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L’immagine che può aiutarvi a riprendervi dal parto

CHILD,BIRTH
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Se siete tentati di non prendere sul serio il recupero dopo il parto, dovete guardare questa fotografia

Se questo meme fosse stato un poster nella sala dell’ospedale in cui sono rimasta dopo aver partorito mi sarei sentita cento volte più preparata al periodo di ripresa post-partum che stavo affrontando:

È solo un piatto, ma se avessi avuto in mente questa immagine non mi sarei arrabbiata quando, 48 ore dopo aver partorito, avevo ancora difficoltà a camminare. Quantomeno non avrei trascorso un’intera giornata a trovare il coraggio per chiedere alle infermiere: “È normale stare così male?” (per paura di sembrare debole, o peggio incline all’autocommiserazione, non avevo chiesto i farmaci per lenire il dolore con la frequenza con cui avrei dovuto farlo).

Sanno tutti che partorire è difficile, ma in questa immagine c’è qualcosa che va dritto al punto. Il testo che accompagna la fotografia su Facebook dice:

“Quanto è grande la ferita delle dimensioni della placenta nel tuo utero dopo aver partorito? Così. Qualche domanda?”

Se l’avessi vista mi sarei tranquillizzata e avrei smesso di sentirmi male quando la gente entrava in stanza per aiutarmi. Avrei smesso di preoccuparmi del fatto che il mio riposo sembrasse auto-indulgenza. Sarebbe stato un aiuto enorme – sia per me che per molte altre donne.

Le donne – e le loro famiglie in tutto il mondo – vedono fotografie come quelle ormai famose di una Kate Middleton perfetta che lascia l’ospedale in ottima forma poche ore dopo il parto e pensa che se non si è avuta un’esperienza di parto particolarmente complicata o traumatica si dovrebbe essere in grado di tornare in pista molto presto, ma la verità è che anche quando sembriamo in forma al di fuori, quella ferita delle dimensioni di un piatto è ancora lì dentro di noi, e non va via solo perché la si ignora.

Altre culture, tradizionalmente, prendono il recupero post-partum più seriamente della nostra. In Cina, le donne stanno a riposo un mese dopo aver partorito. In America Latina c’è la cuarantena, un periodo di 40 giorni in cui la neomamma può concentrarsi sul fatto di riprendersi e di stringere un legame con il suo bambino, e la comunità si prodiga per aiutarla in tutto ciò che serve. Un’analisi condotta sugli studi relativi al post-partum in 20 Paesi riferisce che in quasi ogni cultura “è prescritto un periodo di riposo dai 21 ai 40 giorni, durante il quale alla madre è proibito lo svolgimento dei suoi soliti compiti domestici”.

Ed ecco che invece noi ci battiamo il petto per il fatto di non essere in grado di tornare al livello di energia (e alla taglia di jeans) che avevamo prima della gravidanza nell’arco di pochi giorni dal parto. È per questo che l’immagine del piatto è così utile. Se ci aspettiamo la normalità da noi stesse troppo presto, finiamo per fare più di quello che qualsiasi altra società si aspetterebbe da noi. Altre culture sembrano in grado di “vedere” quella ferita invisibile delle dimensioni della placenta, a di rispettarla. È ora che iniziamo a farlo anche noi.

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