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Da Planned Parenthood alla Marcia per la Vita: il caso di Abby Johnson

PROLIFE

American Life League-(CC BY-NC 2.0)

Jaime Septién - pubblicato il 11/12/18

Ex direttrice di una clinica abortista, sarà una delle voci più forti contro l'aborto a Washington

L’edizione del 2019 della Marcia per la Vita (March for Life), che si celebrerà il 18 gennaio al National Mall di Washington, avrà un’oratrice potente: Abby Johnson.

Perché “potente”? Per il valore della sua testimonianza. Tempo fa, la Johnson è stata direttrice di una clinica di Planned Parenthood. Nel 2008 è stata anche nominata “impiegata dell’anno” di questa impresa leader nel settore dell’aborto.




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In seguito ha fondato And Then There Were None (E Poi Non C’era Nessuno, ATTWN, dalle iniziali in inglese), un’organizzazione che aiuta quanti lavorano nelle cliniche abortive ad abbandonare questa “industria” o chi ha già lasciato il lavoro nel settore.

Jeanne Mancini, presidente della Marcia per la Vita, ha affermato che gli eventi di quest’anno si concentreranno sulle scoperte scientifiche che hanno portato a una nuova comprensione della vita nell’utero materno.


PLANNED PARENTHOOD,PRO LIFE

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“La scienza e la tecnologia sono dalla parte della vita in generale perché mostrano l’umanità del bambino fin da un’età molto precoce”, ha detto la Mancini al Catholic News Service dopo la riunione informativa.

“Ora possiamo ascoltare e vedere i battiti del cuore di un bambino a sei settimane. Ci sono delle analisi del sangue per conoscere il sesso di un bambino a sette settimane. Negli ultimi anni ci sono stati grandi cambiamenti”, ha dichiarato.

Gli eventi annuali della Marcia per la Vita ricordano la decisione della Corte Suprema del 1973 nel caso Roe v. Wade e nel caso complementare, Doe v. Bolton, che ha legalizzato l’aborto nel Paese.




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Notizie positive (nei limiti del possibile)

La Marcia del 2019 si svolge tra le notizie incoraggianti per il movimento pro-vita in base alle quali gli aborti in generale, come il tasso di aborto negli Stati Uniti, continuano a diminuire, secondo dati raccolti dai Centri federali per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC).

I CDC hanno stabilito che il tasso degli aborti nel 2015, l’ultimo anno per il quale si dispone di statistiche, è di 11,8 aborti ogni 1.000 donne tra i 15 e i 44 anni. Il tasso è diminuito molto negli ultimi nove anni, dal 15,9 del 2006. Il tasso del 15,6 si è mantenuto stabile nel 2008.

Anche il numero totale degli aborti ha continuato a diminuire. Nel 2015 sono stati 638.169, circa un quarto in meno rispetto ai 852.385 del 2006 e il 2% in meno rispetto ai 652.639 del 2014.

Il numero di aborti legali negli Stati Uniti ha raggiunto il massimo negli anni Ottanta, prima di intraprendere un lento ma costante declino, interrotto solo dal leggero aumento o dal mantenimento delle cifre alla fine del primo decennio del nuovo millennio.

Un’altra notizia positiva è senz’altro il fatto che persone come Abby Johnson siano tra gli oratori principali della Marcia per la Vita.

La Johnson sa molto bene cosa sia una clinica abortiva, e si è messa nei panni di quanti se ne vogliono allontanare per diventare persone che sostengono la vita.

In una lettera che ha indirizzato a queste persone dice che “nessun può crescere volendo lavorare in una clinica abortiva”, e nella prossima Marcia per la Vita lo dirà chiaramente alle migliaia di partecipanti che arrivano a Washington ogni 18 gennaio da ormai quarant’anni.

Tags:
abortomarcia per la vitaplanned parenthood
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