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Decreto Sicurezza, la Chiesa contro il Governo: ecco perché farà aumentare i migranti irregolari

POPE FRANCIS,MIGRANTS
Antoine Mekary | Aleteia
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Vescovi, gesuiti, Caritas, stampa tutti uniti contestano il provvedimento. E un prete diventa virale su facebook: non faccio il presepe per protesta contro Salvini

Avvenire e le “campane tristi”

Marco Tarquinio, direttore di (Avvenire, 2 dicembre), boccia così il provvedimento del Governo:

«Eccolo, allora, davanti ai nostri occhi il presepe vivente del Natale 2018. Allestito in una fabbrica dell’illegalità costruita a suon di norme e di commi. Campane senza gioia, fatte suonare per persone, e famiglie, alle quali resta per tetto e per letto un misero foglio di carta, che ironicamente e ormai vuotamente le definisce meritevoli di «protezione umanitaria». Ma quelle campane tristi suonano anche per noi».

«P.S. Per favore, chi ha votato la “Legge della strada” ci risparmi almeno parole al vento e ai social sullo spirito del Natale, sul presepe e sul nome di Gesù. Prima di nominarlo, Lui, bisogna riconoscerlo».

La Caritas: permessi speciali sono marginali

Don Francesco Soddu, direttore della Caritas, avverte a Famiglia Cristiana (3 dicembre):

«Alla data odierna, infatti, circa 140 mila persone titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rischiano di cadere o di ricadere in una condizione di irregolarità del soggiorno che li esporrà al rischio di povertà estrema, di marginalità e di devianza. Il decreto cerca comunque di attenuare questa previsione introducendo i cosiddetti permessi speciali per meriti civili, per cure mediche, o in caso di calamità naturale nel Paese d’origine».

«Evidentemente si tratta di una casistica residuale che non produrrà effetti particolarmente significativi per rispondere all’esigenza di protezione di molti tra coloro che cercano di raggiungere l’Europa, fuggendo in particolare da aree dove ci sono conflitti armati» .

Il Centro Astalli: “Irrazionali e incoerenti”

Tra le strutture ecclesiali a reagire è il Centro Astalli dei gesuiti, da anni in prima fila nell’accoglienza dei richiedenti asilo. In un comunicato diffuso già nella serata di ieri, si esprime allarme per gli effetti dell’entrata in vigore del Decreto, approvato senza la possibilità per i parlamentari di entrare nel merito delle questioni contenute nel testo.

Al di là del metodo, preoccupano soprattutto, si legge, le misure previste «irrazionali e incoerenti». Il comunicato si chiude con un giudizio amaro: «Un passo indietro di cui non si vede la logica, se non quella di alimentare l’allarme sociale per distogliere l’opinione pubblica dalle vere urgenze del Paese e ottenere consensi politici senza preoccuparsi di trovare soluzioni strutturali a temi complessi».

La rabbia di Padre Camillo

«Siamo preoccupati – afferma a Radio Vaticana Italia, padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli – innanzitutto abbiamo sempre messo in discussione l’approccio di emergenza: il fenomeno migratorio non è un’emergenza ma un fatto strutturale. Inoltre non si tratta di una questione di sicurezza ma ormai di integrazione. Tutti i provvedimenti che sono presi in questo decreto legge non fanno che aumentare la marginalità e l’irregolarità delle persone» (Vatican News, 30 novembre).

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