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Che consigli darebbe Bergoglio ai genitori di chi sceglie la vita consacrata?

©M.MIGLIORATO/CPP/CIRIC
12 mars 2016 : Le pape François, parlant avec de jeunes prêtres lors de la troisième audience jubilaire. Vatican, Rome, Italie.

March 12, 2016: Pope Francis is talking to young priests during the Jubilee of Mercy celebrations in St. Peter's Square, at the Vatican.
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Papa Francesco suggerisce sopratutto una cosa: fiutare la serietà e la maturità nel momento in cui vostro figlio dovesse esprimere questo desiderio

Tuo figlio decide di entrare in seminario o in una una congregazione religiosa? Tua figlia annuncia di voler vivere in un convento di clausura?

Un genitore come deve comportarsi di fronte a notizie del genere? Papa Francesco in “La forza della vocazione” (Dehoniane) dà alcuni suggerimenti utili.

«La mia esperienza e quella che vedo in altri – premette Bergoglio nella conversazione con Fernando Prado, autore del volume – mi convincono che, se fossi genitore, conoscerei bene mio figlio. O almeno, cercherei di farlo. I genitori sanno se quello che sta vivendo loro figlio è una realtà o meno. Un padre o una madre lo sanno “col fiuto”, con naturalezza. E si rendono conto se quello del figlio è solo un entusiasmo passeggero. Credo che la cosa normale in alcuni genitori, se capiscono che il loro figlio non è una “testa matta”, sia quella di accompagnarlo lentamente nel cammino e cercare anche che sia ben consigliato».

I due figli

Poi il Papa fa un esempio. «Conosco il caso a me vicino di un uomo che lavorava qui, nel refettorio della casa. Anche sua moglie lavorava qui. Una donna molto buona, che è morta di cancro due anni fa. Avevano due figli, di rispettivamente 22 e 21 anni. Quello di 22 è cuoco e, inoltre, è promettente. È bravo, lavoratore, responsabile… Ha iniziato ad avvicinarsi alla sua parrocchia e a impegnarsi nelle opere e, poi, nella catechesi».

Qualche tempo il giovane disse al padre che voleva entrare nel seminario della diocesi. «Il padre è felice. Gli ho detto: “Questo viene da tua moglie in cielo”. “Sì – mi risponde – ma sono contento perché lui sa quello che fa“. L’altro è fidanzato, deve ancora sposarsi».

Serietà e impegno

Il padre, prosegue Papa Francesco, «qui ha percepito che il ragazzo riuscirà, perché prende le cose sul serio. Un ragazzo che a 22 anni ha una professione con un futuro, che si mantiene umile, che ha iniziato a lavorare e a impegnarsi nella parrocchia, ad assistere i poveri, poi dei ragazzi, ecc., insomma non c’è dubbio che è un ragazzo normale e concentrato, in continuità con quello che sta vivendo in questi ultimi anni».

Il “fiuto” di mamma e papà

I genitori devono essere bravi ad “annusare” l’esistenza o meno di una vocazione. «Il “fiuto” – evidenzia Bergoglio – fa ritenere al padre che tutto questo viene affrontato bene. Se il figlio sente che Gesù lo chiama, i genitori non esitano ad accompagnarlo. Se un padre o una madre, viceversa, vedono che il figlio è una “testa matta” e un giorno viene da loro dicendo di voler essere sacerdote, mentre la settimana prima diceva che sarebbe stato pilota automobilistico o quello che sia, dovranno accompagnarlo più da vicino».

«I genitori conoscono i loro figli, e sanno se essere contenti o preoccuparsi quando un figlio vuole intraprendere un’opzione di questo tipo».

L’ “annuncio” del giovane Bergoglio

Papa Francesco racconta quello che accadde a casa sua quando annunciò di voler intraprendere la vita religiosa.

«Quando dissi in casa di voler entrare in seminario, mio padre e mia nonna lo accolsero molto bene, immediatamente, e mi accompagnarono da subito. Mia madre, al principio, no. Era come arrabbiata. Al principio pose resistenze. Non ci vedeva chiaro. “Che finisca l’università”. Evidentemente non mi vedeva maturo. Era una cosa che intuiva, ma al principio era anche sospettosa. Poi, invece, mi ha accompagnato tutta la vita. Mio padre, invece, lo accettò subito».

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