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È cattolica la preghiera di guarigione dell’albero genealogico?

GENEALOGY
Shutterstock/Vladimir Volodin
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Il sacerdote messicano Rogelio Alcántara analizza la questione in un incontro di esorcisti di tutto il mondo

In alcuni settori della Chiesa cattolica, soprattutto nei gruppi di tipo carismatico, si è diffusa molto la pratica della preghiera, del Rosario o delle Messe di “guarigione dell’albero genealogico” o “guarigione intergenerazionale”, che suscita grandi adesioni da un lato e dure critiche dall’altro.

L’Associazione Internazionale degli Esorcisti ha affrontato questo tema nel suo congresso celebrato a Roma a settembre, ad opera del sacerdote messicano Rogelio Alcántara, a cui è stato chiesto uno studio esaustivo sulla questione. Alcántara è dottore in Teologia e direttore della Commissione per la Dottrina della Fede dell’arcidiocesi di Città del Messico. Riassumiamo il suo intervento.

Mali ereditati?

L’autore riassume così l’idea alla base della guarigione intergenerazionale: “i mali che soffrono attualmente le persone (mali psichici, morali, sociali, spirituali e corporali) hanno una causa negli antenati. La persona attuale sarebbe l’ultimo anello di una catena, attraverso la quale passano i mali che arrivano a lei”.

Da dove dovrebbero venire questi mali? L’origine è triplice: le inclinazioni negative degli antenati, i loro peccati e le maledizioni lanciate sui loro discendenti, il che porterebbe la persona ad avere “inclinazioni e tendenze a determinati mali” o “legami ancestrali” molto forti.

La soluzione proposta al credente da alcuni sacerdoti e gruppi dedicati al ministero di guarigione e liberazione sarebbe “guarire il suo albero genealogico con pratiche religiose e preghiere specifiche che possano spezzare questa ‘eredità’ nefasta che ha ricevuto dagli antenati”, ottenendo la propria liberazione e il perdono degli antenati stessi.

Per questo, si svolgono alcuni riti che implicano il fatto di assumere “nuovi concetti come trasferimento, influenza, maledizione intergenerazionale, eredità ancestrale, vischiosità, guarigione dell’albero genealogico, ecc.”.

Da dove deriva questa teoria?

Dopo aver offerto citazioni significative di vari autori che sostengono questa idea, padre Alcántara afferma che non possiamo trovare alcun autore cattolico che abbia insegnato la dottrina del “peccato ancestrale” prima della seconda metà del XX secolo, per cui “è una ‘dottrina innovativa’, inventata, che rappresenta un grave pericolo per chi vuole accettare la rivelazione divina come ce la presenta la Chiesa cattolica”.

Secondo il sacerdote messicano, questa teoria “è apparsa per la prima volta tra i protestanti per ispirazione pagana. È stato un missionario protestante, Kenneth McAll, a dare impulso alla pratica di ‘guarire’ l’albero genealogico fino a trasformarla in un movimento”.

Queste idee non neanche alcuna base filosofica o scientifica. Padre Alcántara sottolinea che “la presunta base filosofica del cosiddetto danno ancestrale è molto simile a quello che è popolarmente noto come ‘karma’, idea derivante dalla religione induista”.

Ovviamente la dottrina del peccato ancestrale non ha nemmeno alcun fondamento teologico, anche se i suoi difensori “cercano di giustificare la loro applicazione del ‘karma’ alla teologia cristiana basandosi sulle scienze psicologiche, soprattutto su Carl Jung”, arrivando anche a citare la dottrina cattolica del peccato originale, senza fondamento.

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