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Ragazzi che poi sparivano. Così si sono materializzati gli angeli a San Martino

MUSICIAN ANGELS BY HANS MEMLING
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Il frate domenicano è stato aiutato da loro anche quando il demonio ha provato ad ammazzarlo

Tra le immagini più diffuse di san Martino de Porres ce n’è una che ce lo presenta inginocchiato su una nube sopra le Ande peruviane tra due graziosi angeli. L’angelo alla sua destra è raffigurato reggente con una mano un grosso giglio e con l’altra riversante da un vaso acqua sulla terra, simbolo delle grazie che Dio dà al mondo per intercessione di questo santo.

L’angelo alla sinistra di san Martino invece accarezza con entrambe le mani una fiamma di fuoco simbolo della sua ardente carità. Non è un’immagine “di maniera” perché leggendo le biografie di san Martino (molte purtroppo sono solamente in spagnolo o in inglese) si nota che durante la sua vita quest’umile frate domenicano ebbe intensi rapporti con gli angeli.

Devotissimo soprattutto al suo angelo custode, quando di notte per soccorrere poveri si aggirava per le strade senza luce di Lima, da lui era guidato e grazie a lui ritornava senza problemi attraverso il buio al suo convento.

Nella biografia scritta da J. C. Kearns, “The Life of Blessed Martin de Porres: Saintly American Negro and Patron of Social Justice”, troviamo che la Vergine Maria spesso gli inviava altri angeli in aiuto: «Questi gli si presentavano sempre sotto l’aspetto di giovani ragazzi con in mano delle candele accese per accompagnarlo dal dormitorio al coro e poi sparivano. Questo privilegio fu visto e testimoniato da molti confratelli del santo. In un’altra occasione i preti e i fratelli della sua comunità domenicana videro un giorno san Martino in compagnia di due Angeli che lo assistevano durante la recita dell’Officio della Vergine».

Un’altra volta, si legge nella biografia, «il santo fu visto camminare nel chiostro del convento in compagnia di quattro angeli che portavano delle torce illuminate nelle loro mani. Martino subì però anche assalti del demonio. Una volta il diavolo gli incendiò la cella. Un fitto fumo nero cominciò a fuoriuscire dalla sua camera. Due suoi confratelli che si trovavano a passare nel corridoio, si precipitarono subito nella cella per aiutarlo. Appena aprirono la porta si trovarono di fronte a delle fiamme spaventose e tutto sembrava ormai perso quando improvvisamente scorsero san Martino che pregava in ginocchio completamente illeso».

Il santo, conclude Kearns, «allora con calma rassicurò i suoi confratelli facendo loro notare che nonostante le fiamme danzassero intorno ai mobili, non era stato distrutto niente. Spiegò loro che era un’illusione creata dal demonio».

 

 

 

 

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