kilka lat. My stosujemy np. etykietowane zachowań, przekierowanie, zawieszenie zajęć, wypracowania czy ćwiczenia.

D: Cosa spinge un operatore sanitario, deputato a tutelare la salute delle persone, a compiere abusi?

Don Fortunato: «Non è un fatto legato alle professioni, né alle posizioni sociali e aggiungerei, se me lo permettete religiose. E’ la esaltazione di un potere dominante perverso, lucido e determinato».

D: Cioè?

Don Fortunato: «Non si ha la percezione di questa elaborato e spesso tollerata devastazione permanete. I bambini sono oggetto del godimento di uomini e donne che provocano un trauma, grave, permanente e deabilitante per tutta la vita. Una morte interiore ed esteriore.  Nell’immaginario collettivo si pensa che il pedofilo sia un mostro, un individuo riconoscibile tra tanti».

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D: Invece ha un identikit definito?

Don Fortunato: «In realtà è solitamente una persona comune, curata esteticamente e spesso con una buona posizione sociale, insospettabile e di solito molto vicina al bambino, che può oscillare dalla figura del padre, alla madre, allo zio, al nonno, al vicino di casa o comunque un soggetto che ha conquistato la fiducia del bambino. Il pedofilo il più delle volte è di sesso maschile e prova una forte attrazione sessuale verso i bambini prepuberi, cioè di età compresa tra zero e tredici anni».

D: Un’attrazione che però è tenuta ben nascosta.

Don Fortunato: «A volte rimane latente per molto tempo e può essere scatenata da eventi o situazioni casuali come entrare in stretto contatto con il bambino, sentire l’odore della pelle, vedere fotografie ambigue, sfiorare il bambino in modo particolare o conoscere persone che hanno avuto esperienze sessuali con minori e parlano delle loro esperienze in maniera molto positiva. Indipendentemente dalle cause che portano un adulto ad essere attratto da un bambino, il tipo di terapia utilizzabile non sempre porta ad una risoluzione, soprattutto per la mancanza di collaborazione da parte del pedofilo».

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D: Lei diceva poc’anzi che Meter aveva già riscontrato altri casi di abusi in ospedale.

Don Fortunato: «L’abuso si annida e si consuma, molto spesso nei luoghi che apparentemente, o per loro statuto intrinseco, devono proteggere, tutelare, accudire e sanare. Ma l’abuso accade perché ci sono degli abusatori. Come già detto, più volte, negli anni,  abbiamo segnalato video e foto con decine di bambini coinvolti, che si consumano con la protezione asettica e narcotizzati (spesso nei filmati si notano bambini, addormentati, inermi, immobili) in ambienti sanitari e non solo. Impressiona l’abuso ai neonati.  I pedofili vanno e stanno dove ci sono i bambini. Sembra una considerazione ovvia e scontata, ma è l’humus che alimenta la raffinata ed elaborata perversione criminale».

SLAVERY
Shutterstock-narikan

D: Teme che questo possa essere un nuovo e preoccupato fronte “insabbiato” nella storia degli abusi?

Don Fortunato: «E’ troppo insabbiato, taciuto, non se ne vuole chiaramente parlate nonostante le innumerevoli denunce e le azioni di contrasto sono spesso  lente e deboli. C’è una responsabilità, non solo personale, ma  anche collettiva – in tanti ambiti sociali, politici, culturali e religiosi – e se estendiamo questa responsabilità disattesa nel mondo del web, i colossi, ma anche i piccoli Server Provider che non collaborano per estirpare questo fenomeno che favorisce il business sulla innocenza violata dei piccoli, la vicenda e il fenomeno ci preoccupa molto. Un fenomeno globale che deve essere affrontato globalmente oltre la burocratizzazione e  la strenua difesa autoreferenziali di caste e ordini professionali. Il reato è personale, ma spesso la connivenza silente e indifferente di sistemi di protezione alimenta questo terribile crimine».

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