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Perchè il lunedì in Albis è chiamato “lunedì dell’Angelo”?

RAPHAEL
Public Domain
PRAYER TO ST RAPHAEL FOR ANYONE SUFFERING

Glorious Archangel St. Raphael, great prince of the heavenly court, you are illustrious for your gifts of wisdom and grace. You are a guide of those who journey by land or sea or air, consoler of the afflicted, and refuge of sinners. I beg you, assist me in all my needs and in all the sufferings of this life, as once you helped the young Tobias on his travels. Because you are the “medicine of God” I humbly pray you to heal the many infirmities of my soul and the ills that afflict my body. I especially ask of you the favor (here mention your special intention), and the great grace of purity to prepare me to be the temple of the Holy Spirit. Amen.
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Una scelta legata alla Santissima Trinità, che si omaggia la domenica

San Giovanni Paolo II il primo aprile del 1991 dichiarò: «E’ oggi la seconda giornata dell’Ottava di Pasqua. Ieri, era la solennità di Pasqua, oggi è il lunedì di Pasqua. In Italia, esiste una bella tradizione che vuole che questa giornata sia chiamata di “Pasquetta”, ma io non voglio parlare di “Pasquetta”. Esiste un altro nome per designare questa giornata : il giorno della festa “dell’Angelo”. Questa tradizione, molto bella, corrisponde profondamente alle fonti bibliche sulla Resurrezione. Ricordiamoci il racconto dei Vangeli sinottici, quando le donne vanno al sepolcro e lo trovano aperto. Esse temevano di non potere entrarvi perché la tomba era chiusa da una grossa pietra. Ma la trovano aperta e, dall’interno, sentono queste parole: “Gesù, il Nazareno, non è qui”».

«Per la prima volta – aggiungeva il Papa – sono pronunciate queste parole: “Egli è risuscitato”. Gli evangelisti ci dicono che queste parole sono state pronunciate dagli Angeli. Esiste un profondo significato in questa presenza angelica ed in questa proclamazione angelica: come non poteva che essere un Angelo, Gabriele, nell’annunciare l’Incarnazione del Verbo, Figlio di Dio, così per esprimere per la prima volta le parole “egli è risorto”, la Resurrezione, un soggetto umano non era sufficiente, una parola umana non poteva bastare. Occorreva un essere superiore, perché per l’essere umano, questa verità e le parole che comunicano questa verità, “è risuscitato”, questa verità stessa è talmente sconvolgente, talmente incredibile, che forse nessun uomo avrebbe osato pronunciarla».

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Dopo questo primo annuncio, prosegue Wojtyla, «si comincia a ripetere: “Il Signore è risuscitato e si è rivelato a Pietro, a Simone”, ma il primo annuncio richiedeva una intelligenza superiore all’intelligenza umana. Così questa festa dell’Angelo, almeno io la intendo così, viene a completare l’Ottava pasquale. Nelle letture bibliche, nei passi dei Vangeli, è sempre questione di questi Angeli ; ora la festa italiana sottolinea non solamente il momento di questa presenza angelica, ma spiega anche il perché di questo momento della Resurrezione. In più la constatazione umana del sepolcro vuoto, occorreva un’altra constatazione sovrumana: “egli è risuscitato”».

Nella sana sensibilità devozionale cattolica ogni giorno della settimana è dedicata a qualche pia pratica religiosa, ad esempio il venerdì è dedicato alla memoria della morte di Cristo e si pratica la Via Crucis, il mercoledì è consacrato a San Giuseppe ed il sabato alla Madonna. Già dal XV secolo, il giorno della settimana, consacrato agli Angeli, è il lunedì. La Pratica non sembra, comunque, ancora universalizzata: così Jean Gerson (1363-1429) raccomanda di consacrare, agli Angeli, qualsiasi giorno della settimana (“ … Statuesque in vico uno beatos Angelos, in alio prophetas … “). Diversi autori spirituali contribuirono grandemente a far guardare, da tutti i Cattolici, il lunedi, come il giorno consacrato agli Angeli.

