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La santa che recuperò la vista fisica quando venne battezzata

SAINT ODILE
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Odilia e Lucia condividono la festa e il fatto di essere sante patrone dei non vedenti

In quel giorno, i sordi udranno le parole del libro
e, liberati dall’oscurità e dalle tenebre,
gli occhi dei ciechi vedranno;
gli umili avranno abbondanza di gioia nel Signore
e i più poveri tra gli uomini esulteranno nel Santo d’Israele.
Isaia 29, 18-19

Riflettendo sulla luce del Signore che illumina i cuori oscurati, lo scrittore quacchero Isaac Pennington scrisse: “Ma di che natura è questa luce che splende nell’uomo nel suo stato di oscurità? È di natura vivente; è luce che fluisce dalla vita; è luce che ha vita in sé; è la vita di nostro Signore Gesù Cristo, del Verbo eterno, che è la luce degli uomini”.

Pennington riconosceva che solo la Luce del Mondo può spazzar via l’oscurità del peccato e della morte, che cerca di coprire la Terra con la sua “spessa coltre”. Alla fin fine, Pennington richiama la fede e la speranza dei grandi profeti – come Isaia –, che capirono che solo la venuta del Messia avrebbe portato la luce dove una volta c’era l’oscurità e avrebbe aperto ciò che era chiuso. Le meraviglie e i segni di Gesù di cui leggiamo nel Vangelo sono una conferma del fatto che è Colui di cui parlavano i profeti.

Il dono della vista spirituale, non oscurata da peccato, disperazione e dubbio, è davvero una grazia e permette al cristiano di guardare il mondo con gli occhi della fede. È la grazia che ci permette di riconoscere i modi in cui Cristo viene nel nostro mondo oscuro quando incontriamo la Parola di Dio nella Scrittura, nell’Eucaristia, quando ci riuniamo in preghiera, e nei poveri, nei malati e negli affamati.

Anni fa ho avuto il piacere di trascorrere una settimana in una cittadina vicino a Strasburgo, in Francia. In quei giorni a Molsheim ho avuto l’opportunità di visitare il santuario della santa patrona dell’Alsazia, Sant’Odilia. Il suo santuario, situato in un antico monastero in cima a un monte, è luogo di pellegrinaggio da secoli ed è stato visitato da re e imperatori, incluso Carlo Magno, nonché da Papi e santi. San Giovanni Paolo II vi si è recato nel 1988.

Sant’Odilia conosceva il vero valore del dono della vista – sia di quella fisica che di quella spirituale.

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