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Notizie dal mondo: mercoledì 12 dicembre 2018

STRASBOURG ASSAULT

ABDESSLAM MIRDASS / AFP

Paul De Maeyer - pubblicato il 13/12/18 - aggiornato il 14/12/18

  1. Strasburgo: caccia all’attentatore

Un nuovo attentato ha scosso martedì 11 dicembre la Francia. Verso le ore 20, un uomo con passaporto francese ma di origini nordafricane, identificato dalla polizia come Chérif Chekatt, 29 anni, ha iniziato a sparare sui passanti al mercatino natalizio di Strasburgo, nell’Alsazia, per poi spostarsi e «seminare il terrore in tre punti della città», così ha dichiarato il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, citato da Le Figaro. L’attentatore era già noto alle forze dell’ordine: era inserito nella banca dati «fiche S», che contiene i nomi di tutte le persone sospettate di rappresentare una minaccia per la sicurezza pubblica o che si stanno radicalizzando. Già condannato una ventina di volte, anche in Germania e Svizzera, per aggressioni e rapine, proprio martedì mattina Chekatt doveva essere interrogato nell’ambito di un’inchiesta su una rapina con tentativo di omicidio. L’attentatore è tuttora in fuga.

L’attentato, che ha provocato almeno tre vittime e tredici feriti, di cui otto in maniera grave, è l’ultimo in una ormai lunga serie di attacchi terroristici, che nel corso degli ultimi anni hanno insanguinato l’Europa, in particolare la Francia. Il 13 novembre 2015 una serie di attentati coordinati ha causato a Parigi 130 vittime, di cui 90 nella sala concerti Bataclan. Il 14 luglio 2016 – il giorno della festa nazionale francese –, un camion lanciato dal franco-tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhlel sulla folla che sul lungomare di Nizza assisteva ai fuochi d’artificio, ha ucciso 86 persone, tra cui molti bambini. Con lo stesso metodo, un altro tunisino, Anis Amri, ha provocato il 19 dicembre del 2016 la morte di 12 persone, che a Berlino, in Germania, frequentavano un mercatino natalizio. Pesante anche il bilancio degli attentati perpetrati il 22 marzo 2016 in Belgio: 31 morti e circa 300 feriti.

  1. La Russia rinnova la sua alleanza commerciale e militare con il Venezuela

«Cosa cerca la Russia con la sua “rinnovata” alleanza economica e militare con il Venezuela?». Questa la domanda che si pone l’edizione in lingua spagnola della BBC, BBC Mundo, in un articolo pubblicato mercoledì 12 dicembre. In occasione della recente visita a Mosca del contestato presidente venezuelano Nicolás Maduro, il governo russo ha annunciato che investirà 6 miliardi di dollari nei settori petrolifero e minerario di Caracas. La Russia ha inoltre inviato lunedì 10 dicembre due bombardieri supersonici Tupolev Tu-160 (o «Blackjack» in codice NATO) per partecipare a «voli operativi combinati Russia-Venezuela», una mossa che ha provocato forti proteste da parte statunitense.

Come spiega BBC Mundo, oltre al gesto nei confronti del regime di Maduro, in cerca di fondi, i rapporti con Caracas sono «vitali» per la Russia di Vladimir Putin, colpita da sanzioni in seguito all’annessione illegale della Crimea nel 2014. «Ciò che il Cremlino vuole dare è l’immagine di una Russia che non è isolata, quando in realtà lo è», così sostiene l’ex ambasciatore statunitense in Ucraina, Steven Pifer. «E’ molto importante dimostrare al pubblico nazionale che, nonostante le sanzioni, la Russia svolge il suo ruolo di superpotenza e ha Paesi amici. Vale la pena pagare per questo», dichiara a sua volta il responsabile dell’edizione russa dell’emittente britannica. Nel frattempo la crisi economica e l’iperinflazione continuano a colpire la popolazione del Paese sudamericano. Secondo la ricerca ENCOVI («Encuesta sobre Condiciones de Vida Venezuela 2017»), citata da El País, ben l’87% dei venezuelani viveva l’anno scorso al di sotto della soglia di povertà, di cui il 61% in condizioni di carestia «estrema».

  1. Spagna: continua il declino demografico

La Spagna è uno dei Paesi più longevi del globo. Mentre gli uomini hanno una speranza di vita alla nascita di 80 anni, tra le donne essa ha raggiunto persino quota 85 anni, così ricorda El Mundo. Ma ciò nonostante, la situazione demografica desta preoccupazione. Mai dal 1941 sono stati registrati un numero così basso di nascite e un numero così elevato di decessi come in quest’anno, continua il quotidiano madrileno, che presenta i dati relativi al primo semestre 2018, pubblicati martedì 11 dicembre dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE).

Secondo i dati (ancora provvisori), nei primi sei mesi di quest’anno hanno visto la luce solo 179.794 bambini, mentre 226.384 persone hanno perso la vita. Si tratta del record negativo per la differenza tra nuovi nati e morti: − 46.590 persone, cioè il saldo naturale negativo più netto dal 1941. A rallentare questa crisi sono le nascite registrate nelle famiglie con sfondo migratorio: il numero di nascite da madri straniere residenti in Spagna rappresenta oggi il 20% del totale, cioè quasi due punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Nel 2000, prima del boom migratorio, la percentuale era appena il 6,2%, ricorda El Mundo.

Le regioni più colpite dal calo delle nascite sono La Rioja (–13,7%), l’Estremadura (–10,3%) e la Cantabria (–7,8%), così spiega a sua volta El País, il quale aggiunge che il tasso di fertilità è ben lontano dal tasso di ricambio generazionale (2,1 figli per donna): si aggira attualmente attorno a 1,3 figli per donna.

  1. Africa: anche il Ghana userà droni per consegnare farmaci e sangue

Il Ghana seguirà l’esempio del Ruanda e userà droni per la consegna di farmaci e materiale ematico. Come scrive il sito Deutsche Welle, il Parlamento del Paese africano ha dato il suo OK ad un accordo con la società californiana Zipline. «Tutti, ovunque dovrebbero avere cure di qualità e i ghanesi stanno per usare droni per consegnare farmaci e servizi», afferma il direttore generale di Ghana Health Service, Nsiah Asare. «Crediamo che sia il modo più efficiente, efficace ed economico per fare consegne nelle aree più remote e meno servite del Paese», ha aggiunto. Il servizio potrebbe diventare operativo già nel primo trimestre del 2019.

Sul suo sito Internet, la start-up californiana spiega alcuni aspetti e vantaggi dei suoi servizi, capaci di raggiungere le persone in difficoltà, «indipendentemente dal luogo in cui vivono». «Più di due miliardi di persone non hanno un accesso adeguato a prodotti medici essenziali, come sangue e vaccini, a causa di terreni impervi e lacune infrastrutturali», ricorda l’azienda. I droni di Zipline riescono ad effettuare consegne ovunque in un raggio di 80 chilometri, anche «sorvolando montagne alte» e in condizioni meteorologiche avverse, come vento forte e pioggia battente. Per questo motivo, la ditta non usa droni quadricotteri ma a forma di aeroplani.

  1. Infanzia: l’uso dello schermo ha un impatto sullo sviluppo del cervello

Numerosi genitori si saranno già chiesti se il tempo trascorso dalla loro prole sui dispositivi mobili o anche giocando ai videogames abbia un impatto sul loro sviluppo. La risposta è «sì», anzi modifica addirittura il cervello se l’uso è prolungato. A rivelarlo è la più ampia ricerca mai condotta sullo sviluppo cerebrale degli adolescenti, l’«Adolescent Brain Cognitive Development Study» (abbreviato ABCD). Come spiega il sito spagnolo Tendencias 21, per la ricerca lanciata dal governo statunitense attraverso i National Institutes of Health gli scienziati hanno intervistato in una prima fase 4.500 bambini della fascia 9-10 anni e li hanno sottoposti anche ad una scannerizzazione del cervello. L’intero progetto seguirà 11.000 bambini per un periodo di dieci anni.

I primi risultati sono intriganti, così ha dichiarato Gaya Dowling, dei NHI, al programma 60 Minutes di CBS. La ricerca ha evidenziato «differenze significative» nel cervello di alcuni bambini piccoli che usano dispositivi mobili per oltre sette ore al giorno: un assottigliamento prematuro della corteccia cerebrale, ovvero lo strato più esterno del cervello e responsabile dell’elaborazione delle informazioni sensoriali. L’assottigliarsi della corteccia, che è associato a processi degenerativi come il morbo di Alzheimer e anche a disturbi come la depressione, fa parte del processo di invecchiamento. «Non sappiamo ancora se è una brutta cosa», ha detto la Dowling.

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