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Astro del ciel compie 200 anni ed è patrimonio dell’umanità (lo sapevate?)

CORO, BAMBINI, NATALE
Shutterstock
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La leggenda dell'origine di questo canto comincia con alcuni topolini che rompono un organo poco prima della Messa di Natale e poi grazie a una chitarra nasce una melodia di pace.

Buon pomeriggio,
il nostro avvento quest’anno sarà tutto a suon di musica, come già scritto nel gruppo e nella pagina facebook, ogni settimana vi proponiamo sette canzoni natalizie da ascoltare e da meditare per vivere a pieno questo periodo di attesa.

Ogni settimana inoltre scopriremo qualcosa di più riguardo una canzone ben precisa e la prima sarà “Silent Night” o come la conosciamo noi “Astro del ciel”.
Non è una scelta casuale, questa canzone in realtà quest’anno compie ben 200 anni e se li porta bene!
Le informazioni di seguito le ho trovate nella rivista “Dossier Catechista” a cui sono abbonata.

La leggenda vede come protagonista padre Joseph Mohr, parroco della chiesa Sankt Nikolaus a Oberndorf, cittadina al confine con l’attuale Austria e un organo che suonava da solo in chiesa.

Era una gelida e nevosa notte, anche speciale essendo il 24 dicembre, la Vigilia di Natale del 1818.
Il giovane prete fu incuriosito e stupito di sentire dei suoni provenire dalla chiesa cosi andò a controllare ed entrando di corsa notò che lo strumento era al suo posto, e nessuno lo stava suonando.

Allora si avvicinò e provò a premere i tasti senza però riuscire a far uscire alcun suono.
Provò con un altro tasto, un altro ancora e un altro ma nulla..nessuna musica e nessuna nota. L’organo era rotto!!
“Colpa dei topi! Hanno mangiato il mantice!”, si sarebbe lamentato sconsolato padre Mohr, scorrendo con gli occhi lo spartito che aveva in mano, scritto da lui giusto due anni prima, nel 1816.
Padre Mohr lo aveva composto come poesia, ma aveva l’intenzione di chiedere al suo amico Franz Gruber, maestro di musica, di comporre una melodia all’organo per suonarlo proprio in quella sera, davanti ai fedeli della parrocchia.
E ora cosa facciamo?”, chiese al musicista, che nel frattempo aveva preso una chitarra, e aveva  cominciato a pizzicarne le corde e a canticchiare sottovoce una melodia….
Ed è cosi che inizia la magia: il suono è dolce, penetrante, perfettamente intonato all’atmosfera natalizia che si respira nelle strade della cittadina.
Le parole “Stille nacht! Heilige nacht! Alles schlaft…” sembrano uscire dalla sagrestia e vagano per le strade.
Felicissimo, decise di farla suonare per la Messa di mezzanotte che si sarebbe tenuta quella sera nonostante l’organo fosse inutilizzabile.

I personaggi di questa leggenda sono veramente esistiti e hanno realmente composto parole e musica di quello che possiamo dire essere il canto di natale più utilizzato e conosciuto.
Non abbiamo la certezza che l’organo suonò da solo e si ruppe realmente, anche se l’ipotesi che fosse rotto è plausibile dal momento che quella sera la canzone venne accompagnata dalla chitarra.
Indipendentemente da ciò, questo è un canto legatissimo al Natale e senza non si riuscirebbe ad entrare realmente in questa magica atmosfera.

CHIESA, NATALE, LUCI
Shutterstock

La melodia venne composta da Franz Xaver Gruber, un organista di successo e insegnante di musica, su richiesta di Padre Mohr, autore del testo.
Le parole sono cariche di significato oltre ad infondere un enorme desiderio di pace.
Fu lo stesso organista a raccontare la leggenda della nascita del canto divenuto oggi, per l’Unesco, patrimonio culturale dell’umanità (lo sapevate?).
Ma il grande successo della canzone, uscì dalla parrocchia grazie ad un certo Mauraher che, dopo aver ascoltato la canzone, la portò nel 1819 in Tirolo avviandone in questo modo la diffusione in tutta Europa.
Nel 1822 fu suonata a Salisburgo, davanti al sovrano Francesco II e allo zar Alessandro di Russia.
Nel 1859 Una versione arrivò addirittura a New York intonata dai fratelli Rainer.
La prima traduzione in inglese, dal titolo “Silent Night”, fu realizzata dal prete episcopale John Freeman Young nel 1859.
In vent’anni la canzone arrivò oltreoceano.
La versione italiana incece ha il titolo “Astro del ciel”, come potete immaginare non è la traduzione letterale dall’originale altrimenti sarebbe stato “Notte silenziosa”, la versione italiana è opera di Angelo Meli, un sacerdote lombardo.

Nel 2005 venne presentato a Cannes un film che parla della “Tregua di Natale”, fatto realmente accaduto nel dicembre del 1914, quando in piena prima guerra mondiale dalle trinee inglesi e tedesche si sarebbe levato l’inno nelle rispettive versioni, a testimoniare come nemmeno l’orrore della guerra aveva spento l’amore portato dalla nascita di Gesù.

Questo è qualcosa di più di un semplice canto di Natale, è un inno alla pace che non cesserà mia di essere attuale.
In occasione del bicentenario, Stille Nacht verrà celebrato in tutta l’Austria la Vigilia di Natale, con una serie di eventi nei luoghi della sua storia con feste e preghiere.

Vi riporto di seguito il testo:

Astro del ciel,
Pargol divin,
mite Agnello redentor!
Tu che i vati da lungi sognar,
tu che angeliche voci annunziar:
luce dona alle menti,
pace infondi nei cuor.
Astro del ciel,
Pargol divin,
mite Agnello redentor!
Tu disceso a scontare l’error,
tu sol nato a parlare d’amor:
luce dona alle menti,
pace infondi nei cuor.
Astro del ciel,
Pargol divin,
mite Agnello redentor!
Tu di stirpe regale decor
tu virgineo, mistico fior:
luce dona alle menti,
pace infondi nei cuor.
QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE
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