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Se si scorrono i Sacramentari dei secoli anteriori, si constata che la Messa votiva degli Angeli (“Missa ad suffragia Angelorum; Missa pro suffragia Angelorum”) si leggeva quasi tutti i giorni della settimana.

Il Lunedì, come nel Sacramentario di un’abbazia di Liegi, adattata all’uso da San Bertino (XI sec.), (Parigi, Bibl. Naz. : “Missa ad suffragia Angelorum”). Già al tempo di Alcuino, il Messale di Tours aveva una Messa “ad suffragia angelica postulanda”, probabilmente per il lunedi; Alcuino stesso trasmise questa Messa e questo costume ai monaci di Saint-Vast d’Arras (ca. 796-804) ed ai monaci di Fulda (Citare anche, per Tours, un Messale del XV sec. (fine).

Il Martedì, come lo denota il Sacramentario di Figeac, in uso a Moissac (XI sec.), od un Messale di Winchester (inizio XII sec.).

Il Mercoledì, (Sacramentario di San Massimino di Trèves (X sec., 2^ metà).

Il Giovedì (Sacramentario di un’abbazia bretone (inizio XI sec.).

Infine, il Venerdì (Sacramentario di Cambrai (IX sec.).

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Ma, a ben guardare da vicino, in questa grande diversità vi è, in realtà, una grande uniformità. Si può dire che, già dal IX secolo, si riservava, agli Angeli, un giorno che succedeva a quello che era consacrato alla Santissima Trinità. In effetti, quando la Messa votiva degli Angeli si celebra il lunedì, la domenica è consacrata alla Santissima Trinità; se la si dice il martedì, il lunedì è consacrato al Verbo (alla Saggezza) “ad petendam sapientiam” (Messale di Bayeux, XII sec., 1^ metà). Quando il ricordo degli Angeli è riportato al mercoledì, la domenica è consacrata alla Santissima Trinità, il lunedì al Verbo (de Sapientia), ed il martedì allo Spirito Santo (de Spiritus Sancti dono postulando), come nel Sacramentario di Reichnau (XI sec., inizio). Il giovedì è, a sua volta, riservato agli Angeli, quando s’intercala una Messa che si rapporta a Dio od alla Santissima Trinità (es. Messale di Colonia, 1133): fer. II: De Spiritus Sancto; fer. III: De Sapientia; fer. IV: De Caritate.

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Non abbiamo incontrato che un solo Sacramentario, in cui gli Angeli sono menzionati il venerdì, ma associati ai Santi (Sacrament. di Cambrai, 2^ metà IX sec.).

A poco a poco, la sola domenica fu consacrata alla Santissima Trinità: da allora, il lunedì fu riservato agli Angeli. Questa pratica, l’abbiamo visto, si volgarizzò all’inizio del XV secolo. Forse gli scritti di Jean de Vos hanno contribuito a stabilizzare questa pratica tra i religiosi. I Padri della Compagnia di Gesù la fecero accettare da quasi tutto il popolo cristiano.

Anche se ancora oggi diversi cattolici devoti agli angeli preferiscono il martedì come giorno settimanale da dedicare agli angeli – anche perché essi affermano che il vecchio messale di san Pio V indicava in quel giorno il ricordo degli spiriti celesti ed anche il Fondatore dell’Opus Dei San Escrivà preferiva tale giorno – forse è meglio il lunedì sia per motivi ecumenici in quanto i cristiani ortodossi nel loro ciclo settimanale di devozioni hanno messo gli angeli in questo giorno subito dopo la domenica, sia anche perché il giorno dopo la Pasqua di Resurrezione è il Lunedì dell’Angelo in cui si ricorda il ruolo degli angeli nell’annuncio della resurrezione alle pie donne che erano accorse al sepolcro per piangere il loro maestro.

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