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Birdbox è solo un caso mediatico? È anche un viaggio nella vertigine di essere madre

BIRD BOX
Imdb
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Al di là dei trailer ad effetto e della gigantesca campagna pubblicitaria, c'è la storia di una donna che diventa madre. Si esplora un argomento di cui si fa fatica a parlare: per alcune l'istinto materno non è affatto un istinto, ma una conquista.

Per questo talvolta ho tenuto sotto controllo le mie emozioni, mi sono sforzata di essere algida; avevo paura del dolore che può comportare un amore così grande.

BIRDBOX, SANDRA BULLOCK, FILM
Youtube

Come nel film, però, la realtà è un fiume invadente che chiede di essere attraversato, insieme … senza essere davvero pronti … senza avere tutte le soluzioni giuste per ogni imprevisto. Siamo soltanto sicuri che ci aspetta una Casa alla fine del viaggio, dove essere accolti e amati.

Bambino – Bambina

Vietato ogni spoiler, ovviamente. E poi il giudizio su un film non è altro che un paragone personale col proprio vissuto, molto di parte e parziale. Rimanendo su questo sentiero, aggiungo un ultimo tassello del viaggio che ho fatto insieme a Sandra Bullock. Alla fine, è di fronte alla fragilità estrema che scopriamo il nostro volto; non sono gli atti eroici e meritori a svelarci la verità, quelli ci fanno stare sul piedistallo per poco.

Quando siamo completamente inermi, siamo anche di fronte allo specchio. Chi sono? Io sono il rapporto vivo con chi mi è dato.

È questa la risposta che Malorie guadagna dal suo confronto serrato col buio. Per tutto il film i suoi figli non hanno nome, lei non ha mai avuto il coraggio di darglielo e li chiama Bambino e Bambina. Perché un nome presuppone un rapporto, e accettare un rapporto significa abbandonarsi a un territorio inesplorato. Ecco, nel momento supremo in cui la presenza malvagia pare impadronirsi di quei bambini e lei non ha niente da opporre alla cosa, le scappa un grido che è una conquista gigante: “Tu non mi porterai via i miei bambini!” (all’incirca il senso delle parole è questo).

Eccola diventata madre, finalmente. Eccoci madri, finalmente, quando siamo nella selva; quando sappiamo poco o niente; quando accettiamo quel rapporto fragile e vertiginoso che è stare accanto alle creature che ci sono affidate. L’io diventa plurale, eppure non si rafforza in termini di spavalderia … anzi pare indebolirsi. Quel che si rafforza è la coscienza che siamo stati strappati al nulla e siamo un bene reciproco gli uni per gli altri.

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