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Papa Francesco: i salesiani mi hanno insegnato ad essere sempre allegro

ST JOHN BOSCO
Public Domain
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Bergoglio ha frequentato la sesta elementare alla scuola di San Giovanni Bosco. E sprona i suoi figli spirituali: siate come lui, gioiosi e accoglienti nonostante le fatiche di ogni giorno

«Voi salesiani siete fortunati perché il vostro fondatore, Don Bosco, non era un santo dalla faccia da “venerdì santo”, triste, musone… Ma piuttosto da “domenica di Pasqua”. Era sempre gioioso, accogliente, nonostante le mille fatiche e le difficoltà che lo assediavano quotidianamente. Come scrivono nelle Memorie biografiche, “il suo volto raggiante di gioia manifestava, come sempre, la propria contentezza nel trovarsi tra i suoi figli“. Non a caso per lui la santità consisteva nello stare “molto allegri”.

Lo scrive Papa Francesco nella prefazione intitolata “Cari salesiani” del volume curato dal salesiamo Antonio Carriero intitolato “Evangelii gaudium con don Bosco”, in cui si riprende in chiave educativa e pastorale il messaggio dell’Esortazione apostolica del pontefice.

L’allievo Domenico Savio

Si può definire Don Bosco, prosegue il Papa, «”portatore sano” di quella “gioia del Vangelo” che ha proposto al suo primo grande allievo, San Domenico Savio, e a voi tutti salesiani, come stile autentico e sempre attuale della “misura alta della vita cristiana”» (Aci Stampa, 9 gennaio).

“Prete dei giovani poveri e abbandonati”

«Il suo è stato un messaggio rivoluzionario in un tempo in cui i preti vivevano con distacco la vita del popolo. La “misura alta della vita cristiana” Don Bosco la mette in pratica entrando nella “periferia sociale ed esistenziale” che cresceva nella Torino dell’800, capitale d’Italia e città industriale, che attirava centinaia di ragazzi in cerca di lavoro. Infatti, il “prete dei giovani poveri e abbandonati”, seguendo il consiglio lungimirante del suo maestro san Giuseppe Cafasso, scendeva per le strade, entrava nei cantieri, nelle fabbriche e nelle carceri, e lì trovava ragazzi soli, abbandonati, in balia dei padroni del lavoro, privi di ogni scrupolo».

La sesta elementare di Bergoglio

Don Bosco «portava la gioia e la cura del vero educatore a tutti i ragazzi che strappava dalle strade, i quali ritrovavano a Valdocco un’oasi di serenità e il luogo in cui apprendevano ad essere “buoni cristiani e onesti cittadini”. È lo stesso clima di gioia e di famiglia che ho avuto la fortuna di vivere e gustare anche io da ragazzo frequentando la sesta elementare al Colegio Wilfrid Barón de los Santos Ángeles, a Ramos Mejía. I salesiani mi hanno formato alla bellezza, al lavoro e a stare molto allegro e questo è un carisma vostro», scrive ancora il Papa.

«Mettere insieme semplicità e complessità, per un figlio di Don Bosco – sentenzia Bergoglio – è una missione quotidiana» (Faro di Roma, 9 gennaio).

Come deve comportarsi un salesiano

Francesco raccomanda alla famiglia salesiana i «tre amori bianchi di Don Bosco: la Madonna, l’Eucaristia e il Papa».

Il salesiano oggi – prosegue il Pontefice – deve essere «un uomo concreto, che sa guardarsi attorno, vede le situazioni critiche e i problemi, li affronta, li analizza e prende decisioni coraggiose».

Il salesiano è «un educatore che abbraccia le fragilità dei ragazzi che vivono nell’emarginazione e senza futuro, si china sulle loro ferite e le cura come un buon samaritano. Il salesiano è anche ottimista per natura, sa guardare i ragazzi con realismo positivo. Il salesiano è, infine, portatore della gioia, quella che nasce dalla notizia che Gesù Cristo è risorto ed è inclusiva di ogni condizione umana. Dio infatti non esclude nessuno».

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