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Ecco l’inno della GMG di Panama 2019! (VIDEO)

© World Youth Day
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Andiamo insieme incontro al Signore!

Scendere dal balcone

Più di 3,5 milioni di giovani – me compreso – hanno avuto la grande gioia e la benedizione di partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro insieme a Papa Francesco.

Tra le parole che ci ha rivolto durante la veglia di preghiera, c’è stata una frase molto semplice che mi ha colpito in modo particolare: “Vi chiedo di essere costruttori del mondo, di mettervi al lavoro per un mondo migliore. Cari giovani, per favore, non ‘guardate dal balcone’ la vita, mettetevi in essa, Gesù non è rimasto nel balcone, si è immerso, non ‘guardate dal balcone’ la vita, immergetevi in essa come ha fatto Gesù”. Cosa voleva dirci con questa espressione? Mi sono venute in mente varie riflessioni al riguardo.

Avete mai sostato su un balcone? C’è una bella vista, si possono vedere le cose “dall’alto”. Possiamo indicare le cose “di sotto” senza che nessuno se ne renda conto, e possiamo anche intervenire da lontano in qualche situazione, o, perché no, contemplare semplicemente la realtà.

Il Santo Padre ci scuote con le sue parole. Il fatto è che spesso noi cristiani viviamo così! Ci accontentiamo della vista “dal balcone”, indicando ciò che va male, correggendo gli atteggiamenti degli altri senza coinvolgerci. Ci riteniamo superiori in base alla nostra posizione, e cosa peggiore viviamo comodamente, contemplando ciò che accade nella realtà di tanti fratelli senza comprometterci con la loro vita, senza andare incontro alle loro necessità (siano esse materiali o spirituali). Ci accontentiamo di gettare una moneta al povero dal balcone o di gridare dall’alto dei consigli a un amico, e ci riteniamo buoni per questo.

Ma cosa ha fatto Gesù? È uscito! È sceso! Come dice Papa Francesco, non è rimasto sul balcone. È entrato nella vita delle persone, una per una. Gesù viaggiava di villaggio in villaggio, andava incontro alle persone, a ciascuna delle loro necessità. Non si risparmiava, non si accontentava di stare tranquillo o comodo. Gesù ha sempre vissuto “di sotto” (“Pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente” – Filippesi 2, 6). Ha sempre vissuto in una dinamica permanente di incontro con gli altri, e se si guarda la vita di Papa Francesco ci si rende conto che si sforza davvero di fare lo stesso.

Andare incontro è possibile

Si può vivere in questo modo? Io credo fermamente di sì. Gesù lo chiede, e con Lui il Santo Padre come esigenza e come favore, perché sa che c’è una cosa a cui aneliamo dal profondo del cuore: l’incontro. La cosa più bella è che quando si agisce in questo modo quasi senza volerlo il cuore si abitua, e il grande frutto che si ottiene è la certezza che si sta rispondendo alla chiamata del Signore.

Questa dinamica cambia realtà, cuori, vite. Il mondo ci insegna tutto il contrario: egocentrismo, egoismo, egolatria. Tutto io. Dio, invece, ci dice “Tutto per gli altri (con Dio al centro)”, per trovare noi stess.

Per concludere, condivido con voi il testo dell’inno della GMG 2019. scendiamo dal balcone! Dio lo chiede, il mondo lo esige e il nostro cuore lo reclama!

“Siamo pellegrini
oggi venuti qui
da continenti e città.
Vogliamo essere missionari del Signore,
portare la sua parola e il suo messaggio.

Essere come Maria, che un giorno ha detto sì
alla chiamata del tuo progetto.
Il cielo esulta e canta di gioia,
tutta la Terra canta i tuoi portenti.

CORO

Ecco la Serva del Signore
Si compia in me la tua parola (bis)
Sono tua Serva
Sono tua Figlia
Sono tuo figlio.
Essere come Maria
disponibili a uscire,
Chiesa pellegrina con amore,
giovani testimoni e discepoli
con gioia, fede e vocazione.

CORO

Non abbiate paura, no.
Non abbiate paura
di portare l’amore di Dio,
impegnati come Maria,
che ha saputo essere la Serva del Signore.

Ecco la Serva del Signore
Si compia in me la tua parola (bis)”.

Qui l’originale.

 

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