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La storia delle luci dell’albero di Natale: dai pericoli d’incendio ai festoni

CHRISTMAS,TREE,HISTORICAL

Library of Congress | PD

Una famiglia riunita intorno a un albero di Natale illuminato nel 1900.

J.P. Mauro - pubblicato il 19/12/18

Nel corso dei secoli hanno sperimentato una grande evoluzione

Ci sono poche cose in grado di suscitare meraviglia come un albero di Natale ben illuminato. In tutto il mondo, le città erigono grandi alberi con elaborati giochi di luce che attirano le folle. Se oggi questi alberi sono un faro di luce nel periodo più oscuro dell’anno, la tradizione di illuminare l’albero di Natale si è sviluppata nel corso di molti secoli.

L’uso più antico dei sempreverdi e delle luci deriva dagli antichi pagani, che usavano questa combinazione per simboleggiare la vita in inverno. Si crede che i cristiani abbiano adottato l’albero dai pagani – anche se non esistono riferimenti al suo uso cristiano precedente al XVI secolo e potrebbe non essere collegato alla pratica pagana –, e presto installarono alberi sempreverdi nelle proprie case.

Nel XVII secolo i cristiani tedeschi iniziarono a ornare i rami dell’albero di Natale con delle candele, dando così il via alla tradizione degli alberi di Natale illuminati.

Una leggenda attribuisce l’idea a Martin Lutero, ma il primo riferimento documentato agli alberi di Natale illuminati risale al 1660.

L’albero di Natale venne portato in America dai moravi, di lingua tedesca, che si stabilirono in Pennsylvania e in North Carolina agli inizi del XIX secolo. Verso gli anni Venti dell’Ottocento l’albero di Natale era ormai diventato popolare, e se ne parla nel diario di Matthew Zahm di Lancaster, che vide un suo amico “sulla collina della segheria di Kendrick” mentre cercava un bell’albero da mettere in salotto.

Nel 1851 Mark Carr aprì la prima attività di vendita di alberi di Natale, prendendo degli alberi dalle Catskill Mountains e portandoli al Washington Market di New York City. Cinque anni dopo, l’albero di Natale era ormai una tradizione statunitense consolidata quando il Presidente Franklin Pierce ne fece decorare un alla Casa Bianca.

Man mano che si diffondeva l’abitudine di mettere un albero nelle proprie case, la gente iniziò ad avere problemi a livello della sua illuminazione. Il primo ostacolo era quello di fissare le candele ai rami. Si cercò di appuntare le candele con degli aghi, legandole con nastri o corde, e perfino usando cera sciolta come adesivo, ma nessuno di questi metodi sembrava funzionare.

Nel 1878, Frederick Artz inventò una candela con la clip riuscendo ad attaccare una candela a ogni ramo, ma questo non fece altro che sottolineare un altro pericolo, quello degli incendi che si potevano scatenare. All’epoca gli alberi di Natale venivano tenuti accesi solo per 30 minuti, e perfino allora servivano grande attenzione e vari secchi d’acqua e sabbia a portata di mano.

Gli incendi accidentali degli alberi di Natale erano frequenti, e alla fine le compagnie assicurative smisero di pagare per gli incendi ad essi collegati. Era chiaro che fosse necessaria una fonte di luce alternativa.

Nel 1882 Edward Johnson, vice-presidente della Edison Electric Light Company, rispose all’emergenza con il primo albero di Natale illuminato elettricamente. Visto che Johnson viveva nella prima zona della città ad essere collegata al sistema elettrico allestì l’albero, con 80 bulbi luminosi rossi, bianchi e blu, in casa propria.

Edison venne colpito dall’idea, e negli 8 anni successivi lui e Johnson raffinarono il sistema fino a realizzare un prodotto commerciabile che chiamarono “lampade in miniatura Edison per alberi di Natale”. Le nuove luci, più sicure, spopolarono dopo che il Presidente Grover Cleveland le aveva usate per l’albero della Casa Bianca nel 1895, ma visto che dovevano essere cablate e alimentate a mano avevano dei costi proibitivi per l’americano medio.

Nel 1903 GE ha offerto le prime luci di Natale pre-cablate. Ancora molto cari – ogni serie costava 12 dollari, poco meno del salario settimanale medio dell’epoca –, questi “festoni”, come venivano chiamati, arrivavano con otto lampadine colorate in miniatura e una presa a muro.

GE provò a brevettare le luci, ma visto che la tecnologia era basata sulla conoscenza elettrica comune il tentativo venne respinto. Per questo motivo iniziò la concorrenza, inclusa quella della National Outfit Manufacturers Association (NOMA), poi diventata NOMA Electric Company. La NOMA ha dominato l’industria delle luci di Natale fino agli anni Sessanta, quando la concorrenza di compagnie straniere l’ha portata alla bancarotta.

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