Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Global Warming e non solo: e se fosse davvero “colpa di Satana”?

© nikkytok / Shutterstock
Condividi

Fa discutere l'affermazione di Cristiano Ceresani per cui una parte di responsabilità per le devastazioni senza precedenti che l'ecosistema soffre andrebbe a Satana. Qualcuno vi ha inteso un tentativo di deresponsabilizzare l'uomo, ma proponendo alla fede l'esistenza e l'azione di satana la dottrina cristiana lumeggia le contraddizioni della coscienza umana, non la solleva dai propri oneri. E proprio in quanto tali, i cristiani hanno degli oneri particolari nei confronti nel mondo – specie negli “ultimi tempi”.

Ha destato polemiche l’affermazione di Cristiano Ceresani, il quale ieri presentando il proprio libro a Uno Mattina ha affermato che «il riscaldamento globale è colpa di Satana». A onor del vero, questo lo hanno riportato i giornali per acchiappare clic: Ceresani invece è stato molto chiaro nel precisare:

Ovviamente è colpa dell’uomo: della sua incuria, della sua avarizia, della sua ingordigia. Se abbiamo calpestato questo pianeta – che è l’unico che abbiamo e che non possiamo sostituire – è colpa dell’uomo: ma nell’uomo, ma nella storia umana, agiscono forze trascendenti. Nel cuore dell’uomo agisce la tentazione. Io nel libro cerco di spiegare come il fatto che Satana, negli ultimi tempi che precedono la parusia sarà scagliato sulla terra con grande furore sapendo che gli resta poco tempo proprio per prendere di mira il creato e la creazione… è un dato teologico. Dinanzi a questo dato teologico io faccio delle domande. Dico: perché ci viene rivelato questo? Perché – andando a leggere le Scritture – questo tema dello sconvolgimento finale viene evocato? Lo paragono a quel che accade oggi: quel che accade oggi è qualcosa di del tutto inedito nella storia dell’umanità, e gli scenari che abbiamo – che ci hanno raccontato prima – sono molto pericolosi per la sopravvivenza del genere umano.

Penso di non essere stato l’unico ad aver scoperto ieri l’esistenza e il nome di Cristiano Ceresani, che ho appreso essere attuale capo-gabinetto del ministero per la Famiglia e la disabilità, mentre durante il governo Renzi lo stesso aveva lavorato come capo dell’ufficio legislativo della sottosegretaria Maria Elena Boschi: un profilo professionale evidentemente spiccato, più tecnico che politico, e una formazione schiettamente giuridica. Eppure quanta accuratezza ho riscontrato nella metodologia e nella terminologia teologiche adoperate. Difficile che quanti lo irridono – a cominciare dall’ateissimo @dio di Twitter – le padroneggino in misura competente…

Ceresani non ha sparato slogan da acchiappafantasmi, quali ogni giorno ne sfornano quanti vellicano nella gente la paura e la voglia di vedere satana all’opera – che poi sono due fra i primi sintomi della sua sottile azione. Ceresani ha richiamato alcuni dati esperienziali confortati dalla rivelazione giudaico-cristiana: il primo è che nell’uomo e nella storia agiscono forze che trascendono il singolo individuo.

La tentazione nella coscienza individuale e in società

Negare questo implicherebbe disconoscere l’influsso di realtà pervasive come la propaganda politica e la pubblicità commerciale, che sono alcuni tra i più aggressivi elementi che cercano di esercitare una “moral suasion” sugli uomini. Se non si vuole arrivare a tanto bisognerà riconoscere che il pregiudizio verte sul solo punto che né la pubblicità né la propaganda sono agenti preternaturali (gli scientisti dicono “soprannaturali” tout court perché sono ignoranti), mentre di satana si pretende che lo sia. I nipotini di Comte si ritrovano però nel medesimo cul de sac del loro celebre patriarca, ossia non hanno modo di spiegare come mai la coscienza umana – insorgenza unica in tutto il regno animale – si dibatta perennemente tra una sincera aspirazione al bene e una tenace inclinazione al male. A questa esperienza risponde la rivelazione divina che propone a credere «un infelicissimo mistero di cui sappiamo ben poco», quello di «un essere personale perverso e pervertitore», in cui per la prima volta il delicato ingranaggio della libertà è imploso in sé stesso e ha trasformato la persona cui apparteneva in uno schiavo illuso di regnare su qualcosa, un impotente rabbioso il cui intento è persuadere quante più creature possibile di essere il vero martire del creato, una sorta di Spartaco cosmico destinato a vincere.

