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Abuso su minore disabile è l’ennesimo passo verso l’abisso

DISABLED,HANDICAPPED,WHEELCHAIR
Shutterstock
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A margine dell'ennesimo fatto di cronaca: l'abuso sessuale su un bambino

Il 7 gennaio, all’esito di una articolata attività investigativa diretta dal Procuratore Fabio Scavone e coordinata dal Pm Tommaso Pagano della Procura della Repubblica di Siracusa, i Carabinieri della Stazione di Avola hanno tratto in arresto un uomo avolese per il reato di violenza sessuale aggravata su minore nonché disabile (Leggi la notizia su Siracusa News).

 

Don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter, a margine di questa nuova, terribile, storia di abuso su minore ci invia questa lettera:

 

Abuso sessuale su minore con ritardo mentale (notizie che si ogni giorno emergono con prorompente e preoccupante frequenza). Il fatto di pensare all’abuso sui minori è già grave che pone in essere una serie di riflessioni che spinge ad agire sempre di più nella prevenzione e nella conoscenza del problema per evitare che si ripetano questi atti così tragici che provocano un trauma permanente e conseguenze a lungo termine nella vita personale e per gli effetti collaterali anche nella famiglie e nelle relazioni sociali.
Pensare all’abuso, sempre su minori, che hanno anche un deficit mentale o fisico, il problema si amplifica maggiormente. I recenti studi epidemiologici e statistici (dopo le denunce e le accertate responsabilità e condanne definitive) fanno emergere un quadro dai risvolti inquietanti e la consapevolezza che il rischio di abuso è molto più alto per i minori disabili.

Già è faticoso accettare l’abuso sessuale sui bambini (pensate ai neonati) ma la domanda sorge spontanea: Come si può approfittare di un bambino, di un adolescente, di un adulto fragile e vulnerabile che ha già avuto la pesante vita segnata dalla disabilità? E’ inumano e un abominio. Senza alcun limite e che paralizza facendoci restare quasi inabili all’azione. I minori con disabilità possono essere vittime della violenza in vari contesti, compresi la scuola, l’ambiente domestico o gli istituti di assistenza. Rispetto agli adulti, tutti i minori si trovano in una situazione di vulnerabilità, data dal loro stadio di sviluppo, dalla limitata capacità giuridica e dalla dipendenza dai genitori o dalle persone che li assistono. Quando un bambino presenta una disabilità, questa situazione di vulnerabilità è esacerbata. Rispetto agli altri bambini, i bambini disabili sperimentano tassi di violenza più elevati, oltre che forme di violenza specifiche rispetto alla disabilità.

Chi abusa, chi è pedofilo è consapevole dell’atto perverso che compie e le vittime, dato che non sono in grado di difendersi, molto più ricattabili e manipolabili sia fisicamente che mentalmente. Abuso operato da chi è vicino, ha un contatto di fiducia in famiglia. Accompagnare le vittime è un impegno arduo e a lungo termine.
E’ un trauma profondo, devastante e che inesorabilmente lascia tracce, anche visibile, di tale inquietante violenza solo per scopi sessuali dell’abusante. Oggetti sessuali per il godimento personale e qualora ci fossero video e foto, per il godimento perverso dei pedofili online: sono tanti i video che Meter segnala alle Polizie di tutto il mondo. Un dolore che genera dolore a cascata che deve essere rielaborato e contenuto. La prevenzione per evitare l’abuso è fondamentale per evitare conseguenze per evitare le pesanti conseguenze: sia fisiche, il trauma genera non solo disturbi mentali tra cui depressione, sindrome post traumatica da stress, dipendenza da alcol, disperazione e solitudine fino al suicidio.

Per prevenire gli abusi, serve una progettazione di protezione non frammentaria ma inclusiva in tutti gli ambienti dove sono presenti i minori (dalla scuola, alle parrocchie, ai centri di aggregazione): l’abuso non è soltanto sessuale, ma anche fisico, psicologico corroborato e sostenuto dalla mentalità di esclusione e non di inclusione. Dovremmo chiederci anche quali sono i servizi di sostegno erogati alle famiglie che hanno un minori disabile e quali gli strumenti di aiuto che promuovano una azione educativa di protezione intra ed extra al nucleo familiare; immaginiamo la presenza dei minori con disabilità nelle periferie dei mega condomini non solo nelle città metropolitane, ma anche di paese.
Il diritto alla protezione da ogni violenza è un diritto, non è solo una buona pratica. Ecco perché bisogna fare di più e con progettata continuità.

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