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Perché dovreste prendervi un “souvenir” dalla preghiera e come farlo

HANDS,PRAYER

t-bet | CC BY ND 2.0

Alexander Schimpf - pubblicato il 03/12/18

Se prendiamo lo Spirito Santo come nostro maestro e i Vangeli come libro di testo, abbiamo molte risorse per imparare come pregare

La Parola di Dio è uno dei mezzi normali, ordinari ed efficaci mediante i quali lo Spirito Santo vuole insegnarci a pregare.

Nel Vangelo di Giovanni (6, 5-14), vedendo una grande folla andare da Lui sulle coste del Mare di Galilea, Gesù chiede a Filippo: “Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?” Come nota Giovanni, Cristo lo dice “per metterlo alla prova”, perché “sapeva bene cosa stava per fare”.

Ma qual è questa prova? Cosa cercava Gesù in Filippo? Cosa stava cercando di fargli capire?

La domanda di Cristo ha la chiave. “Dove possiamo comprare il pane?” Un discepolo attento avrebbe notato che una domanda del genere era insolita per Gesù, che in genere non mostra interesse per chi forniva il cibo in Galilea. La domanda dà anche per scontato che comprare cibo sia l’unica soluzione possibile per il problema del momento.

È davvero così? Dopo tutto, stiamo parlando del popolo scelto da Dio, i cui antenati sono stati nutriti con la manna nel deserto da Dio stesso. Alla fin fine, è il Signore che provvede al suo popolo, e quindi c’è un’altra possibile fonte di cibo a disposizione.

Filippo non coglie il punto della domanda o pensa solo alla questione quantitativa, perché risponde notando solamente il costo estremamente elevato di qualsiasi tentativo del genere: “Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo”. Andrea cerca allora di rispondere alla domanda di Cristo notando la presenza di un ragazzo “che ha cinque pani d’orzo e due pesci” – ovvero una possibile fonte di cibo –, ma la sua attenzione rimane comunque fissa sull’insufficienza di qualsiasi soluzione naturale: “ma che cos’è questo per tanta gente?”

Per nostra fortuna, Cristo a questo punto prende in mano la questione. Dopo aver fatto sedere la gente, rende grazie e distribuisce i pani e i pesci. Non solo bastano per i circa 5.000 uomini presenti, che vengono “saziati”, ma c’è una sovrabbondanza di cibo. Alla fine Gesù ordina agli apostoli di raccogliere i pezzi avanzati, “perché nulla vada perduto”. I resti dei cinque pani e dei due pesci riempiono “dodici canestri”. Donandoci il “pane quotidiano”, Dio non ci dà ciò che è meramente sufficiente, ma sempre di più.

Parlando della preghiera, dovremmo ammettere che spesso abbiamo la mentalità che mostrano Filippo e Andrea nella loro conversazione con Cristo.

Almeno privatamente, nel nostro cuore, a volte ci lamentiamo per l’insufficienza della preghiera. Quel po’ di tempo che riusciamo a ritagliare ogni giorno per la preghiera non ci sembra sufficiente di fronte alle grandi sfide della vita. Il fulgore della preghiera si esaurisce fin troppo presto, e torniamo al nostro vecchio stile.

Ma se è Dio che ci nutre spiritualmente, sia nell’Eucaristia che nella nostra preghiera personale, allora possiamo tranquillamente assumere che nella nostra preghiera ci sia più vita di quello che potremmo immaginare.

Forse abbiamo solo bisogno di estendere maggiormente la preghiera al resto della nostra giornata. Il comandamento finale di Cristo di “raccogliere i pezzi avanzati” suggerisce una possibile tecnica per farlo: dovremmo prendere un “souvenir” dalla preghiera, ovvero scegliere almeno un aspetto significativo del nostro momento di preghiera e poi rianalizzarlo durante la giornata.

Un souvenir della preghiera potrebbe essere un versetto della Scrittura o un’immagine che ci ha colpiti, un suggerimento speciale di Dio o anche solo una breve preghiera che esprima davvero ciò che abbiamo nel cuore.

Come scrive San Francesco di Sales, possiamo richiamare queste cose durante la giornata e “inspirarne spiritualmente la fragranza”.

Un sacerdote della mia arcidiocesi usa l’analogia di mettersi in tasca un pezzo di “carne secca spirituale”, per poi tirarla fuori e masticarla varie ore dopo. Qualunque analogia si preferisca, la questione è che non dovremmo permettere che questi elementi positivi della nostra preghiera vengano sprecati, ma usarli nel corso della giornata. “Pregate costantemente” significa anche essere costantemente rafforzati dalla preghiera.

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https://aleteia.org/2018/12/02/heres-why-you-should-take-a-souvenir-from-prayer-and-how-to-do-it/preghiera
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