Invece – qui sta il nodo geniale tra storia e dogma, che solo la teologia cristiana custodisce in simile modo – il “prodigioso duello” (cf. Victimæ paschali laudes) in cui Dio ha affrontato e sconfitto Satana ha posto in atto nel tempo il giudizio escatologico di Dio, guardando al quale la stessa creazione era stata posta in essere: questo ha comportato una rivoluzione copernicana nella filosofia della storia (sia greca sia giudaica), dal momento che il fatto fondamentale della vicenda umana – quello per cui tutte le cose possono stare o cadere – non era più di là da venire ma era già a disposizione di quanti volessero appoggiarvisi. In una sola parola, questo ha inaugurato gli “ultimi tempi”. Ben lungi da questa semplice chiarezza si muovono quanti di giorno in giorno strillano che “questi sono i tempi ultimi”, come se quelli di ieri non fossero tali. Tutta la storia dopo Cristo è “tempo ultimo”, perché il Giudizio di Dio è già avvenuto.

Il “prodigioso duello” avviene sempre fra due misteri

Ne abbiamo parlato per altri versi pochi giorni fa, ma ricapitoliamo qui: il “prodigioso duello” – che si è compiuto essenzialmente nella persona di Gesù Cristo, «irradiazione della gloria di Dio e impronta della sua sostanza» (Eb 1, 3) – è consistito in realtà nella massima, semplicissima e assolutamente inerme offerta d’amore da parte di Dio. Questo è il mistero di Cristo, il Mistero con la m maiuscola di cui parla l’autore paolino (Col 1, 26-27. 2, 2-3), quello che era rimasto nascosto fin dalla fondazione del mondo: che malgrado le innumerevoli contraddizioni della condizione umana nel mondo Dio è buono, ci ama, ci perdona e ci vuole salvi e santi, con Sé per sempre – al punto da consegnarsi nelle nostre mani a qualunque costo.

Quest’offerta di amore sfacciato e spudorato – il mysterium pietatis (1Tim 3, 16) – ha urtato e provocato a fatale reazione – come l’acqua ossigenata su una ferita – il mysterium iniquitatis (2Tes 2, 7) che era già in atto. Etimologicamente invidioso, cioè accecato dalla propria rabbia, il diavolo non poteva vedere, non poteva credere: la sua reazione – l’attacco frontale a chi sapeva benissimo essere il Figlio di Dio – è stata la più stupida e sconsiderata di quelle possibili. Il dio collerico che pensava di scatenare finalmente contro la creazione non è stato scatenato (perché non esisteva – non esiste): il Leone di Giuda si è fatto immolare come un Agnello, e a nulla è valso a Satana conoscere a menadito le Scritture (i profeti parlano sotto azione dello Spirito, ma senza lo Spirito è impossibile capire cosa dicono). Satana pensava quindi di scoperchiare per gli uomini il vaso di Pandora… e invece ha fatto aprire lo scrigno dei tesori della misericordia. Ecco quando e come, per il mondo e per il diavolo, sono cominciati i “tempi ultimi”. La Croce ha completato l’abbattimento del Prevaricatore – cominciato nelle regioni celesti (Ap 12, 8) e proseguito con l’annuncio del Regno da parte di Gesù (Lc 10, 18) – e ha fatto sì che cominciasse a vagare rabbiosamente nel mondo, «sapendo che non gli resta più molto tempo».

Pagine: 1 2 3

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni