Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Il “Museo della Tortura” e l’Inquisizione: sconfessando un post pieno di bugie

Por VladKol/Shutterstock
Condividi

Di recente è diventato virale un post su presunti strumenti di tortura che sarebbero stati usati dall'Inquisizione. Ecco la verità

Di recente è diventato virale un post su presunti strumenti di tortura che sarebbero stati usati dall’Inquisizione. Una pagina di Facebook ha presentato 25 immagini di scene del Museo della Tortura, in California, e ha affermato che quelle immagini orrende sarebbero una dimostrazione dei tipi di tortura applicati dall’Inquisizione.

È una bugia, e lo proveremo in questa sede.

La prima prova di fake news è nella foto qui sotto, che mostra un pupazzo con la lingua perforata da un chiodo. Notate che il cartello che descrive la scena dice in inglese: “La lingua inchiodata era la punizione per il fatto di diffondere pettegolezzi, calunnie o scherzi sui governanti ufficiali”.

Solo uno sciocco può pensare che l’Inquisizione indagasse sui pettegoli e su chi faceva scherzi! L’Inquisizione non si è mai occupata di cose simili, visto che combatteva le eresie. Il crimine descritto nel cartello della foto qui sopra è ovviamente una questione di interesse meramente secolare, senza nulla a che vedere con la religione.

La seconda prova di fake news è la foto sottostante. Questo strumento, chiamato “vergine di ferro”, non solo non è mai stato usato dall’Inquisizione, ma nel Medioevo non esisteva nemmeno!

La “vergine di ferro” è un’invenzione moderna. Vari musei del mondo hanno già riconosciuto che le vergini di ferro che possiedono sono in realtà pezzi fraudolenti realizzati da impostori dal XIX secolo in poi (leggete l’articolo del San Diego Museum of Man, della California).

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni