Aleteia logoAleteia logoAleteia
sabato 04 Dicembre |
San Giovanni Damasceno
Aleteia logo
For Her
separateurCreated with Sketch.

Birdbox è solo un caso mediatico? È anche un viaggio nella vertigine di essere madre

BIRD BOX

Imdb

Annalisa Teggi - pubblicato il 09/01/19

Al di là dei trailer ad effetto e della gigantesca campagna pubblicitaria, c'è la storia di una donna che diventa madre. Si esplora un argomento di cui si fa fatica a parlare: per alcune l'istinto materno non è affatto un istinto, ma una conquista.

Ne hanno fatto un caso mondiale, i social network esplodono di parodie e commenti sul film di Netflix lanciato il 21 dicembre: Birdbox. Sandra Bullock e due bambini bendati su una barca a confronto con un mostro invisibile, ecco gli elementi essenziali di questo horror … che poi non è solo né prevalentemente un horror. Forse io ho una tolleranza abbastanza alta alle scene di paura e non sono attendibile nel giudicare, ma non mi pare una pellicola così esagerata nello spingere sullo splatter.


DUMBO, DISNEY, TRAILER

Leggi anche:
Ritorna Dumbo, cucciolo con le orecchie enormi in cerca della madre

Insomma, alla fine ho visto anche io questo film e la mia esperienza personale di madre me lo ha fatto guardare con occhi di empatia, verso la protagonista. Il centro di questa storia è un viaggio insolito nella maternità, quello di donne che diventano madri ma non vedono piovere sul mondo un mare di cuoricini e affetto zuccheroso. Si parla poco di questo tema in generale, men che meno è stato tirato fuori a proposito di Birdbox perché non è esattamente la chiave giusta per un marketing di successo. Ma è questo contenuto che vorrei valorizzare, perché credo di non essere l’unica mamma che di fronte alla nascita dei propri figli ha avvertito innanzitutto lo sconcerto di una estraneità: “Oddio e tu chi sei, davvero?”.


DONNA; PONTE; FIUME

Leggi anche:
Madre suicida nel Tevere, si spegne la speranza per le gemelline

Dare un nome ai propri figli, cioè dare un nome profondo al rapporto tra noi e loro può essere un viaggio tosto, di profondo confronto con le proprie paure. Per alcune l’istinto materno non è affatto un istinto, ma una conquista. E non è uno scandalo.

La cosa

Le storie moderne non spiegano molto, non sono lunghe e dettagliate come I miserabili. In questo film ci s’imbatte nella protagonista Malorie, interpretata da Sandra Bullcok, quando è già incinta; è sola, senza un marito o un compagno, non accetta la sua condizione eppure ha il pancione. Durante una visita con la ginecologa Malorie non riesce neppure a pronunciare la parola gravidanza, dice “questa cosa”. Altro non ci è dato sapere, se non che, nonostante tutto ciò, non ha abortito. E, visti i tempi, è già interessante …

BIRDBOX, SANDRA BULLOCK, FILM
Youtube

Si può diventare madri in molti modi, ben oltre e al di fuori del percorso matrimoniale, che pure resta – per chi lo prova – la proposta più rivoluzionaria del tempo contemporaneo. Si può essere madri single, vedove, si può tenere il figlio nato da una violenza carnale. Può capitare per caso, da un rapporto occasionale, e può non finire in un aborto. Ma anche nel caso più tradizionale di una donna sposata che resta incinta, l’avvento di una creatura dentro il proprio ventre non è sempre l’anticamera della pubblicità più zuccherosa su coccole, latte e abbracci.


SERENA WILLIAMS LENA HEADEY

Leggi anche:
Se sono depressa i figli soffrono? Sì, e lo sanno mamme come Lena Headey e Serena Williams

Chi ha nel suo passato una qualsiasi voragine di paura, o ferite profonde, vive l’amore fissandolo nel suo aspetto più autenticamente pauroso; quello che fa sorgere domande forti: e se non riesco a proteggerlo? Come posso essere capace di una impresa così enorme? 

Non è scandaloso dire che talvolta chi avverte con più intensità la forza radicale dell’amore, lo viva con paura e quindi abbia l’istinto iniziale di allontanarsi, di non coinvolgersi, con un evento tanto grande. Non è assenza di istinto materno, è sovrabbondanza di senso di responsabilità che deve imparare ad abbandonarsi, ad avere una fiducia non interamente fondata sulle proprie capacità.

Il mostro

Il grumo di paura irrisolto che Malorie si porta dentro, esplode anche all’esterno perché, proprio nel periodo finale della sua gravidanza, il mondo viene invaso da una presenza maligna che spinge la gente al suicidio di massa. È nell’aria e non ha volto, s’impossessa della volontà delle persone attraverso la vista. L’unica via d’uscita per i sopravvissuti è rimanere bendati.

Quasi per una chiamata in più del destino, Malorie deve vivere questa condizione di terrore estremo non solo insieme a suo figlio, ma curandosi di un’altra bambina rimasta senza madre. Una prova di affetto che si raddoppia e a cui lei risponde in modo sghembo. La grande premura per loro si manifesta in una severità assoluta, non cattiveria: sopravvivere a occhi bendati è un esercizio difficile per i più piccoli, educarli a rispettare le regole per salvarsi la vita trasforma Malorie in un generale più che in una mamma. Ma è un generale che sotto lo scudo di forza nasconde un mare di affetto irrisolto.


DONNA, LACRIME, VISO

Leggi anche:
Mamme, non tenetevi l’inferno nel cuore

C’è in ogni storia che si rispetti, banale o eccellente, il momento della prova. Un tempo la si chiamava: quete, ricerca. Dante la chiamò selva. Ognuno deve arrivare alla conoscenza più vera di sé affrontando molte specie di buio. In Birdbox il buio è quello puro e semplice, senza troppe metafore. Vivere a occhi bendati, conoscere la realtà con il tatto e l’udito è un tuffo senza paracadute in un mondo in cui l’io non è più completamente padrone.

Quanto spesso la nostra pretesa di «vedere tutto, per filo e per segno» è un delirio di onnipotenza? Chiudere gli occhi, stare bendati può essere la via per imparare la fiducia. La fede, in fondo, è questa vista che ci vede benissimo pur non avendo tutto davanti agli occhi.

Nel quotidiano, senza scenari apocalittici, la maternità è sempre il viaggio della donna il un mondo di mistero più che di certezze plateali; non è un’avventura alla cieca, ma è un’esperienza in cui s’impara passo passo una fiducia tremante, la certezza che il bene dei propri figli non è in mano nostra e che, se si vuole essere davvero onesti, deve fare i conti con l’ipotesi che non possiamo preservarli dal buio, dal male, dalla morte.




Leggi anche:
Come si può sopravvivere a un figlio che muore? pensando a Maria!

Al di là di tutti i commenti usciti sul web, se guardo – da mamma – la locandina del film ci vedo un mio ritratto quotidiano: abbraccio i miei bambini e voler loro bene è tutt’uno col sapere che non so cosa sarà di loro.

  • 1
  • 2
Tags:
cinemamadrinetflixPaure
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni