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Sono rimasti casti per 1175 giorni e hanno capito come si fa l’amore

COPPIA; SORRISO; FELICI
Shutterstock
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Vogliono che diventiamo esperti di ogni posizione del Kamasutra, e ci tagliano fuori dal mondo: chiusi in gabbia in un letto in cui si è liberi di fare tutto, tranne che essere persone felici.

Si fa sesso, si lascia fare all’instinto, per non mettere al centro l’impegno di amare davvero.

RANDKI, KIEDY DAĆ DRUGĄ SZANSĘ
Pablo Merchán Montes/Unsplash | CC0

Justin e Joy hanno vissuto per quattro anni una storia di apparente amore e molto sesso, ma emotivamente continuavano a essere in crisi. La svolta è partita da Joy che ha approfondito il suo rapporto con Dio e ha proposto al fidanzato la via della castità. Erano partiti con un voto di 40 giorni, sono rimasti casti fino al matrimonio, cioé per 1175 giorni. E ora raccontano agli altri il frutto di questa strada fatta insieme:

Vi sorprenderebbe vedere quanto può diventare forte l’amore sostituendo la gratificazione sessuale con un appagamento emotivo e spirituale. (Ibid)

Amarsi di fianco

C’è sempre una paroletta infida che salta fuori quando il tema è la castità e l’astinenza: rinuncia. E non è una brutta parola, ma viene fraintesa e trattata da brutta parola.

Leggi anche: Il profumo inebriante della castità: Anna Kolesarova è beata

Ricordo quel giorno, al liceo, in cui nell’ora di religione si affrontò il tema della sessualità; eravamo in pochi in classe a fare un’esperienza cristiana autentica e ci venne chiesto conto della nostra “assurda” scelta di non avere rapporti prematrimoniali. Ero timidissima all’epoca e anziché usare parole mie proposi un testo del cantante Daniele Silvestri. A distanza di molti anni confermo che ripeterei la scelta, perché la canzone Insieme descrive un’immagine molto chiara da visualizzare:

Insieme guardiamo lo stesso orizzonte

insieme magari, ma stando di fronte

così ci impalliamo e si rompe l’incanto

sarebbe importante amarsi di fianco.

Avere il coraggio di lasciarsi la mano

che tanto con l’altra ci rassicuriamo

così se da un lato abbracciamo la vita

dall’altro stringiamo le dita.

COUPLE
Public Domain

 

Il sesso impalla la vista. Vissuto con la superficialità bulimica che va per la maggiore è come stare di fronte alle cascate del Niagara in un giorno di nebbia fittissima, si perde il vero spettacolo. La rinuncia dunque non è una perdita in senso negativo, è il guadagno di chi fa due passi indietro per gustarsi un quadro anziché scervellarsi da vicino su quelle che sembrano solo macchie.

Guardarsi l’un l’altro da troppo vicino è perdere di vista tutto: se stessi e il panorama. Rinuncia è proprio il gesto di chi si lascia una mano per abbracciare di più, perché l’amore di una coppia non è fatto solo del corpo dell’uno e dell’altro.

Ci vogliono esperti di ogni posizione del Kamasutra, ma ci tagliano fuori dal mondo: chiusi in gabbia in un letto in cui si è liberi di fare tutto, tranne che essere persone felici.

Leggi anche: Nel sesso si esprime tutta la persona: ma noi ne conosciamo il linguaggio?

Come lanciando una bomba atomica sulla tranquilla vita di eccessi della società edonistica, Chesterton disse: “Castità non significa astinenza dall’errore sessuale; significa qualcosa di infiammato, come Giovanna D’Arco”. E qui torniamo all’intuzione iniziale di Pasolini: la debolezza è lo spettro celato dietro tutte le libertà sfrenate che ci vengono concesse e servite su vassoi d’argento. Perché cuori infiammati come la Pulzella d’Orleans amano le battaglie in campo aperto, non ci stanno rinchiusi negli allevamenti intensivi di pecore mansuete.

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