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Papa Francesco: sono preoccupato per l’omosessualità nel clero e nella vita consacrata

POPE FRANCIS AUDIENCE
Antoine Mekary | ALETEIA | I.Media
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"E' una questione seria". Nel mirino i criteri di selezione dei futuri sacerdoti nei seminari. "Nelle nostre società sembra addirittura che sia di moda"

L’omosessualità nel clero e nella vita consacrata «è qualcosa che mi preoccupa», «è una questione molto seria» e occorre più attenzione ai candidati nei seminari.

«Nelle nostre società sembra addirittura che l’omosessualità sia di moda e questa mentalità, in qualche modo, influisce anche sulla vita della Chiesa». Lo dice Papa Francesco in un libro intervista con il missionario claretiano Fernando PradoLa forza della vocazione” (Edizioni Dehoniane), di prossima pubblicazione in dieci lingue (L’Huffington Post, 30 novembre).

“Segregati”

Bergoglio affronta temi sui quali si è già espresso altre volte. «Non c’è bisogno di essere chierici – spiega – per essere clericali. Esiste un clericalismo che si manifesta nelle persone che vivono con atteggiamenti da “segregati”, con la puzza sotto il naso, segregati male. Sono quelli che vivono una specie di atteggiamento aristocratico rispetto agli altri».

Gli “aristocratici”

Il clericalismo «è un’aristocrazia – prosegue Bergoglio – Si può essere clericali pur essendo un fratello consacrato o una religiosa. Non si è clericali per il fatto di celebrare messe, ma perché si crede di appartenere a tale aristocrazia. A questo si associa, generalmente, un modo di vivere in maniera aristocratica che si manifesta negli atteggiamenti: sembra che uno sia sempre al di sopra di tutto il resto del santo popolo fedele di Dio. Quando c’è clericalismo, “aristocraticismo”, “elitarismo”, non c’è il popolo di Dio, che è quello, in definitiva, che ti dà una collocazione» (La Stampa, 30 novembre).

Abusi sessuali e abusi di potere

In un report de La Civiltà Cattolica, Bergoglio, in occasione di un incontro con i gesuiti cileni, durante il suo viaggio nel Paese sudamericano, legava il clericalismo agli abusi sessuali nel clero. L’elitismo, il clericalismo, spiegava il Papa, «favoriscono ogni forma di abuso. E l’abuso sessuale – continuava Francesco – non è il primo. Il primo è l’abuso di potere e di coscienza. Vi chiedo aiuto per questo. Coraggio! Siate coraggiosi! Davvero non riuscivo a credere a storie che ho visto ben documentate».

«L’abuso sessuale – aggiungeva il pontefice –  è conseguenza dell’abuso di potere e di coscienza, come dicevo prima. L’abuso di potere esiste: chi tra di noi non conosce un vescovo autoritario? Sempre nella Chiesa sono esistiti superiori religiosi o vescovi autoritari. E l’autoritarismo è clericalismo».

 

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