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La voce di un angelo ha guidato la fuga di San Patrizio in Irlanda

SAINT PATRICK, ST RAYMOND OF PENYAFORT, ST SIMON STOCK
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Il futuro patrono irlandese era imprigionato in Britannia. In un sogno ebbe indicazioni precise su dove fuggire. A dargliele fu uno spirito celeste

La vita di San Patrizio, apostolo dell’Irlanda, nato nella Britannia romana (l’attuale Inghilterra) nel 385 è avventurosa, perché durante la sua prigionia, a sedici anni, nelle mani dei pirati che lo vendettero come schiavo assegnandolo alla guardia di greggi nella stressa Irlanda (dove apprese la lingua celtica locale che poi gli fu indispensabile), egli fu colpito dalla grazia e si convertì.

Fuggito in Gallia (sospinto da una voce arcana), dove fu discepolo di san Germano di Auxerre, visitò pure in Italia le comunità monastiche nelle isole del Tirreno (Palmaria, Gorgonia, Capraia, Gallinara); e i suoi maestri consigliarono di ritornare in Irlanda (inviato dalla voce di un misterioso personaggio irlandese), dove egli si recò (432), dopo essere stato consacrato vescovo da san Gennaro.

Poiché aveva ricevuto in Gallia una formazione biblica, questa divenne una caratteristica irlandese, e l’apostolo convertì alcuni re indigeni e seppe armonizzare le nuove comunità con le condizioni sociali del luogo e del tempo. L’Irlanda fu l’unico paese dell’Europa occidentale in cui l’evangelizzazione si attuò senza martiri. Pochi anni prima della morte, rimise nelle mani di altri vescovi il governo della Chiesa di Irlanda, ritirandosi in silenzio in Ulidia per prepararsi alla morte, che lo colse il 17 marzo 461. Fu sepolto a Down.

Patrick è stato sempre venerato in tutta l’Irlanda dal secolo VIII, e dal secolo X anche in Inghilterra; mentre è entrato nel calendario Romano solo nel 1632.

Pochi santi hanno la popolarità e la fama quasi universale di san Patrizio. Con la sua forza di carattere e la sua grande spiritualità (e naturalmente con miracoli), non solo convertì il popolo dell’Irlanda, ma contribuì a diffondere la fede in molte altre terre. Può darsi che un angelo ne sia stato il catalizzatore?

Era il quinto secolo quando questo ragazzo di sedici anni, a suo dire sventato e senza religione, venne rapito in Britannia da una ricca famiglia. Fu portato in Irlanda e venduto come schiavo a un capo corsaro, che servì come pastore per sei anni a Mayo. A proposito di questo tempo di vita dura, Patrizio diceva: “Ero solito pregare di continuo, lungo tutto il giorno. La mia fede crebbe e il mio spirito ne venne vivificato. Dicevo più di cento preghiere di giorno e altrettante di notte”. Fu durante un sogno che una voce angelica diede a Patrizio indicazioni chiare e precise su come fuggire e raggiungere l’Irlanda meridionale. “La tua nave è pronta, ma puoi salirvi”, disse l’angelo. Verissimo!

Doveva percorrere duecento miglia per arrivare al mare! Quando però vi giunse, i marinai si rifiutarono di prenderlo a bordo. Pregando in segreto, fece pochi passi, e quelli cambiarono idea. Le indicazioni profetiche date dall’angelo si rivelarono esattissime perché, sebbene la nave fosse pronta, né il raggiungerla, né la disposizione dell’equipaggio nei suoi confronti dipendevano allora da lui ma grazie all’intervento angelico nel sonno che gli fornì preziose indicazioni, il santo riuscì ad imbarcarsi.

 

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