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Santi ribelli: Angela Merici. Tenete l’antica strada e fate vita nova

ANGELA
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Un altro assaggio da Santi Ribelli vol.1 della collana Underground, per i tipi di Berica Editrice. Un’altra donna che dal cuore della Chiesa ha servito il mondo. Femministe, lasciatevelo dire, siete delle dilettanti!

Angela ha vissuto in collina, su una collina che conosco e che fiancheggio in auto quasi tutti i giorni.

Su una delle morene che fanno corona al lago, quello di Garda, da milioni di anni. E proprio lì, su una di quelle a Le Grezze, 5oo anni fa il mio stesso anno è nata e ha vissuto anche Angela Merici, prima di andare a Salò e infine a Brescia. Una ragazzina figlia di contadini di nobili origini morti troppo presto per vederla crescere ma non abbastanza da non lasciare in lei soprattutto amore, ricordi e insegnamenti.

Angela si ricorda bene il papà che la sera legge la Legenda Aurea, opera medievale che raccoglie vite di santi. Ed è lì che si innamora della forza e della purezza di sant’Orsola, vergine bretone martirizzata, forse, dagli Unni di Attila insieme a dieci compagne. Magari ascoltandolo leggere impara un po’anche lei. Ma mai a scrivere.

È la prima desenzanese famosa, che io sappia, una donna che ha cambiato l’educazione femminile in tutto il mondo e aveva in mente e nel cuore come un chiodo fisso che le sue consacrate fossero dolci e comprensive con le loro figlioline. Una donna moderna, libera e audace che certo femminismo ha provato ad agguantare, mentre invece ha la forza irriducibile e sempre nuova delle discepole di Cristo. Era innamorata del Figlio di Dio e questo basta a spiegare tutto.

Molte figlioline senza le Orsoline, sarebbero restate incolte e analfabete.
Nell’incipiente Rinascimento la donna, se non era sposata o monaca, non valeva niente. Diventava sguattera o sgualdrina; senza un uomo non aveva dignità né peso sociale e giuridico, un passo rovinoso all’indietro rispetto ad alcune conquiste del Medioevo, pare.
Angela pensa che invece anche senza sposarsi o finire in convento dietro forzatura e senza nessuna allegria – espressione sua – le donne possano realizzarsi pienamente. È diventata illustre come fondatrice di collegi per l’educazione delle ragazze ma non aveva questa priorità; è più un frutto maturato su un solido tronco e tra i robusti rami di una pianta antica: essere di Cristo, tutta per Lui e in questo fuoco bruciare per i fratelli; soprattutto le sorelle che non se la passavano troppo bene.

È una santa che la stessa familiarità con la Compagnia che da lei è nata mi ha impedito di conoscere ancora per bene. Vedo le sue statue da quando mi ricordo. Una in piazza Malvezzi in centro a Desenzano, quella dove si andava a passeggiare il sabato o la domenica pomeriggio. E una che scorgo senza guardarla da anni tutti i giorni; rimane protetta sotto una nicchia all’ingresso della scuola paritaria a lei dedicata  che percorriamo quasi tutti di fretta a testa bassa o incollata allo schermo.

Quando le Orsoline che reggono l’asilo di Colombare che io stessa ho frequentato ci raccontarono la sua storia, mi rimase impresso l’episodio dei capelli. Li aveva chiari, ramati lunghi e bellissimi. Alla veneziana, imparo dal libretto di Barbara Sartori. Le dame di Salò, dove si era trasferita a casa di uno zio, dopo che era rimasta orfana dei genitori, glieli ammiravano; troppo per i suoi gusti che erano tutti rivolti a Dio. E Dio non odia i capelli, li ha fatti Lui e ne tiene la conta ma sa che ogni amore va ordinato al Suo. E allora val la pena anche mortificare la bellezza di una chioma fluente e sontuosa per continuare ad ammirare quella di Cristo in croce, col sangue rappreso a intrecciarGli le ciocche.

Angela Merici Incorrupt
Geobia -CC BY-SA 3.0
<strong>Sant'Angela Merici (1474-1540)</strong>Il suo corpo è in ottimo stato di conservazione, anche se è scuro.

Angela è “suor Anzola” (come veniva chiamata in dialetto) per tutti da quando accetta di stare a Brescia ospite di una nobildonna rimasta vedova che lei risolleva dalla disperazione di aver perso marito e figli. È terziaria francescana ma non le basterà. È il Signore stesso a suggerirglielo con due visioni.

Sono sempre schiere di angeli e vergini lungo una scala tra Cielo e terra. Angela un po’ come Giacobbe. Non si batte con Lui come fanno i maschi, ma come il patriarca dorme sul duro: si sceglie un ceppo di legno che aggiunge a una stuoia sottile, questa è il letto e quello il cuscino.

WOMAN ON BACK
Pexels

Digiuna ma non si sevizia e dice una cosa del corpo così ferma e bella che andrebbe scritta in casa, sul frigo o all’accensione dello smartphone:

Se qualcuno indiscretamente affligge il proprio corpo, sarebbe come se facesse un sacrificio con qualcosa di rubato.

Il corpo non è nostro, il corpo è Suo. Il che vuol dire che noi donne, forse più degli uomini, dobbiamo trattarlo bene, averne cura ma soprattutto affezionarci a Chi ha diritto di abitarlo.

Bella Angela: fiera, saggia, sempre in fuga da cariche e onori che ovunque le volevano riconoscere. Libera, selvaggia e ordinata, Angela. E lentissima. La sua Compagnia la fonderà a sessant’anni suonati, era vecchissima per allora. Ma le cose di Dio si fanno quando è ora, né prima né dopo. Audace e ardente, Angela, con quella misurata, composta smania di stare con il Signore il più possibile. Per questo ogni pausa dai suoi lavori sempre umili era di preghiera, cioè d’amore. Per questo cercava i sacramenti spesso e allora non era facile, non era costume prendere la Comunione ogni giorno, solo una decina di volte l’anno circa.

Angela sognava scale lunghe e maestose che collegavano il Cielo alla terra; e la terra era proprio un punto che io conosco, sul quale forse ho camminato. Che cosa incredibile. Una santa che vedeva scale e puliva scale. Che pensava solo a Dio e arrivava a tutti i fratelli nei quali si imbatteva, in ogni angolo scuro e sporco di Brescia o dove si trovava a passare, chiamata da nobili, potenti, alti prelati. Angela che parte per mare direzione Terra Santa e diventa cieca giusto il tempo della traversata e del pellegrinaggio. Ed è felice perché così ha potuto vedere i luoghi di Cristo con gli occhi giusti.

Angela, che non si è sposata e sembrava sempre pronta per l’altare e per tirare su figli.
Angela che arriva in aiuto fino alle mie, di figlie. Da lei ho imparato lo sguardo giusto che ho avuto la sfacciataggine di ricordare anche alle suore della scuola materna che troppo si attardavano su linee guida ministeriali e addestramento alla differenziata e acquisizione di competenze parascolastiche.

Amate le vostre figlioline ugualmente, e non vogliate parteggiare più per l’una che per l’altra, perché sono creature di Dio, e voi non sapete che cosa Lui voglia fare di loro. Infatti, come potete sapere voi se quelle che vi sembrano più da poco e di minor conto non siano per diventare le più generose e le più gradite alla sua maestà? E poi, chi può giudicare il cuore e i pensieri nascosti nell’intimo della creatura? (dai Ricordi).

Innovatrice e obbediente, visionaria e sottomessa. Un vero genio della femminilità cristiana che chiede alla sue suore di confidare in Cristo e di obbedire alle superiori. Una matrona saggia che lascia loro in eredità l’antidoto al veleno dell’eresia in una boccetta ben sigillata e sicura.

Tenete l’antica strada e usanza della Chiesa, ordinata e confermata da tanti Santi per ispirazione dello Spirito Santo. E fate vita nuova. Quanto alle altre opinioni che adesso sorgono e sorgeranno, lasciatele andare come cose che non vi riguardano. Ma pregate e fate pregare, perché Dio non abbandoni la sua Chiesa, ma la voglia riformare come a Lui piace. In questi tempi pericolosi e pestiferi, infatti, non troverete altro ricorso che rifugiarvi ai piedi di Gesù Cristo. (dai Ricordi)

Ce l’avevo sotto gli occhi e non la guardavo mai. Ma lei probabilmente sì, e forse questa è la cosa più importante. Viva Angela, Angela è viva.

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Berica
1) Underground Vol.1 Santi ribelli. A cura di Giuseppe Signorin, Berica editrice, 2018. I veri anticonformisti e ribelli della storia sono i santi! Pier Giorgio Frassati, Teresa del Bambino Gesù, Chiara Corbella Petrillo, Giovanni Paolo II, Ildegarda di Bingen, Giovanna d’Arco, Giovanni della Croce, David Buggi e tanti altri. Un mare di santi infuocati d'amore per Gesù Cristo raccontati da autori coraggiosi e appassionati.
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