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La chiesa sorta sul luogo della nascita di Gesù dopo il restauro (FOTOGALLERY)

CHURCH OF THE NATIVITY, BETHLEHEM, RENOVATIONS
Thomas Coex | AFP
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La Chiesa della Natività di Betlemme risale alla metà del VI secolo

Clicca qui per aprire la galleria fotografica

Nella Chiesa della Natività di Betlemme, costruita sulla grotta in cui secondo la tradizione nacque Cristo, si stanno concludendo i lavori di restauro durati vari anni.

La chiesa è la più antica al mondo ad essere ancora in uso. È stata costruita sotto l’imperatore Costantino, ma la maggior parte della struttura esistente risale all’imperatore Giustiniano, alla metà del VI secolo. Oggi cattolici, greci ortodossi e armeni ortodossi condividono la responsabilità del mantenimento del tempio.

Il progetto è stato avviato dopo che l’UNESCO aveva inserito la Chiesa della Natività nella sua lista relativa al Patrimonio Mondiale. Il tempio soddisfaceva due dei criteri previsti nella lista: è “un esempio di spicco di una chiesa delle origini in un congiunto architettonico notevole” e commemora la nascita di Gesù, “un evento di grande significato universale”. L’UNESCO ha anche ritenuto il sito “in pericolo”.

La chiesa aveva il tetto in rovina e una struttura in travi di 500 anni con perdite che facevano sì che l’acqua danneggiasse dipinti e mosaici antichi, secondo lo Smithsonian magazine.

Il restauro, costato 17 milioni di dollari e guidato dall’azienda italiana Piacenti SpA, è iniziato l’anno successivo alla decisione dell’UNESCO. Giammarco Piacenti, CEO dell’impresa, ha affermato che i suoi impiegati sentivano di “toccare il cielo con un dito”, secondo un resoconto di AP dello scorso anno.

I restauri hanno interessato il tetto, le mura esterne e i mosaici all’interno, ha riferito di recente AP.

Il progetto ha anche portato alla scoperta di un mosaico con un angelo.

Il luogo è un’importante attrazione turistica, e attira tra 1 e 2 milioni di visitatori all’anno.

La Chiesa della Natività è situata a Betlemme, a circa 10 chilometri a sud di Gerusalemme. È nella West Bank occupata dagli israeliani, una circostanza che sembra aver ostacolato gli sforzi di restauro della struttura in passato.

Nonostante il recente deterioramento, la chiesa ha visto secoli di conflitti ed è stata salvata dalla distruzione. Durante l’invasione dei persiani nel 614, è stata preservata per via di un mosaico dei magi che li rappresentava in abiti persiani, secondo lo Smithsonian.

Il tempio è anche sopravvissuto alle crociate e a cinque secoli di dominio dei turchi ottomani. Attualmente è gestita dai cattolici e da vari gruppi ortodossi in base a un accordo noto come Status Quo dei Luoghi Santi, stabilito dal Trattato di Berlino del 1878.

L’interno della chiesa è pieno di mosaici di santi, angeli e concili. Delle botole sul terreno della struttura attuale permettono ai visitatori di ammirare i mosaici della chiesa originale costuita all’epoca di Costantino. In base alla descrizione di un sito turistico, i pilastri interni riportano anche immagini di santi dell’epoca delle crociate.

Secondo le ultime notizie, il restauro dovrebbe concludersi alla fine del 2019. Molto è già stato fatto, e la chiesa “è diventata bellissima”, ha confessato ad AP Ziad al-Bandak, alla guida di un compitato che supervisiona i lavori. “Ogni cristiano al mondo vorrebbe vederla”.

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