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Vuoi sapere se stai progredendo spiritualmente? Leggi qui

PRAYING

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«Il tempo consacrato alla gloria di Dio e alla salute dell'anima non è mai perso». San Pio da Pietrelcina (1887-1968)

Todo de Maria - pubblicato il 14/12/18

In questa lezione del corso “Insegnaci a pregare”, padre Paulo Ricardo spiega come sapere se stiamo progredendo nella vita spirituale. In primo luogo bisogna capire cos’è il progresso spirituale. Ci si può infatti ingannare pensando di progredire a livello spirituale perché si sperimentano delle consolazioni, o a volte si può pensare di retrocedere nella vita spirituale perché si vive un periodo di aridità.

In un secondo momento, si deve vedere cos’è l’amore e come riconoscere se si ama davvero. Se non sappiamo cos’è l’amore, infatti, non sapremo se stiamo progredendo o meno nella vita spirituale. Si deve poi vedere come riconoscere il proprio progresso spirituale in periodi di aridità e di sofferenza. In questo modo, si saprà come comportarsi davanti alle consolazioni e anche di fronte alla desolazione.

La consolazione è progresso spirituale?

Noi esseri umani siamo un misto, un animale che convive con un angelo – siamo corpo e anima. E spesso la nostra vita di preghiera non progredisce perché rimaniamo attaccati alla parte fisica, animale, della nostra vita interiore. Il fatto che una cosa sia dentro di noi non significa che debba essere necessariamente spirituale.

Esistono cose, caratteristiche, che hanno anche gli animali. Ad esempio, quando immaginiamo la scena di Gesù nell’Orto degli Ulivi mentre soffre. È un’immagine importante come metodo di preghiera, ma dobbiamo sapere che anche gli animali hanno l’immaginazione.

Quando proviamo un piacere, quando qualcosa di sensibile tocca la nostra sensibilità e riceviamo davvero una ricompensa è positivo. Non stiamo demonizzando la consolazione, ma dobbiamo sapere che se proviamo qualcosa è più legato al corpo che all’anima. Dio vuole che usciamo da quegli spazi infantili, che passiamo al piano superiore, a realtà superiori, più spirituali. E la porta d’ingresso per la crescita spirituale, di cui nessun animale è capace, è l’amore. Ma capiamo bene cosa sia l’amore.

In cosa consiste l’amore?

Gli animali si arrabbiano. Se un animale vuole mangiare e qualcuno gli toglie il cibo si arrabbia, perché rimane contrariato. Pur non apprezzando, gli animali accettano di essere contrariati. Ma gli animali non sono in grado di contrariarsi. Solo noi, che siamo umani, abbiamo l’anima, abbiamo lo spirito, riusciamo a contrariarci.

L’amore consiste nel contrariarsi per il bene dell’altro. Per questo quando preghiamo e vediamo che la nostra volontà, i nostri desideri, i nostri progetti vengono contrariati, nonostante questo diciamo: “Sì, Signore, voglio farti cosa gradita”. Di fronte ai fatti, alle contrarietà, dove non c’è via d’uscita, non c’è soluzione. Per questo, ci conformiamo alla volontà di Dio.

Le contrarietà della vita e la crescita nell’amore

Conformarsi alla volontà di Dio è trasformare il dolore in amore, cosa che solo una persona che ha anima, che ha spirito, può fare. E allora seguire l’esempio di Gesù nell’Orto degli Ulivi non solo immaginando che sudi sangue, ma sudando sangue insieme a Lui, è una cosa propria dell’anima. Non è una questione di fantasia. Stiamo già vivendo davvero a livello spirituale ciò che Gesù ha vissuto.

Per sapere se la nostra vita spirituale sta progredendo o se è semplicemente un’illusione della nostra mente, una fantasia, vediamo allora quanto le nostre volontà si stanno dolorosamente conformando alla volontà di Dio. Di fronte a questo possiamo chiederci: “Come sapere ciò che è volontà di Dio?” Una delle caratteristiche è la seguente: la cosa non ha rimedio, ovvero esistono problemi della vita che non hanno soluzione. Se vediamo che non c’è soluzione, che non c’è niente da fare, siamo di fronte a qualcosa che Dio ha permesso, nella sua divina Provvidenza.

Ricordiamoci che tutto, perfino le tragedie più grandi, contribuisce al bene di chi ama Dio. Se riusciamo a trovare la volontà amorevole e provvidente di Dio anche nelle disgrazie peggiori, compiremo un passo spirituale per cui perfino gli angeli si meraviglieranno.

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