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Il falso Zodiaco degli oroscopi: leggi qui se ancora ci credi

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Per la Vergine quarantaquattro giorni, per lo Scorpione soltanto sei

«Accettando la suddivisione dello Zodiaco in dodici parti uguali (che non è reale), il cielo cambia aspetto ogni anno rispetto al Sole e in poco più di 2000 anni anticipa di un intero segno dello Zodiaco a causa della processione degli equinozi. Ma gli oroscopi continuano a considerare il cielo di duemila anni fa. La tabella qui sotto riporta le date corrispondenti alle varie costellazioni nel modo convenzionale (errato) e nel modo scientificamente giusto e relativo all’anno 2000; nell’ultima colonna è riportato il numero di giorni in cui il sole si proietta in ogni costellazione. Si noterà che appare la “nuova” costellazione dell’Ofiuco (Serpentario) che interessa i nati tra il 30 novembre e il 17 dicembre: ben 18 giorni dimenticati (fra tanti altri errori!) mentre a coloro che pensano di essere dello Scorpione sono rimasti solamente 6 giorni».

Così il prof. Sandro Baroni, del Planetario di Milano, in un interessante articolo apparso su La Stampa [1], scriveva del movimento del cielo negli ultimi due millenni.

Lo Zodiaco, elaborato in area mesopotamica diviene nei secoli simbolo del fluire del tempo, del trascorrere inesorabile delle stagioni. Questo il significato iconografico delle moltissime raffigurazioni nella scultura romanica e gotica come negli affreschi dell’Oriente cristiano e nelle sinagoghe ebraiche del periodo bizantino (quando ancora il comandamento “non ti farai immagine alcuna” non era interpretato come venne poi interpretato dall’ebraismo successivo).

In realtà, continua il prof. Baroni, «in cielo non ci sono segni zodiacali corrispondenti alle costellazioni: queste sono solo un modo comodo per localizzare una certa regione del cielo, sono ideali raggruppamenti di stelle che con molta fantasia dovrebbero rappresentare l’animale o l’oggetto del loro nome. Sfido chiunque a immaginare una vergine osservando la costellazione della Vergine».

Le conoscenze astronomiche ci fanno oggi conoscere anche le reali distanze tra le stelle: «Per di più, le stelle di una data costellazione, pur sembrando vicine tra loro, non sono fisicamente legate: magari una stella dista da noi 100 anni luce mentre quella accanto, nella stessa costellazione, dista da noi 1000 anni luce».

Neanche la suddivisione del cielo in dodici parti, per di più uguali, regge ad una analisi scientifica: «La suddivisione dello Zodiaco in dodici parti uguali è arbitraria e assolutamente illogica, in quanto esaminando il percorso apparente in cielo del Sole si vede che esso tocca varie costellazioni in un numero diverso di giorni (o gradi) ma addirittura interessa non 12 costellazioni, bensì tredici».

***

Il rifiuto del copernicanesimo non è terminato con la riabilitazione di Galilei, ma persiste ancora in chiunque si diletta di oroscopi.

Chi studia e crede ai segni zodiacali continua, infatti, ad avere una visione geocentrica dell’universo. Pur avendo invertito il rapporto sole-terra, infatti, non ha fatto lo stesso passaggio per le costellazioni e continua a credere che esse girino intorno alla terra.

La convinzione che le stelle dei segni zodiacali girassero intorno alla terra era parte integrante del sistema aristotelico-tolemaico nel quale il cielo era immaginato a sfere sempre più elevate: il “cielo delle costellazioni” (detto delle “stelle fisse”) abbracciava dall’alto le diverse sfere dei pianeti, girando con moto perfettamente circolare intorno alla terra.

Chi segue gli oroscopi mantiene questa visione astronomica dell’universo: continua ad illudersi che il “sistema solare” non sia un piccolissimo e periferico sistema planetario, senza alcun particolare rapporto con le “stelle fisse” (che in realtà “fisse” non sono), bensì lo immagina come qualcosa a cui guarda l’universo intero.

In realtà la terra è talmente lontana dalle stelle delle diverse costellazioni che nulla cambia in rapporto ad esse nei diversi periodi dell’anno. È vero, invece, che la terra, muovendosi, lascia vedere nelle sue evoluzioni solo alcune costellazioni e non le altre che, pur muovendosi, sembrano mantenere rapporti proporzionali fra di loro, date le immense distanze. Da un punto di vista specifico sulla terra è possibile vedere di notte solo alcune stelle e non altre.

Anche la suddivisione dei segni nella quadripartizione “aria”, “acqua”, “terra” e “fuoco” corrisponde al linguaggio aristotelico-tolemaico che Galilei e gli scienziati dei secoli successivi dichiararono superato – il passo decisivo fu la scoperta da parte di Cecilia Payne-Gaposchkin che il sole era composto da idrogeno, scoperta avvenuta solo nel 1925.

—–

Note al testo

[1] Non è stato possibile risalire alla data esatta dell’edizione, poiché il numero in questione era dell’anno 2000, prima dell’esplosione del web, ma Gli scritti conferma che le citazione sono letterali, come lo è la tabella ripresa da quella pagina.

Qui l’articolo originale apparso sul sito “Gli Scritti”

Tags:
oroscopo
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