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Il luogo del battesimo di Gesù è circondato da mine. Ma i visitatori le “snobbano”

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4000 persone ogni anni si immergono nel fiume Giordano a Qasr el Yahud, in Cisgiordania, nonostante la zona è militarizzata e inagibile

Qasr el Yahud è il luogo sulle sponde del fiume Giordano in Cisgiordania dove, secondo la tradizione, Gesù è stato battezzato da Giovanni Battista (l’ultimo profeta ad annunciarne la venuta, secondo la Bibbia). È uno dei siti più importanti per la religione cristiana dopo la Chiesa della Natività a Betlemme e il Santo Sepolcro a Gerusalemme.

Secondo la tradizione, prima di iniziare a predicare Gesù si recò da Giovanni Battista, figlio di Elisabetta e Zaccaria, che stava battezzando e confessando fedeli che arrivavano da tutta la Palestina: per i vangeli questo momento segna la discesa dello Spirito Santo su Gesù (Il Post, 30 dicembre).

Vicino Gerico

Qasr el-Yahud sorge vicino ad un’antica via che guadava il fiume e metteva in connessione Gerusalemme, attraverso Gerico, a numerosi siti biblici transgiordani come la città di Madaba, il Monte Nebo e la Via Regia. Questa località è situata a una decina di chilometri in direzione sud-est da Gerico e si trova sul territorio del Governatorato di Gerico in Palestina.

La Guerra e le mine

Da più di cinquant’anni, però, il sito è ufficialmente inagibile perché circondato da mine anti-uomo e anti-carrarmato. E’ stato riaperto nel 2011 dopo essere stato chiuso nel 1967 a causa dello scoppio della Guerra dei Sei Giorni.

Durante quella guerra – in cui Israele con un attacco a sorpresa occupò la Cisgiordania – i terreni intorno alle chiese e ai monasteri furono riempiti di mine per evitare l’infiltrazione di soldati giordani oltre il confine. Si stima che le mine posizionate fossero almeno 5mila, mentre non si sa quanti siano gli ordigni esplosivi improvvisati che sono stati abbandonati durante il conflitto.

4000 “bagnanti”

Ogni anno più di quattromila persone visitano Qasr el Yahud – che è supervisionata da un’organizzazione governativa israeliana per la tutela di parchi e riserve naturali – e molti dei visitatori e dei pellegrini che si recano al sito si fanno battezzare nelle acque del Giordano, immergendosi nel fiume, nonostante la zona sia ancora militarizzata e ci siano cartelli di pericolo ovunque.

Il disinnesco

Dal 2014 un’organizzazione privata no profit, la Halo Trust, ha iniziato i lavori di sminamento della zona in collaborazione con il ministero della Difesa israeliano; nel 2018 è stato riaperto il monastero degli ortodossi etiopi (nella zona ci sono monasteri e luoghi di culto di otto confessioni cristiane). I lavori di sminamento dovrebbero terminare alla fine del 2019 (Washington Post, 29 dicembre).

Giovanni Paolo II

Un tentativo precedente di sminamento dell’area risale al 2000, in occasione della visita di papa Giovanni Paolo II a Qasr el Yahud. Allora solo una piccola zona era stata completamente liberata, per permettere l’accesso al fiume; il Papa l’aveva raggiunta in elicottero. Con l’inizio della seconda intifada, nel 2003, però i lavori erano stati bloccati.

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