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Sarah Drew: essere mamma non è avere il controllo, è il più grande salto di fede

SARAH DREW
Shutterstock
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La star di Grey's Anatomy, che ha portato un tocco di cristianesimo nella serie, ricorda la nascita prematura della figlia Hannah e la bellezza tremante di affidarsi.

Tutti la conoscono come April Kepner, personaggio che, dopo dieci anni di onorato servizio, ha dato l’addio alla serie Grey’s Anatomy. I fan hanno protestato a gran voce e i produttori della serie si sono resi conto del motivo; la sceneggiatrice Shonda Rhymes ha dichiarato:

La comunità cristiana è molto poco rappresentata. Dovremmo tutti lamentarci della perdita di una figura che ha portato al programma un profilo diverso e con uno scopo. (da Relevant Magazine)

Sarah Drew è figlia di un sacerdote presbiteriano, donna di fede cristiana anche lei; è stata scelta per rappresentare una giovane dottoressa con la sua stessa visione religiosa in una cornice piuttosto atea come quella di Grey’s Anatomy.

GREY'S ANATOMY
Flickr

Al pari delle minoranze afroamericane, dell’inchino al mondo LGBTQ, anche lei è stata presa per catturare una fetta di pubblico: Miranda Bayley è di colore, Arizona Robbins è lesbica e April Kepner è cristiana. Lascia perplessi, ma è così. Con un nota bene: spesso e volentieri il personaggio cristiano o è stupido e da denigrare, o è bigotto e cattivo. Sarah è riuscita nell’impresa di scalfire – leggerissimamente – il copione che va per la maggiore.

La casta nella casta

Quando è comparsa all’interno della serie che già faceva milioni di ascolti, la dottoressa April Kepner sembrava la solita scemotta cristiana che vuole rimanere casta fino al matrimonio; era impacciata e timida. Derisa dagli spettatori, ha saputo prendersi la scena crescendo in profondità ed intensità. Dietro le quinte, l’attrice Sarah Drew ha spiegato che le è stato chiesto di portare sullo schermo la sua vera esperienza di cristiana praticante e di intervenire sul copione quando le scene scritte per il suo personaggio potevano tradire la verità di un’autentica esperienza religiosa.

Il pubblico si è legato a lei proprio per la crescita che April Kepner ha testimoniato, quella di chi parla apertamente della fede, viene un po’ bistrattato per questo, ma sul lungo percorso cambia lo sguardo di chi incontra. April ha questo di realmente comune con il cristiano in carne e ossa: sbaglia spesso, tradisce i comandamenti, ha dubbi di fede, ma ne fa il riferimento incrollabile a cui ritornare. Lascia un fidanzato sull’altare, per dirne una.

Da spettatrice ho apprezzato moltissimo la scelta di portare agli spettatori un messaggio forte contro la propaganda pro aborto che la fa da padrone sugli schermi: mi riferisco al momento in cui April decide di partorire un figlio che vivrà per pochi istanti, lo  battezza, lo abbraccia e lo lascia tornare al Padre. Al suo fianco un compagno ateo che propendeva per l’aborto, ma vive in pienezza lacerata la gioia di una presenza così piccola.

L’episodio è stato a detta di tutti un capolavoro, forse perché anche l’intoccabile casta della profanissima Hollywood in fondo sa bene cosa tocca il cuore dell’uomo, e sa che accoglienza e amore incondizionato sono la vita vissuta di molta più gente di quella che grida “my body, my choice”. Per la faccia da copertina vale l’ideologia, ma la logica degli ascolti deve tenere conto di cosa davvero interessa alla gente.

Così Sarah Drew è un po’ una mosca bianca nel mondo luccicante del cinema e della TV, ma non poi così bianca; lei stessa infatti documenta la presenza dell’esperienza cristiana, ben più pervasiva di quel che si direbbe, a Hollywood:

Ho incontrato cristiani ovunque sia stata, su ogni set: sia nei cast che nelle squadre di lavoro. Ho incontrato produttori che sono cristiani e producono spettacoli laici; davvero c’è tanta Verità e bellezza che può essere scovata in ogni varietà di film che c’è. (da Patheos)

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