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Il mistero del Santo Natale secondo Rembrandt: perché Dio nasce come uomo?

HOLY FAMILY
Public Domain
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Possiamo leggere il mistero indecifrabile dell’amore di Dio per la sua creatura prediletta nelle opere del genio olandese. Guardate l’angelo che guarda il volto del Padre. Non vi sembra un neonato? E il figliol prodigo invece, come mai ha anche lui la testa rasata?

C’è però un altro quadro di Rembrandt, conservato anch’esso al museo dell’Ermitage: Il ritorno del figlio prodigo. Qui è rappresentato un figlio con il capo rasato, con il volto rivolto verso il seno del padre. Le due opere sono state dipinte a più di 25 anni di distanza, quindi non si può essere sicuri che l’intenzione dell’autore fosse di creare un legame fra le due. Certo che la somiglianza colpisce e non è raro che un dipinto contenga una “citazione” di un’altra opera, come la mano di Adamo della creazione di Michelangelo ripresa da Caravaggio nella chiamata di Matteo da parte di Gesù.

PRODIGAL SON
Domaine Public

È bello tuttavia pensare che nel primo quadro Rembrandt ha rappresentato l’angelo rivolto al Padre per significare che Gesù è il Figlio amato che trova la sua identità nel contemplare sempre il volto del Padre; e che nel secondo quadro rappresenta il padre diventato cieco perché ha consumato la vista a forza di scrutare l’orizzonte nell’attesa dell’uomo che ha negato il suo essere figlio per poter essere libero. Ecco allora come Rembrandt ci suggerisce di cogliere il significato del mistero che ci prepariamo a celebrare: il Figlio diletto nasce come uomo per far rinascere l’uomo come figlio diletto nel seno del Padre… come in cielo così in terra!

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